La scorsa settimana sono stato alla presentazione dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, le cui conclusioni chiave sono riassunte nell’infografica che pubblico oggi.

Infografica Mobile marketing Politecnico 2017

La maturità delle aziende cresce, anche se non abbastanza velocemente rispetto a quanto chiederebbe a mio avviso il mercato: solo il 14% delle aziende si può classificare come mobile first, mentre ben un 21% ha nel mobile un nice to have (!).

Molto fa anche la maturità dei sistemi di backend, che possono essere facilitatore o, purtroppo più spesso, freno dello sviluppo dell’omnicanalità di cui il mobile più che ennesimo componente è volano e abilitatore. Un aspetto quello dell’integrazione ICT sottovalutato ma che invece è fondamentale nella digital transformation.

Questa situazione avviene mentre per il 50% dei Mobile Surfer il cellulare sostituisce già in modo più o meno netto il Pc, mentre per il 38% i due schermi hanno la medesima rilevanza. Ben 6 minuti su 10 passati online provengono dagli Smartphone e le App catturano circa il 90% del tempo di navigazione complessivo degli Smartphone (dati Doxa).

Questo shift è stato percepito in modo più chiaro sotto il profilo degli investimenti pubblicitari, infatti nel 2016 crescono tutti i formati, per un valore complessivo del mercato di 715 milioni di euro (+53% sull’anno precedente). In particolare, a trainare la crescita è lo spostamento di audience a discapito del desktop con pianificazioni multipiattaforma, ossia l’acquisto di un determinato spazio indipendentemente dal canale sul quale verrà poi mostrato al cliente.

Il Mobile Advertising quindi arriva a valere il 30% dell’Internet Advertising (era il 21% nel 2015) e il 9% del totale mezzi (valeva il 6% un anno fa). Tutto bene quindi sulla maturità di questo fronte pubblicitario? Sì ma con riserva. Citando Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano “il peso raggiunto dal Mobile sul totale Internet (30%) è ancora molto lontano dal tempo speso dai consumatori a navigare dagli Smartphone (più del 60%)”. Lo spazio per crescere ancora quindi c’è.

L’altro punto rilevante è l’investimento delle aziendale nello sviluppo dei propri Asset Mobile. Sul campione 170 aziende intervistate, l’8% non ha ancora lavorato per rendere responsive il proprio sito Web (numero ancora alto visti i tempi) ma in generale, come afferma Guido ArgieriTelco & Media Director di Doxa,I consumatori danno un buon voto (7,3 su 10) alla fruizione dei siti da Mobile […] e nonostante ciò, il 57% dei Mobile Surfer negli ultimi 3 mesi ha abbandonato un sito/App perché non funzionava o non era sufficientemente veloce”.  In particolare poi rispetto alle Mobile App solo il 14% delle aziende ammette di avere già un’applicazione strategica, avendo individuato quali obiettivi deve avere e che bisogni deve soddisfare.

Come ho scritto recentemente, il cuore dello sviluppo di questo soluzioni sono le persone destinatarie della tecnologia e l’intersezione tra i loro bisogni, gli obiettivi aziendali e il device è la (non facile) chiave del successo. Lentamente questa percezione sembra migliorare, anche se molto ancora c’è da fare in termini di cultura aziendale.

In conclusione dunque la reazione delle aziende al consolidamento del mobile come strumento che trasforma la relazione con il cliente e tra colleghi sembra iniziare a essere un po’ più organica ma molto c’è da fare per rendere diffusa una competenza diffusa e matura.

Secondo Marta Valsecchi “Il Mobile non deve essere concepito come una semplice declinazione del digitale. L’approccio Mobile First, che nasce pensando alla fruizione dell’utente da Smartphone, già oggi si rivela essere una fucina di sviluppo per nuovi modelli di business: dall’utilizzo dello Smartphone per interagire con servizi di Smart Home alla nascita di servizi bancari “Mobile Only”; dallo sviluppo di servizi di car sharing prenotabili e utilizzabili attraverso una Mobile App alle Applicazioni per il monitoraggio a distanza della salute dei pazienti (Mobile Health). Ci piace per questo parlare di “Mobile by design”: nuovi prodotti o servizi che nascono con una componente Mobile intrinseca nel funzionamento di base”.

Mi piace molto questo concetto di “mobile by design”, che estenderei a digital by design per intendere che oggi la digitalizzazione diffusa deve essere “embedded” all’interno dei processi e degli strumenti aziendali.

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