Ricerca

Internet Manager Blog

Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

Categoria

Trends, attualità & dati

Commenti brevi su dati, trend e attualità della rete

Search engine marketing e contenuti: viva la qualità e attenzione al rispetto degli utenti

Questo post mi è stato suggerito dalla lettura di un interessante post di Fabio Sutto su Online-Marketing.it sui nuovi fattori di posizionamento sui motori di ricerca, che ho trovato proprio mentre mi apprestavo a tenere una lezione in un master in cui ero arrivato a conclusioni molti simili.

La link popularity
, fattore ancora estremamente importante per il successo un’attività di search engine marketing, è oggi sempre meno una questione di quantità di link in ingresso verso il nostro sito a favore della qualità e del fatto che essi siano il frutto di un interesse spontaneo per le nostre pagine.

Detto questo più in generale trovo che sta maturando, in tutti gli operatori della rete, una maggiore consapevolezza di un fatto semplice e dimenticato: chi usa i motori di ricerca sono gli esseri umani che sono alla ricerca di qualcosa.

Dunque è importante farci trovare ma è anche altrettanto cruciale offrire un risultato che sia prezioso e coerente per il navigatore, ben scritto, accurato, documentato.
Dobbiamo parlare al nostro visitatore, accoglierlo, parlare ad un essere umano e non, come si tende a volte, ad un motore di ricerca, farcendo la pagina di parole chiave a discapito della comunicazione.

Insomma, ben venga il fondamentale lavoro dell’ottimizzazione ma facciamolo sui meta tag ed il codice sorgente e lasciamo che sia la qualità delle nostre pagine a parlare per noi all’utente.

Fabio Sutto nel suo articolo parla di un interessante criterio, il tasso di ritorno sulla SERP, che “indica infatti il comportamento dell’utente che, una volta cliccato su un risultato e non ritenutolo soddisfacente, torna alla lista dei risultati di Google”.
Se i motori applicheranno questa logica potranno veramente dare dei risultati qualitativi che non si basino su siti dalla posizione gonfiata dalla loro ottimizzazione a favore di quelli dalla comunicazione efficace.

Voi che cosa ne pensate?

Smartfone e Mobile Web: cresce la competizione e arrivano nuovi servizi

Il mondo degli smartfone, nonostante un rallentamento del tasso di crescita, è quanto mai vivace e ricco di novità e il dominio di Symbian (Nokia) ormai vede dei competitor vivaci e intraprendenti come Windows Mobile di Microsoft, Blackberry di Rim, l’emergente iPhone di Apple e Android di Google.

La notizia interessante in merito è proprio quella che Android, l’ultimo arrivato (e unico progetto open source), ha portato a 47 i partner della sua «Open Handset Alliance», con ben sedici nuovi membri. Realtà di primo piano, come Arm, Garmin, Sony Ericsson, Vodafone, Akm semiconductor, Asus, Atheros, Borqs, Ericsson, Huawei technologies, Omron software, Softbank mobile, Teleca AB e Toshiba. Uno stimolo in più alla corsa allo sviluppo del settore.

Novità interessanti in vista poi anche sul fronte dei servizi: Babelgum, il gruppo fondato da Silvio Scaglia (ex Fastweb), sta lanciando in questi giorni una “no-pay tv” in esclusiva con Vodafone.
Una piattaforma dove sarà possibile vedere video musicali, documentari naturalistici Bbc e speciali sit-com pensate esplicitamente per questo canale.
Tutto questo scaricando dal portale Vodafone Live il software, senza costi aggiuntivi, neppure quelli di collegamento, tasto dolente di tutti i servizi di Internet Mobile.

Il canale infatti tenterà di ripagarsi con la pubblicità, dividendo i proventi degli spot sia con i fornitori di contenuti, sia con Vodafone stessa.

Un passo in più per offrire ai navigatori del mobile web un’esperienza sempre più ricca e stimolante che favorirà una maggiore diffusione dell’utilizzo del telefonino per connettersi alla rete.
Per il quale l’unico ostacolo reale alla diffusione di massa sono ancora i costi alti di connessione.

Rete G2, il web 2.0 per le seconde generazioni

Il web 2.0 si dimostra sempre più prezioso per collegare persone che hanno degli interessi e, in questo caso, una causa comune da portare avanti.

E’ il caso di www.secondegenerazioni.it, il sito che riunisce e organizza le varie attività della Rete G2, un’organizzazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati e rifugiati nati e/o cresciuti in Italia.

I ragazzi che ne fanno parte si occupano attivamente del tema della cittadinanza italiana (che non è concessa automaticamente a chi nasce in Italia) e della lotta alla discriminazione e con questa rete si aggregano fra loro su tutto il territorio nazionale.

Oltre a varie attività offiline il web è uno dei principali punti di aggregazione e di organizzazione: ci sono i feed rss, l’area video e foto, il forum, la pagina su MySpace.

Insomma un esempio in più di come il web 2.0 possa servire buone causa ed unire le persone attorno ad un obiettivo.

