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Internet Manager Blog

Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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Trends, attualità & dati

Commenti brevi su dati, trend e attualità della rete

Perché il nuovo professionista del web è sempre più specialista, umanista e…redditizio per l’azienda

Uno dei limiti che molte aziende hanno sperimentato negli ultimi anni è stato quello di non avere al proprio interno una persona esperta del web, con un profilo a cavallo tra un tecnico, un uomo di comunicazione e un project manager.

Infatti nessuno ormai si sottrae ad un utilizzo più o meno intensivo di Internet come strumento aziendale e nel fare questo spesso l’azienda si scontra con la difficoltà di utilizzare al meglio e con costi sostenibili tutte le soluzioni offerte dal mezzo.
A questo problema sta progressivamente ponendo rimedio l’inserimento di figure competenti di web che però non abbiano un profilo troppo tecnico, che sappiano dialogare con tutti i tipi di interlocutore e che riescano a fare da interpreti tra informatici e manager.

Dal mio punto di vista questa tendenza non potrà che potenziarsi, per alcune ragioni:

1) Internet è sempre più complesso e ricco di strumenti non paragonabili a nessuno di quelli che li hanno preceduti, come l’insieme delle tecnologie del web 2.0;
2) Le skills tecniche necessarie ad un lavoro su tutti i possibili strumenti non sono più possedibili in toto in azienda, occorre dunque lavorare sempre più con parti terze da selezionare e coordinare sulla base di una forte e ampia competenza di Internet;
3) A chi lavora sul web sul piano strategico è chiesta una visione sempre più ampia e ‘umanistica’: costruzione di relazioni, scelta di linguaggi e creazione di progetti multicanale;
4) Le aziende che sanno indirizzare correttamente l’uso del web 2.0 e dei social media sono ancora poche e ciò garantisce un grandissimo vantaggio competitivo a chi li approccia in modo strategico.

Tutto ciò non può prescindere, almeno per le aziende più grandi ed esposte al pubblico, da una figura interna che si occupi esclusivamente del mondo di Internet e delle nuove tecnologie, con confidenza con la parte tecnica ma anche con gli strumenti (e la mentalità) del manager.

Sicuramente un profilo ancora difficile da trovare ma che è destinato a emergere dall’insieme dei professionisti oggi esistenti, sia della tecnologia sia del marketing.

Voi che cosa ne dite?

Comunicare nella “nuvola d’informazione”

Ho letto recentemente su NC un bell’articolo dove Massimo Giordani, ceo di Time&Mind, esprimeva un concetto molto interessante, quello di information cloud.

In sostanza oggi tutti noi saremmo immersi in una nuvola di informazioni e conoscenze, basate sulla rete, accessibile in qualsiasi momento grazie ai pc, alle connessioni mobili, al wi-fi, agli smartphone.

Una porta su cui si innesta un sesto senso digitale, non sempre percepito esplicitamente, che fa sì che un qualsiasi digital native (coloro che sono nati dopo la diffusione del web) trovi naturale e automatico ricercare informazioni e contatti online in ogni momento, con vari device.

Che cosa implica questo?

La presenza sul web è indispensabile per comunicare con il cliente ma non sarà presto più sufficiente: bisognerà essere in grado di essere reperibili e, soprattutto, fruibili sui device più diversi: desktop (widget), mobile (sito .mobi), aggregatori (feed rss, webslice), social netowork e siti di social sharing.

Dunque sarà necessario concenpire siti e strumenti online in grado di essere flssibili, portabili, adattabili senza perdere l’esperienza e l’engagement del web tradizionale. E con gli stessi contenuti.

Questa sfida richiede competenze sempre più specifiche all’interno dell’azienda e un lavoro di progettazione attento e con una visione di lungo periodo. Se saprete investire un po’ tempo e risorse in più all’inizio però avrete la possibilità di sviluppare la vostra comunicazione e i vostri servizi in modo semplice e relativamente economico, su tutti i nuovi media che si presenteranno.

Senza riprogettare ogni volta e con una forte componente di automatismo negli aggiornamenti dei vari device.

Ne sentirete ancora parlare, voi vi state preparando? Che ne pensate?

Mobile Social Network: la mia presentazione

I social network sbarcano sui cellulari: pubblico qui di seguito la mia presentazione tenuta durante l’evento ‘Social e Business Networking nel Veneto‘ a Treviso il 19 Febbraio 2009

Trovate maggiori dettagli circa l’evento sul sito di Nord Est Creativo.

Il 2008 è stato l’anno di community, blog e social network

Riprendo per esteso questo interessante articolo apparso su IAB Blog che testimonia il crescente successo dei siti Social in Italia.

L’originale è visibile cliccando qui.

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Le ultime analisi Nielsen Online sullo scenario di internet in Italia nel mese di dicembre 2008 e sull’andamento della rete nell’ultimo anno, emerge chiaramente che il 2008 è stato l’anno di community, blog e social network.

