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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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Digital transformation: ci vuole organizzazione, misurazione dell’innovazione e collaborazione con l’esterno

Si discute ormai quotidianamente dello stato della trasformazione e dell’innovazione delle aziende, e per alcune considerazioni prendo spunto oggi dai recenti risultati della ricerca degli Osservatori Digital Transformation Academy e Startup Intelligence della School of Management del Politecnico di Milanoin collaborazione con PoliHub, basata sulle risposte di 250 tra Chief Innovation Officer e Chief Information Officer e 45 interviste dirette. Continue reading “Digital transformation: ci vuole organizzazione, misurazione dell’innovazione e collaborazione con l’esterno”

Lo stato di salute dell’ecommerce b2c in Italia?

Lo stato di salute dell’ecommerce b2c in Italia? Secondo l’ultima fotografia dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano il valore degli acquisti online degli italiani fa segnare un +18% per un giro d’affari che sfiora i 20 miliardi di euro, tra prodotti (9 miliardi) e servizi (10,6 miliardi). Tutto bene quindi? Fino ad un certo punto.

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Lo shopping via smartphone è in costante crescita e il fashion guida le statistiche

Ben 8,6 milioni di italiani sopra i 13 anni che possiedono uno smartphone hanno acquistato prodotti e servizi via mobile nel mese di aprile 2016 e la loro percentuale sul totale dei possessori di smartphone è passata dal 24,4% di aprile 2015 al 28,3% di quest’anno. Sono i dati delle ultime rilevazioni comScore MobiLens e Mobile Advisor sugli acquisti via Mobile nel primo trimestre 2016.

Come emerge anche dai dati del Politecnico, a crescere molto è il settore del fashion, anche se guardiamo agli acquisti via smartphone. Continue reading “Lo shopping via smartphone è in costante crescita e il fashion guida le statistiche”

E-commerce e fashion, i trend del 2016 sono positivi anche se…

Nel 2016 il Fashion online piace sempre di piu agli italiani, sia che si tratti fare shopping su siti italiani sia che si faccia ricorso a quelli stranieri, superando gli 1,8 miliardi di euro  e segnando un +25% rispetto al 2015 (ossia, a valore assoluto, 365 milioni di euro). Dopo Informatica ed elettronica ormai la moda risulta il secondo settore nelle vendite online di prodotto: nel 2016, sfiora il 10% del totale contro il 6% del 2012. Continue reading “E-commerce e fashion, i trend del 2016 sono positivi anche se…”

Aspettando l’eCommerce Forum, una fotografia delle vendite online in Italia

Quanto vale davvero l’ecommerce b2c in Italia? Secondo l’ultima fotografia dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano, prima della nuova rilevazione 2016 che sarà comunicata in occasione dell’eCommerce Netcomm Forum, la risposta è 16,6 miliardi di euro, con una crescita del 16% rispetto al 2014 (ossia oltre 2,2 miliardi di euro).

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E-commerce, l’Asia guida nel mobile, UK nella penetrazione complessiva ma…non tutto il valore si gioca negli acquisti online

Il mondo degli acquisti attraverso i canali digitali corre veloce e per questo avere dati freschi risulta sempre utile e prezioso. Pubblico dunque volentieri un commento al Focus E-Commerce che ho ricevuto nei giorni scorsi, contenuto all’interno di “Digital in 2016”, il report annuale elaborato dall’agenzia We Are Social. Continue reading “E-commerce, l’Asia guida nel mobile, UK nella penetrazione complessiva ma…non tutto il valore si gioca negli acquisti online”

Mobile o…mobile first? Questo è il dilemma!

Lo avevo scritto recentemente, l’Italia si sta digitalizzando e uno dei fattori trainanti, prima ancora della penetrazione internet (ancora inferiore del 10% alla media europea) è sempre il mobile, specie se abbinato all’uso dei social (penetrazione da mobile del 3% oltre la media europea a parità di percentuale di utenti social attivi). Continue reading “Mobile o…mobile first? Questo è il dilemma!”

Avete mai pensato all’E-commerce come negozio per chi abita nelle località più remote?

In Italia siamo ancora tutti abituati a pensare all’acquisto e-commerce come a qualcosa di tipico dei contesti più evoluti (anche se in realtà avanza una digitalizzazione diffusa), globalizzato, legato ai ritmi veloci del lavoro e del consumo metropolitano.

Ma non è solo questo. Dalla Valle d’Aosta all’Abruzzo, dal metronomo alla rete per la grandine, un documento che ho ricevuto da Amazon.it e che pubblico volentieri ci presenta la classifica dei comuni più piccoli che ordinano online (e dei prodotti più acquistati).

Marmora, borgo della provincia di Cuneo con 65 abitanti, si trova al primo posto della classifica stilata da Amazon.it
Marmora, borgo della provincia di Cuneo con 65 abitanti, si trova al primo posto della classifica stilata da Amazon.it

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Lo shopping di moda ha un target interessante e vivace. Forse è l’offerta che è carente…

Lo shopping online di moda è ancora un ambito fortemente femminile, come evidenzia la ricerca Fashion ed e-commerce in Italia: le abitudini degli acquirenti online (disponibile in download su http://www.contactlab.com/report-ecommerce-moda), un approfondimento estratto dall’E-commerce Consumer Behaviour Report 2012 e da cui è tratta l’infografica qui sotto.

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Alcuni dati sulle fashion addicted digitali sono prevedibili, come l’età (più della metà ha meno di 35 anni), altri sorprendono di più, come la distribuzione geografica abbastanza omogenea, dato che due su cinque (42%) vivono al Sud e nelle Isole.
Di certo sono decisamente una punta evoluta dello scenario web italiano, sempre connesse sui social e con un alto utilizzo del mobile per cercare informazioni per i loro acquisti che spesso avvengono all’alba, anche “per colpa” delle vendite flash e/o a evento, aggiungo io.

Su questo ultimo punto mi permetto una nota, che offline faccio spesso, il target e il settore merceologico in questione sicuramente hanno subito il fascino e l’effetto di diversi player, Yoox prima e i vari club di vendite private poi, che hanno aperto un po’ il mercato nel nostro paese.

Questo ha come rovescio della medaglia un pesante ritardo dei brand e dei retailer tradizionali, che invece in altri mercati come quello Uk e Usa, hanno una fetta importante del mercato online.
Dal mio punto di vista in Italia non manca tanto la domanda quanto un’offerta qualificata, che fa sì che i consumatori più evoluti si rivolgano a siti di retailer stranieri o, appunto, a particolari venditori che però con le loro meccaniche a sconto drogano in parte il mercato.

Un peccato, visto che tornando alla ricerca i fashion addicted sono anche high spender: uno su tre ha speso online nell’ultimo anno solo per l’abbigliamento più di 1000€, e c’è anche chi (il 15%) ha superato i 2000€. In generale oltre la metà di loro ha acquistato nell’ultimo anno beni per un valore di oltre 500€.

Voi che cosa ne dite? Che cosa pensate di questo nostro singolare mercato?

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