Il nuovo lusso e l’importanza di raccontare il prodotto

Come molti di voi sapranno io sono un sostenitore dell’importanza dei contenuti sul web e nella comunicazione in genere. Ebbene oggi la capacità di interessare ed emozionare il consumatore sta diventando fondamentale nel mercato del “nuovo lusso”, tema a me caro in quanto già argomento della mia tesi di laurea.

Se si consulta un vocabolario alla voce “lusso” si trova scritto “ogni cosa che costa molto in proporzione all’utilità, ai bisogni che soddisfa o alle possibilità economiche di chi la considera; ogni cosa che non sia necessaria” e ancora “sfoggio di ricchezze, di abbondanza”.
Quest’idea tradizionale del lusso si lega ad un consumatore facoltoso ed elitario, che fa uso di beni di altissimo costo per dimostrare il proprio status.

Molte cose però sono cambiate nel consumo moderno: i consumatori infatti dispongono di sempre maggiori informazioni sui prodotti, sono più attenti e valutano con competenza crescente il rapporto qualità prezzo dei beni, ricercano delle emozioni ma non sono interessati all’ostentazione e sono più egoriferiti.

Da questo scenario emerge una possibilità di fare business molto interessante, legata a quello che due autori, Silverstein e Fiske (2003), definiscono il “nuovo lusso“, verso cui si vanno muovendo sempre più i consumatori.

Parliamo di beni non necessariamente super costosi, che però riescono a spuntare un premium price anche molto superiore a quello della concorrenza, grazie a un mix di qualità ed emozioni che suscitano nel consumatore.

In comune oltre al prezzo premium, essi hanno alcune caratteristiche.
In primo luogo suscitano un coinvolgimento emotivo nel consumatore, indipendentemente da costo e settore merceologico.
L’emozione però non basta, dato che la qualità deve essere alta, ci deve essere un design e/o una tecnologia innovativa e distintiva e questi elementi devono produrre un reale beneficio di tipo funzionale per il consumatore.

Dunque per questi prodotti è particolarmente importante il racconto di come vengono realizzati, della storia del fondatore dell’azienda, delle informazioni sulle terre dove con procedimenti artigianali vengono lavorate le materie prime.

Va da sè che Internet, con la sua logica ipertestuale e con l’apporto di multimedia, è un mezzo ottimale per trasmettere le emozioni ma anche le informazioni sulla qualità che il racconto del prodotto deve contenere.

Per questo il mio consiglio è ancora una volta quello di investire sui contenuti, anche non meramente pubblicitari, dei vostri siti (e della vostra comunicazione in genere), per valorizzare la vostra offerta e insieme interessare ed emozionare il cliente.

Comunicare in un widget

I widget sono piccole applicazioni, fatte con diverse tecnologie, che si possono installare su siti, blog, social network e anche sul proprio desktop.

Per quanto ancora poco noti alle aziende sono in realtà un ottimo strumento di comunicazione a poco prezzo e, se ben fatti, molto efficaci.

Negli USA sono sempre più diffusi, e si prevede, entro il 2008, una spesa di 40 milioni per creare, promuovere e distribuire i widget delle aziende (Stime di eMarketer, fonte IAB Blog).

Perché conviene comunicare con un widget?

Prima di tutto un widget è uno strumento simpatico, alternativo al sito istituzionale, meno formale e più originale.

Inoltre il widget si può installare su spazi dove l’azienda normalmente non riesce ad avere una forte comunicazione: i siti personali, i blog, i social network o anche i desktop dei pc.

Infine un widget piacevole esteticamente e funzionalmente ha ottime possibiltà di essere diffuso in modo virale dagli utenti che lo segnalano ai propri amici.

Un caso concreto che ho avuto modo di seguire direttamente? Il widget Coin per il desktop, sviluppato per Windows Vista e per Google Desktop, di cui potete vedere uno screenshot qui sotto.

Conoscete qualche caso interessante di widget aziendale italiano? Sarebbe interessante discuterne…

Internet è il media più misurabile ma…lo misuriamo?

Uno dei vantaggi che da sempre si attribuiscono a Internet è la sua misurabilità in tempo quasi reale e la tracciabilità di tutte le azioni degli utenti.

Questo è sicuramente vero ed una delle ragioni che stanno motivando la continua crescita dell’advertising in rete.

Tuttavia in Italia le aziende che investono in rete misurano realmente ed in modo corretto le loro audience ed il ROI dei loro investimenti?

Ci sono almeno tre considerazioni da fare a tale proposito.

1) Nelle aziende italiane spesso la funzione internet è seguita da persone che fanno anche dell’altro, non specializzate e per di più, giustamente, con altre priorità nel loro lavoro. Dal momento che un qualsiasi sistema di web analytics genera una grande quantità di dati e che bisogna anche saperli intepretare quasi nessuno fa delle analisi accurate in merito.