Mettendo a confronto la classifica delle categorie più visitate nel mese di dicembre 2008 con quella di dicembre 2007 si osserva che sono stabili le prime due posizioni, i motori di ricerca e i portali di contenuti generalisti, mentre le community strappano il terzo posto alle e-mail.

Da notare poi che mentre entra nella top ten la categoria dei tool di ricerca, che comprende per esempio Wikipedia o Yahoo! Answers, perdono terreno le news, scivolate dalla sesta all’ottava posizione, segno che gli utenti si stanno abituando ad un web più partecipativo e alla comunicazione orizzontale. Ingresso nella top ten anche per la categoria dei rivenditori online, a conferma della buona performance dello shopping online nel 2008.

La categoria video e cinema, che include anche il fenomeno YouTube, è infatti quella che cresce di più nel 2008 in termini di penetrazione sugli utenti attivi, dal 43% al 54%, seguita da community e tool di ricerca, entrambe con circa 10 punti percentuali in più. Bene anche i siti per scaricare suonerie e altri programmi per i cellulari e i siti di giochi online, che trainati dal grande successo del mercato dei videogame, sono stati visitati da oltre un terzo dei navigatori.

Passando all’analisi dei siti che sono cresciuti di più nell’ultimo anno all’interno di queste categorie, la “star” del 2008 è senza dubbio Facebook, visitato dal 2% dei navigatori attivi alla fine del 2007 arriva a quasi il 45% del totale dei navigatori attivi, posizionandosi al sesto posto tra i siti più visitati in Italia nel mese di dicembre. Continua anche nel 2008 l’inarrestabile crescita di YouTube, che ormai da 3 anni si posiziona tra i siti con il più alto trend di crescita.

Fonte: Nielsen Online e DailyNet

Social Network, perché sono così adatti al mobile web?

La popolarità dei social network ormai non è più in discussione, nemmeno in Italia dove il fenomeno Facebook ha ridotto il gap con gli altri paesi.

Quello che invece sta emergendo con forza è il successo di questi siti in versione mobile: secondo le stime di una ricerca di Informa per Buongiorno in Europa si passerà dai 26,7 milioni di utilizzatori nel 2008 ai 45,2 milioni nel 2009, per arrivare a circa 134 milioni di utenti nel 2012.
In altri termini, considerando il numero di coloro che possiedono un cellulare, uno su cinque utilizzerà sul device un social network.

Un’altra ricerca di ComScore parla di una crescita nel 2008 del 152% medio in Europa occidentale, con un tasso di penetrazione sugli utenti complessivi di telefonia del 5,4%.

Perché tanto successo?

Il mobile web sicuramente ha dei vantaggi:

  • Disponibilità (in qualsiasi posto e in qualsiasi momento)
  • Posizione specifica (mi trovo in un luogo sempre diverso e localizzabile)
  • Consente di impegnarsi in attività interstiziali (si usa in momenti in cui non penseresti mai di aprire il pc).

I social network infine sono un modo di sviluppare e governare relazioni e rappresentano un’estensione della nostra personalità, proprio come i cellulari.

Ecco dunque perché questi siti sono ideali per il mobile web: esprimono noi stessi e ci consentono di mantenere relazioni ovunque noi siamo, anche nei ritagli di tempo.

Certo in questa evoluzione  ci sono ancora degli ostacoli, come i pericoli per la privacy legati alla localizzazione del device, le piattaforme proprietarie e le tariffe di navigazione alte, tuttavia i social network sembrano sicuramente destinati ad alimentare la diffusione della navigazione in mobilità.

Voi che ne pensate?

Sacrificare gli amici per un panino, al di là del gioco…

Avrete forse letto della application Whopper Sacrifice di Burger King: se deselezioni 10 amici da Facebook tramite l’applicazione avrai un buono omaggio per un panino.

Sicuramente una trovata che ha fatto parlare, in piene ottica di marketing.

Mi viene una domanda: visto che il networking è essenzialmente costruire relazioni, non vi sembra che l’azienda committente non abbia capito bene la logica del web 2.0?

Oppure hanno ragione loro, visto che la pubblicità che cercavano l’hanno avuta?

E i navigatori che usano i social network hanno capito davvero che i contatti, anche se per gioco, non sono scambiabili come figurine?

Aspetto i vostri commenti…

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Lotta alla pirateria musicale, le major cambiano strategia?

Dal 2003 ad oggi le industrie discografiche hanno combattuto una battagli feroce contro il download musicale illegale, portando in tribunale circa 35.000 persone, senza tra l’altro ottenere risultati di rilievo, visto che gli scambi peer to peer in questo periodo sono cresciuti invece che diminuire.

Ora pare che la strategia adottata dalle major stia cambiando, come segnala anche il Sole 24 Ore in un recentissimo articolo.

Il nuovo orientamento infatti è quello di collaborare con gli ISP, segnalando ai provider che tramite le loro reti degli utenti stanno attuando comportamenti illeciti. Dopo tre avvertimenti i navigatori potranno vedersi ridotta o totalmente inibita la capacità di navigare.

