Retail 4.0. 10 regole per l’Era digitale è un libro di Philip Kotler e Giuseppe Stigliano, uscito per Mondadori in prima edizione a fine 2018 e poi ripubblicato nel 2019.

Il libro parte da un presupposto che era noto nell’ambiente già al momento della sua uscita e che è diventato poi nel 2019 ancora più oggetto di discussione, anche fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori: il digitale ha cambiato profondamente il settore del retail sconvolgendo regole che per decenni erano rimaste in larga parte immutate.

Un fenomeno che porta ogni giorno sempre più fonti a dichiarare la morte dei negozi fisici davanti ad una inarrestabile “Armageddon” del retail.

In realtà, come gli autori precisano fin dall’inizio, questa è una visione affrettata, dato che la quota parte di vendite online è sempre minoritaria rispetto al canale fisico (che però ne è influenzato) e che anche i big del digitale, Amazon e Alibaba in testa, investono in catene fisiche.

La rivoluzione digitale invece chiede alle catene di negozi e ai brand di ripensare a fondo i propri modelli, usando meglio i dati, studiando i nuovi customer journey omnichannel dei clienti e, in generale, superando le divisioni tra i canali per andare verso quella Unified Commerce che è stata la parola d’ordine anche dell’ultimo NRF.

Per poter declinare questo cambiamento gli autori del libro delineano 10 regole da seguire che sono trattate in altrettanti capitoli.

1/ Be Invisible

2/ Be Seamless

3/ Be a Destination

4/ Be Loyal

5/ Be Personal

6/ Be a Curator

7/ Be Human

8/ Be Boundless

9/ Be Exponential

10/ Be Brave

Mi limito a qualche sottolineatura lasciando poi al piacere della lettura del libro la piena comprensione di tutti questi concetti.

Un primo punto riguarda il fatto che da un lato la tecnologia può e spesso deve essere invisibile come abilitatore del valore, e non solo un mezzo di spettacolarizzazione notiziabile.

Per anni invece c’è stato un forte sbilanciamento sulle tecnologie di frontend in pochi store flasgship, anche in Italia, e solo negli ultimi anni le innovazioni iniziano ad essere maggiormente distribuite lungo tutto la catena del valore.

Inoltre deve essere forte e chiaro il concetto di seamless, che non riguarda solo la tecnologia che abilita questo paradigma ma anche e soprattutto l’organizzazione che deve guardare alla centralità del cliente e non ai propri organigrammi interni.

Interessante anche il punto dell’essere curatore in un mondo di coda lunga online e di spazi fisici dai costi sempre più cari. Chiave poi è ancora l’attenzione al fattore umano e personale pur in un mondo di dati e automazione.

Infine, scontato forse ma non così facile a farsi, bisogna essere coraggiosi per affrontare tutto questi cambiamenti e sperimentare.

Il libro si completa poi con opinioni e testimonianze di un panel qualificato di CEO e manager del settore, che aiutano il lettore a capire come si declina nella pratica quanto trattato.

In conclusione, Retail 4.0 è una lettura interessante perché ha il pregio di sintetizzare e razionalizzare dei fenomeni articolati e complessi, restituendo in maniera chiara in 10 regole una serie di azioni necessarie ad affrontare questo contesto competitivo.

Ho lavorato nel retail e nella sua trasformazione digitale per gli ultimi 15 anni e da “insider” posso quindi dire che questo volume è molto utile per orientarsi, con l’importante plus di essere scritto in modo chiaro ed efficace.