Il teatro delle macchine pensanti. 10 falsi miti sull’intelligenza artificiale e come superarli è un libro uscito a settembre 2025, scritto da Stefano Epifani, già autore di “Perché la Sostenibilità non può fare a meno della trasformazione digitale”.

In questa nuova pubblicazione Stefano affronta il tema dell’intelligenza artificiale (IA) smontando dieci falsi miti largamente diffusi nel dibattito pubblico, anche grazie ai media e alla pressione comunicative delle big tech.

L’uso della metafora del “teatro” è stato scelto per indicare come l’IA sia rappresentata oggi come un attore dotato di volontà e coscienza, mentre in realtà è una tecnologia costruita da esseri umani che riflette idee, valori e contraddizioni umane.

Ogni capitolo parte da una storia quotidiana per introdurre un falso mito sull’IA, che viene analizzato e de-costruito, invitando il lettore a una maggiore consapevolezza sull’uso e l’impatto dell’intelligenza artificiale nella società contemporanea.

I DIECI MITI DA SFATARE

I falsi miti sono suddivisi in categorie di natura cognitiva, operativa, simbolica, sistemica e regolativa:

Falsi miti cognitivi

1. L’Intelligenza Artificiale è intelligente come un essere umano

2. L’Intelligenza Artificiale funziona come il cervello umano

3. L’Intelligenza Artificiale ha le allucinazioni (ossia produce contenuti apparentemente verosimili ma falsi, senza coscienza)

Falsi miti operativi

4. L’Intelligenza Artificiale è infallibile (bias da autorità algoritmica)

5. L’Intelligenza Artificiale è imparziale (non esistono dati neutri, la neutralità è una costruzione)

Falsi miti simbolici

6. L’Intelligenza Artificiale ha intenzioni proprie e si ribella (proiezione culturale e psicologica di paure)

Falsi miti sistemici

7. L’Intelligenza Artificiale è una tecnologia come le altre (l’IA modifica modalità di conoscenza e decisione)

8. L’Intelligenza Artificiale ci ruberà il lavoro (solo una parte del lavoro è automatizzabile, il vero problema è la nostra capacità di ridisegnare i ruoli)

9. L’Intelligenza Artificiale è insostenibile per l’ambiente (necessario valutare l’impatto reale rispetto all’alternativa senza IA)

Falsi miti regolativi

10. Serve un’etica per l’Intelligenza Artificiale (paradosso di attribuire giudizi morali a una tecnologia priva di coscienza)

PERCHÉ VALE LA PENA DI LEGGERE IL LIBRO

Chiaramente in una recensione non c’è lo spazio e non ha senso riassumere tutto ma mi fa piacere sottolineare che questo testo fa parte di quel tipo di contenuti che affrontano dei temi spesso vissuti come tecnici da punto di vista diverso, focalizzato sull’impatto sociale e cognitivo delle nuove tecnologie.

La conoscenza elimina sia la paura sia la fiducia cieca nelle soluzioni tecnologiche ed è l’unico modo di affrontare le sfide che abbiamo davanti.

In particolare, emerge con forza la sottolineatura della responsabilità umana nel plasmare i processi di innovazione; la questione fondamentale non è se le macchine diventeranno coscienti, ma se saremo capaci di governarle consapevolmente per realizzare la società che desideriamo.

Troppo spesso l’algoritmo diventa quasi un soggetto vivente, che ci libera dalla responsabilità (ma anche dalla libertà) di decidere con la nostra testa.

La lettura è coinvolgente e consigliata anche per chi non è specialista di tecnologia (che comunque farebbe bene a leggerlo) ed ho molto apprezzato la capacità dell’autore di promuovere spirito critico e cittadinanza tecnologica in chi legge, quei concetti di responsabilità di chi è competente e di educazione civica digitale di cui ho parlato a più riprese nei mesi scorsi.

In definitiva, “Il teatro delle macchine pensanti” è un libro consigliato a chiunque desideri capire davvero l’intelligenza artificiale e il suo impatto sulla società, superando superficiali narrazioni mediatiche e orientandosi verso una consapevolezza più matura e responsabile di un cambiamento velocissimo in cui siamo immersi tutti, senza nascondere questioni reali come discriminazioni algoritmiche, concentrazione di potere, mancanza di trasparenza e esclusione sociale.