Il mondo degli acquisti attraverso i canali digitali corre veloce e per questo avere dati freschi risulta sempre utile e prezioso. Pubblico dunque volentieri un commento al Focus E-Commerce che ho ricevuto nei giorni scorsi, contenuto all’interno di “Digital in 2016”, il report annuale elaborato dall’agenzia We Are Social.

Dalla fotografia di gennaio emerge come UK rappresenti anche quest’anno il paese con la penetrazione di acquisti digitali più alta (77%, +13% sul 2015) seguita da Germania (74%, + 11% sul 2015) e Corea del Sud col 72% (+ 10% sul 2015).

Qualche sorpresa si trova poi lungo la classifica (la Spagna e la Malesia ad esempio) fino ad arrivare all’Italia al 16° posto nella classifica internazionale dei paesi compresi nella ricerca. Eravamo al 14° posto l’anno scorso, ma la buona notizia sta nella crescita di 9 punti sulla penetrazione, che passa dal 39% del 2015 al 48% 2016.

Focus E-Commerce dal Report "DIGITAL in 2016"
Focus E-Commerce dal Report “DIGITAL in 2016”

Se guardiamo i dati legati all’acquisto di prodotti o servizi online da mobile la geografia cambia: le nazioni che si posizionano ai primi posti della rilevazione appartengono tutte all’area asiatica (in ordine di posizione Corea del Sud, UAE, Cina, Hong Kong, Tailandia, Malesia e Singapore) mentre Spagna e Uk sono i primi paesi occidentali a comparire nella classifica. Qui la posizione dell’Italia si avvicina decisamente al resto dei paesi occidentali, lasciano indietro Germania e Francia, a testimonianza del salto deciso verso la multicanalità dei nostri consumatori.

Focus E-Commerce dal Report "DIGITAL in 2016"
Focus E-Commerce dal Report “DIGITAL in 2016”

Sul fronte nazionale, risultano poi molto significativi anche gli altri indicatori: si assesta al 56% il dato su chi ricerca informazioni su prodotti in rete prima dell’acquisto mentre risulta del 53% la popolazione che ha visitato un negozio online negli ultimi 30 giorni.

Focus E-Commerce dal Report "DIGITAL in 2016"
Focus E-Commerce dal Report “DIGITAL in 2016”

Come scritto in altre occasioni infatti guardare all’impatto del digitale solo sul valore degli acquisti online è una prospettiva miope e mi trovo molto d’accordo quindi con il commento di Luca Della Dora, Editorial Director di We Are Social, “Se confrontiamo questi dati con quelli di 12 mesi fa, ci rendiamo conto di come le abitudini delle persone siano sempre più legate alla possibilità di entrare in contatto con i prodotti che cercano in qualsiasi momento. L’azione conseguente allo stimolo ricevuto dal contenuto non è sempre – per forza di cose – l’acquisto, ed è per questo motivo man mano più importante saper creare una strategia di contenuto e distribuzione in grado di lavorare su tutte le fasi del purchase funnel, e – soprattutto – che possa garantire ai brand di conoscere (e riconoscere) i propri consumatori anche dopo una prima esposizione (o acquisto). Un ruolo fondamentale, da questo punto di vista, è ricoperto dalla strategia editoriale che deve sempre più lavorare sul rispondere a diversi bisogni delle persone da una parte, e a obiettivi sempre più concreti per i brand, che vadano oltre le “vanity metrics” (like, commenti, share)”.

Che ne pensate?

Annunci