2) oggi l’avvento dei rich media, di ajax e di varie altre tecnologie rendono meno scontata la misurazione.  Dunque, come evidenzia ad esempio  Cosimo Accoto nel suo libro Misurare le audience in Internet, vanno aggiornati e rivisti anche i metodi di rilevazione e di indagine.

3) Solo da poco esiste un punto di riferimento comune come Audiweb, in grado di fornire dati comparabili e univoci alle aziende che voglio investire. Su questo tema vi riporto qui di seguito l’intervista video fatta da IAB Blog al presidente Enrico Gasperini.

In conclusione dunque possiamo dire che la misurazione delle audience su Internet si sta evolvendo anche nel nostro paese, ora è tempo che le aziende se ne rendano conto e facciano uso degl strumenti disponibili per spendere meglio i propri soldi nell’advertising web.

Riusciranno i nuovi protagonisti del web mobile a farlo decollare in Italia?

Leggevo un pò di giorni fa sul Sole 24 Ore che ci sono in Europa 100 milioni di utenti di telefonia 3G e che l’Italia è il paese più avanzato in tal senso.

In particolare, citando l’articolo, “la penetrazione di utenti di telefonia 3G rispetto al totale sarebbe infatti arrivata a giugno al 38,3%, in crescita del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2007, mentre gli italiani che utilizzano regolarmente un terminale Umts (o Hspa, evoluzione prima della tecnologia a “pacchetto” Wcdma per il trasporto dati) sarebbero oltre 18 milioni, con un incremento del 24% nei dodici mesi”.

Le alte tariffe di navigazione degli operatori nostrani tuttavia tendono ancora a frenare l’utilizzo del telefonino come strumento di navigazione.

Potranno l’arrivo di Android di Google, l’accordo tra Yahoo e H3G per la chiavetta internet e la diffusione degli smartphone (touch e non) sbloccare la situazione?

Difficile dirlo oggi: mi viene solo da considerare che la possibilità di godere di una sempre più piacevole fruizione in mobilità di Internet farà sì che la domanda di accesso flat cresca, starà però agli operatori concepire nuovi modelli di business non basati solo pur costo del traffico dati.

Facebook, la festa di Roma e i social network che escono dal web

Oggi si è parlato molto della festa di Facebook a Roma, con migliaia di partecipanti, un evento che è arrivato addirittura sui tg nazionali.

Mi sembra importante evidenziare un aspetto che diversi social network di nicchia avevano colto da tempo: il networking che parte dal web diventa ancora più potente se si fa in modo che gli utenti abbiano occasioni organizzate di incontro nel mondo fisico.

Non è un elemento di poco conto, in quanto un’accusa che viene mossa spesso a certe realtà della rete è quella della pura virtualità, dimenticando che il web sociale è fatto da persone, che esistono anche al di fuori da Internet.

Il caso della festa di ieri è legata ad un discorso ludico, tuttavia questo potenziale di aggregazione e mobilitazione non è certo da sottovalutare, specie se rivolto ad ambiti specifici (si pensi agli incontri dei business network di Connecting-Managers o di Milanin).

Con questo non voglio dire che il mondo dei social network sia sempre e comunque positivo, lo stesso Facebook sta suscitando parecchie polemiche per la gestione della privacy, tuttavia mi sembra interessante segnalare come il networking non sia solo un fenomeno “virtuale”.

I Social network protagonisti del mobile web

I Social Network sembrano sempre di più essere una delle tipologie di siti che sta avvicinando gli utenti alla navigazione attraverso il telefono cellulare.

Secondo le stime di Datamonitor (citato su IAB Blog) le iscrizioni globali ai siti di social networking dovrebbero raggingere i 230 milioni di utenti alla fine del 2007 (comprese le adesioni a più social network da parte degli utenti), con ricavi pari ai $ 2,4 miliardi entro il 2012.

In particolare il trend è in rapida crescita nei teenagers grandi utilizzatori di dispositivi mobili, negli USA ad esempio più del 50% di loro per cento utilizza i servizi di social networking almeno una vlta al mese e, secondo eMarketer, il numero crescerà fino all’84% nel 2011.

Ancora, secondo Nielsen Mobile, citato in Quo Media, in Europa il 30% degli utenti di telefonia mobile che abbia un profilo su di un social network, usa il cellulare per collegarsi ai network, scambiare messaggi, stabilire nuove relazioni e svolgere tutte le attività tipiche di questi siti.

I big della rete si sono già attrezzati con le loro versioni mobili come Linkedin (http://m.linkedin.com), Facebook (http://m.facebook.com) e Myspace (http://mobile.myspace.com).

Il bisogno di restare sempre in contatto con amici e contatti di vario genere, in qualsiasi momento e indipendetemente dal device utilizzato, sembra dunque una delle applicazioni di successo delle rete in versione mobile (io stesso ne trovo tale uso molto comodo).

Potrà esserlo anche in Italia, dove siamo ancora un pò indietro su questi temi, nel momento in cui le tariffe per la navigazione diverranno più accessibili?

Gianluigi Zarantonello

Su ↑