Big data is like big tobacco. Presumed to be safe for decades and when we understood the cancer it brought, it was hard for people to quit. Peter Sund.

Sicuramente una frase molto estrema.

I big data sono uno degli argomenti più discussi nelle aziende, seppure non sempre con un’applicazione reale e concreta.

Ci si dimentica che molti di questi dati però vengono da tutti noi e dalle nostre attività attraverso social, smartphone e ogni altro canale digitale.

Sulla questione privacy tutto sommato si discute da tempo ma c’è chi tra i pionieri di internet sta iniziando a porre la questione ad un livello più alto, e dopo Evan Williams di Twitter, è il turno appunto del co-fondatore di The Pirate Bay, Peter Sunde.

In un articolo apparso su Wired, Sunde evidenzia come a fronte di un’internet nata per decentralizzare stiamo assistendo ad una concentrazione di dati in mano a sempre meno persone.

Le caratteristiche dei dati oggi
Le caratteristiche dei dati oggi

Il fondatore di The Pirate Bay vede come unica via una stretta legale, per regolamentare questa economia del dato e limitare il potere delle digital company.

Si tratta davvero di una tendenza senza ritorno? E la normativa è l’unica via?

Sì e no. Il tema della regolamentazione invocato da Sunde è importante ma non può essere risolutivo senza una vera e profonda campagna di educazione sui comportamenti da tenere online e offline per la tutela della propria privacy.

La larga parte dei dati che sono condivisi ancora oggi sono diffusi senza una reale consapevolezza della quantità di tracce che ciascuno si lascia dietro.

Lo stesso GDPR in arrivo in Europa individua tra i diritti personali quello di poter ricevere tutti i propri dati disponibili in possesso delle aziende, ma senza l’opportuna percezione di quanto viene condiviso chi avrà davvero idea di potersi avvalere di questa possibilità?

Ecco perché l’informazione e la formazione, soprattutto nelle generazioni più giovani sono fondamentali visto che come si dice spesso “Internet non dimentica” ma che d’altra parte i dati che forniamo servono anche per ottenere servizi, a volte davvero rilevanti.

Che cosa ne pensate?

 

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