Quando si parla di social media si pensa sempre ad un mondo di persone che scrivono, postano, creano.

Per chi conosce davvero la materia è noto invece che questo non è totalmente vero e Jakob Nielsen ha formulato in tal senso l’espressione “Participation Inequality“, riassunta dalla formula 90-9-1:

  • 90% degli utenti sono “lurkers”, audience non attiva, lettori che non creano contributi.
  • 9% degli utenti sono “editors”, che modificano e commentano contenuti che però sono creati da altri.
  • 1% degli utenti sono “creators”, coloro che creano attivamente il contenuto e alimentano la rete.

Si tratta di un fenomeno facilmente osservabile nelle varie community sparse per la rete e che deve essere tenuto in considerazione, soprattutto quando si chiede alle persone di creare contenuto originale.


E’ il classico tema che si pone all’inizio di una corretta strategia di social media marketing, con l’analisi dei target prevista dal Social Technographics Profile di Forrester, che trovate riassunto nelle slide qui sotto.

Ma se gli utenti attivi sono così pochi perché dovremmo iniziare una strategia di social media marketing? Semplice, perché gli attivi sono pochi ma gli interessanti (critici, collezionisti etc.) sono davvero tanti (e di valore)!

Quando creiamo una fan page su Facebook quanti sono davvero quelli che creano contenuto? Pochi, ma vi sono migliaia di persone che fanno sharing e commentano quando postiamo, mentre contemporaneamente i rari contributori attivi hanno un pubblico enorme.

Dunque, secondo il principio della potenza delle connessioni della teoria della complessità, tanti utenti che interagiscono creano un valore maggiore della loro semplice somma algebrica e sono alla base del successo di Facebook, di tutti i social media e anche di ogni progetto di valore nel social web.

Per far diventare un caso di studio anche il vostro dunque dovete essere pronti a capire e governare questa regola del 90-9-1 per agire con strategia, e vi ricordo che la strategia si fa prima, e non dopo! 🙂

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