Mobile Marketing. Nuove relazioni, nuovi clienti è un libro di Gianluca Diegoli e Marco Brambilla, uscito per Hoepli nel 2016.

Il mobile marketing è un argomento caldo, su cui molto si parla sui media e molto si discute nelle aziende, non sempre con competenza: ecco perché questo libro è sicuramente una lettura preziosa.

Nel volume convivono due anime, legate fra loro più di quanto normalmente si tenda a pensare: la strategia e la conoscenza tecnologica sullo sviluppo con la relativa “cassetta degli attrezzi”. Gli autori giustamente invitano il lettore a passare da una parte all’altra secondo necessità, per capire di volta in volta a 360 gradi opportunità e problematiche.

Nella prima parte quindi si delinea lo scenario, che è qualcosa di ben più ricco e complesso della realizzazione di una app o di altre attività specifiche, importanti ma poco produttive ed efficaci se viste fuori dal contesto che ruota di fatto intorno al cliente e alla sua “zona di relazione”.

Quest’ultimo concetto è cruciale: il tempo che le persone hanno è poco, l’attenzione scarsa, perfino lo spazio sul cellulare è un bene prezioso e limitato, dunque una strategia di successo deve si deve posizionare all’intersezione dei tre insiemi utente, tecnologia e modello di business. La zona di relazione appunto.

mobile marketing cover

Per questo motivo nel capitolo sulla strategia si pone, giustamente, grande enfasi sui concetti di personas e di customer journey, visto che il mobile è un tassello fondamentale di un insieme più vasto di occasioni e bisogni che le persone vogliono soddisfare, come insegnano anche i micro momenti di Google.

Come detto poi il mobile è fatto da più componenti e alla descrizione dei diversi touch point è dedicato un corposo capitolo, dove non mancano anche i social, il native advertising e molti altri elementi che compongono il mosaico intersecandosi fra loro e con i media più “tradizionali”

La parola poi “passa” alle due facce umane della stessa medaglia: i clienti, con la descrizione di una serie di personas e i relativi journey, e le aziende, con le interviste ad una serie di manager di diversi settori industriali e merceologici.

A questo punto viene il momento di “sporcarsi le mani” (digitalmente parlando) e dopo una breve overview sui tre grandi ecosistemi del mobile (Apple, Android e nel suo piccolo Windows) si passa ai criteri di progettazione: vincoli, usabilità, omnicanalità, privacy, prossimità, UI e gestione del feedback.

Segue un ricco capitolo su ciò che compone la cassetta degli attrezzi, che come il precedente non si può riassumere in questo spazio se non per citazione di alcune delle voci come geo-location, sensori, beacon, NFC, push notification, acquisti in app, mobile payment e le nuove frontiere dei chatbot e del 3D Touch.

Ultimo tema, ma non certo per importanza, è quello del lancio e della misurazione (pre e post, mi raccomando come gli autori!) con la fissazione precisa e chiara dei KPI da raggiungere. Il che implica obiettivi definiti fin dall’inizio, cosa da non dare mai scontata in questi progetti e cruciale per seguire davvero il customer journey.

In conclusione posso dire quindi che di questo libro mi è piaciuta molto la seria ma mai troppo teorica trattazione della prospettiva strategica unita ad una competente ma chiara trattazione tecnica, l’ideale in un mondo dove visione di business e know how tecnologico devono per forza convivere. Un’ottima lettura, anche per chi non si occupa direttamente di mobile marketing, data la pervasività degli strumenti digitali nella quotidianità dei nostri giorni.

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