Il mondo dato. Cinque brevi lezioni di filosofia digitale è un libro di Cosimo Accoto, uscito per Egea nel 2017.


AVETE MAI SENTITO PARLARE DI FILOSOFIA DIGITALE?


Probabilmente no, in quanto è una materia nuova e affascinante che porta a riflettere con occhi completamente diversi sulle grandi tematiche dell’evoluzione digitale dei nostri tempi.


Come ho avuto modo di scrivere più volte anche di recente la tecnologia infatti sta evolvendo in una maniera che supera la nostra comprensione media, sia come privati cittadini sia come persone che lavorano in organizzazioni aziendali più o meno complesse.


Ben venga dunque un libro come questo, ben scritto e leggibile pur trattando argomenti non banali.


IL CODICE OSSIA IL SOFTWARE CHE DIVORA IL MONDO


Che il software ormai sia pervasivo in tutti gli aspetti della vita inizia a essere un fatto noto anche al grande pubblico.

Ma tutto ciò che implicazioni filosofiche ha?


In realtà infatti al di là delle definizioni tecniche di software e di codice ci sono dei ragionamenti semantici e concettuali molto articolati, che vanno dall’agibilità alla fallabilità, fino alla capacità degli algoritmi di modificare il mondo.

Decisamente interessante, anche se difficile da riassumere in poche righe.


IL SENSORE, UN NUOVO SENSO


Come esseri umani abbiamo cinque sensi e una capacità limitata di percepire lo spettro elettromagnetico, i raggi X, i raggi gamma e via così discorrendo.

Grazie ai dati e ai sensori senza rendercene del tutto conto stiamo accedendo a un nuovo livello di percezione del mondo.


Concetti come Internet delle Cose (IoT) e Smart City in effetti traducono nella pratica questa nuova tendenza.

Anche livello fisico grazie ai dispositivi wearable quello che erano la percezione di noi stessi e la somatizzazione diventano oggi elementi precisati e aumentati dei dati registrati ed elaborati dalle macchine.


Inoltre i sensori rendono intelligenti anche gli oggetti che ci circondano e che quindi in qualche modo diventano destinatari di nuove attività di comunicazione e di negoziazione autonoma dei prezzi, tanto che Accoto parla nel capitolo dell’interessante il concetto di “markething”.

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L’ALGORITMO


È ormai storia la sconfitta del campione di scacchi Kasparov battuto dal computer Deep Blue IBM nel 1997.

Per alcuni anni poi il tema dell’intelligenza artificiale è rimasto un po’ in secondo piano, avvolto da un certo pessimismo, senza che però la ricerca su questo terreno si andasse per questo a fermare.


Ecco quindi che oggi tutte le grandi company tecnologiche da Google ad Amazon passando per IBM stessa stanno investendo moltissimo su questi temi, tanto che si parla di un passaggio da Mobile First ad AI First.


Nel sottotitolo di questo capitolo Accoto parla di “intelligenze aliene”, per sottolineare la tensione tra tecnologie che aumentano le capacità umane e quelle che sostituiscono gli esseri umani.

Lascio alla lettura del capitolo le interessanti considerazioni che vengono sviluppate dell’autore rispetto questo tema che è estremamente attuale.


IL DATO, L’ESPERIENZA OLTRE L’ESPERIENZA


Si parla tantissimo di esperienza del consumatore (CX) che segue per molti versi il concetto di esperienza utente (UX) che già alcuni anni fa era diventato noto negli ambienti del digitale.


Oggi grazie a tutti questi sensori, dati, tecnologie l’esperienza è però ancora più ampia e complessa, per via di una certa sensibilità “non percettiva”, che Accoto definisce datasense che nasce con i dati e dai dati.

Anche in questo caso la narrazione dell’autore è affascinante ma necessariamente non facile da sintetizzare in poche parole, e solo per riassumere possiamo dire che tocca i temi della percezione del tempo e dello spazio (realtà aumentata, realtà virtuale ma anche magazzini automatizzati).


IL MONDO VISTO DA UNA NUOVA PROSPETTIVA


Le piattaforme sono un paradigma che ormai è tipico della digitalizzazione ma che cosa è il mondo se non “la piattaforma delle piattaforme”?

Nell’ultimo capitolo del libro si introduce il concetto di “pila”, che lascio scoprire con una lettura personale, e si vanno a tirare le fila del discorso fatto nelle parti precedenti dell’opera.

Un tassello in più per comprendere quanto sia articolato e complesso l’impatto del digitale sul nostro presente e sul futuro

IN CONCLUSIONE


Come si legge nella sinossi del volume “Spazio, tempo, esperienza, soggettività, apprendimento, legge, sovranità, realtà: in un mondo in cui sembra che tutto sia destinato a diventare programmabile e in un’epoca che pare segnata dal dominio, dei sensori, dei dati, degli algoritmi, anche i grandi temi della filosofia sono oggetto di ripensamento”.

Non si tratta di un tipo di pensiero filosofico e culturale di cui oggi si parli con frequenza nel nostro paese, in cui già le riflessioni su altri temi come la tensione fra miglioramento tecnologico e tutela dei posti di lavoro o anche più “banalmente” la trasformazione digitale delle imprese difficilmente si possono definire mature.

Eppure tali cambiamenti sono qui fra noi, già ora.

“Tuttavia, la nostra cultura cambia così lentamente – si legge nella prefazione di Alex Pentland (presso il Massachusetts Institute of Technology) –  che solo persone come Cosimo riescono a esplorare e ad anticipare filosoficamente in maniera così chiara l’immagine del mondo che verrà”. 

Un parere che condivido e alla luce del quale consiglio questa lettura, non sempre semplice per la ricchezza dei concetti, sicuramente affascinante, e in definitiva molto importante per aiutarci a capire meglio il nostro tempo e indirizzare il futuro.