Anche su questo fronte i problemi non mancano: prima di tutto non c’è ad oggi una disciplina esaustiva sulla responsabilità degli ISP rispetto ai comportamenti dei navigatori (in merito cfr. anche questo mio contributo di qualche anno fa).

Inoltre si posso prospettare delle notevoli diffIcoltà nell’individuare i reali autori degli illeciti, senza parlare poi del tema privacy.

La nuova strategia nasce anche da motivi di immagine (le persone coinvolte nei processi erano spesso minorenni o utenti che avevano scaricato solo una volta dlla musica illegale e per questo erano stati trattati come criminali) ma viste queste premesse non sembra essere molto promettente.

Più corretto sarebbe lavorare sull’educazione alla legalità, in modo da incoraggiare e premiare chi acquista sul web senza cercare inutili repressioni, tutelando il sacrosanto diritto ai propri profitti dell’industria musicale.

Ma mentre scrivo la Warner, fallito l’accordo con YouTube per la tutela dei propri artisti, sta lanciano un ultimatum al portale di video sharing…

Voi che cosa ne pensate?

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Search engine marketing e contenuti: viva la qualità e attenzione al rispetto degli utenti

Questo post mi è stato suggerito dalla lettura di un interessante post di Fabio Sutto su Online-Marketing.it sui nuovi fattori di posizionamento sui motori di ricerca, che ho trovato proprio mentre mi apprestavo a tenere una lezione in un master in cui ero arrivato a conclusioni molti simili.

La link popularity
, fattore ancora estremamente importante per il successo un’attività di search engine marketing, è oggi sempre meno una questione di quantità di link in ingresso verso il nostro sito a favore della qualità e del fatto che essi siano il frutto di un interesse spontaneo per le nostre pagine.

Detto questo più in generale trovo che sta maturando, in tutti gli operatori della rete, una maggiore consapevolezza di un fatto semplice e dimenticato: chi usa i motori di ricerca sono gli esseri umani che sono alla ricerca di qualcosa.

Dunque è importante farci trovare ma è anche altrettanto cruciale offrire un risultato che sia prezioso e coerente per il navigatore, ben scritto, accurato, documentato.
Dobbiamo parlare al nostro visitatore, accoglierlo, parlare ad un essere umano e non, come si tende a volte, ad un motore di ricerca, farcendo la pagina di parole chiave a discapito della comunicazione.

Insomma, ben venga il fondamentale lavoro dell’ottimizzazione ma facciamolo sui meta tag ed il codice sorgente e lasciamo che sia la qualità delle nostre pagine a parlare per noi all’utente.

Fabio Sutto nel suo articolo parla di un interessante criterio, il tasso di ritorno sulla SERP, che “indica infatti il comportamento dell’utente che, una volta cliccato su un risultato e non ritenutolo soddisfacente, torna alla lista dei risultati di Google”.
Se i motori applicheranno questa logica potranno veramente dare dei risultati qualitativi che non si basino su siti dalla posizione gonfiata dalla loro ottimizzazione a favore di quelli dalla comunicazione efficace.

Voi che cosa ne pensate?

Smartfone e Mobile Web: cresce la competizione e arrivano nuovi servizi

Il mondo degli smartfone, nonostante un rallentamento del tasso di crescita, è quanto mai vivace e ricco di novità e il dominio di Symbian (Nokia) ormai vede dei competitor vivaci e intraprendenti come Windows Mobile di Microsoft, Blackberry di Rim, l’emergente iPhone di Apple e Android di Google.

La notizia interessante in merito è proprio quella che Android, l’ultimo arrivato (e unico progetto open source), ha portato a 47 i partner della sua «Open Handset Alliance», con ben sedici nuovi membri. Realtà di primo piano, come Arm, Garmin, Sony Ericsson, Vodafone, Akm semiconductor, Asus, Atheros, Borqs, Ericsson, Huawei technologies, Omron software, Softbank mobile, Teleca AB e Toshiba. Uno stimolo in più alla corsa allo sviluppo del settore.

Novità interessanti in vista poi anche sul fronte dei servizi: Babelgum, il gruppo fondato da Silvio Scaglia (ex Fastweb), sta lanciando in questi giorni una “no-pay tv” in esclusiva con Vodafone.
Una piattaforma dove sarà possibile vedere video musicali, documentari naturalistici Bbc e speciali sit-com pensate esplicitamente per questo canale.
Tutto questo scaricando dal portale Vodafone Live il software, senza costi aggiuntivi, neppure quelli di collegamento, tasto dolente di tutti i servizi di Internet Mobile.

Il canale infatti tenterà di ripagarsi con la pubblicità, dividendo i proventi degli spot sia con i fornitori di contenuti, sia con Vodafone stessa.

Un passo in più per offrire ai navigatori del mobile web un’esperienza sempre più ricca e stimolante che favorirà una maggiore diffusione dell’utilizzo del telefonino per connettersi alla rete.
Per il quale l’unico ostacolo reale alla diffusione di massa sono ancora i costi alti di connessione.

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