Torno nuovamente su di un tema a me caro, di cui ho già parlato in quanto mi tocca anche sul piano di alcuni progetti in cui sono coinvolto lavorativamente, quello delle informazioni e della loro circolazione.

L’influenza dei social media ha infatti fatto emergere un corposo insieme di teorie e sistemi riguardanti l’enterprise 2.0, che però dai dati che circolano sembra essere molto apprezzata ma poco messa in pratica al di là del livello sperimentale.

In effetti però questi paradigmi, e più in generale la facilità di gestire e condividere l’informazione dentro e fuori l’organizzazione, saranno una delle sfide del futuro più vicino.

Vediamo la cosa dal punto di vista più facile da capire: i costi.

Non avere un modo semplice e riconosciuto di immagazzinare le informazioni e di renderle facilmente riutilizzabili è una fonte enorme di inefficienza, che a livello di top management raramente si manifesta come problema percepibile ma che a conti fatti è un dramma.

A questo si aggiunge il fatto che mentre stiamo ancora discutendo di passaggio delle informazioni dalla carta all’eventuale sito web il mondo va verso una crossmedialità spinta: ne sono testimonianza qr code, msite, application per smartphone, tv che navigano nel web e leggono i widget, strumenti ibridi come iPad o specializzati come Kindle.

E’impensabile dunque che ogni device o soluzione implichi un nuovo lavoro di recupero e adattamento da zero di contenuti e processi, ciò rappresenta un costo e un’inefficienza che presto diventeranno davvero pesanti da sopportare.

C’è poi un tema organizzativo, le persone cui sono dati i mezzi e gli spazi:

a)      condividono spontaneamente ciò che hanno perché ne trovano il vantaggio e ne vedono lo scopo

b)      sono più motivate perché coinvolte e ingaggiate

c)      sono più produttive, perché possono rielaborare stimoli e aggregarli in mashup che le rigide funzioni aziendali non permettono.

Per ottenere questo, come già esplicitato altre volte, occorre un lavoro culturale prima che tecnologico. Vi ricorda nulla? Provate a rileggere dell’approccio POST di cui spesso ho parlato.

Riusciremo presto a parlare di un ROI inteso anche come “ritorno sull’informazione”?

Secondo me sì, ma qui vorrei sentire le vostre idee ed esperienze.

Advertisements