Essere la risposta. GEO AI Search | Farsi Scegliere o Scomparire è un libro di Ale Agostini, uscito nel 2026.

Il panorama attuale è segnato da una trasformazione digitale che sta spostando il baricentro dell’interazione con i brand e i prodotti sull’intento. In questo contesto, il volume si propone come un manuale di sopravvivenza pratico per direttori marketing e imprenditori.

Abbiamo sentito ormai tutti parlare di GEO (Generative AI Optimization) o AEO (Answer Engine Optimization) che si pone come evoluzione e complemento della SEO, con più o meno roboanti diciture sulla “morte di Google” (che in realtà sta a sua volta inquadrando e cavalcando il fenomeno), ma l’argomento è ancora affrontato con poca chiarezza, sia per la novità sia per l’improvvisazione di alcuni attori.

Quello che è innegabile è il fatto che i numeri di questa adozione crescono progressivamente e velocemente in molti settori, anche quelli dove meno ce lo aspetteremmo come il lusso, di conseguenza i brand che non integreranno l’IA rischiano l’irrilevanza (Agostini parla di fantasmi digitali).

In più come commentavo qui citando McKinsey, le organizzazioni non possono continuare a ignorare l’importanza di organizzare il proprio capitale semantico per renderlo visibile agli LLM e agli agenti.

In questa crescita, infatti, gli strumenti di intelligenza generativa e agentica diventano sempre più non solo una fonte di discoverability e di traffico ma anche dei veri e propri guardiani della reputazione aziendale.

Per essere preparati a questo, uno dei concetti più illuminanti del testo è la metafora della cucina. Agostini argomenta che, nell’era dell’AI, i siti web non devono più essere visti come “ristoranti” dove il cliente arriva per sedersi e consumare l’esperienza. Al contrario, si sono trasformati in cucine: i contenuti che produciamo servono ora a “rifornire” gli chef digitali – ovvero le AI come ChatGPT, Claude o Gemini – che compongono la risposta finale per l’utente. Se la tua “cucina” non è pronta o il “piatto” (l’informazione) non è all’altezza, lo chef AI cercherà altrove, rendendo il brand invisibile. O, persino peggio, inventerà le informazioni che non trova per dare una risposta più completa.

Per questo, sempre di più nel futuro le proprietà digitali dovranno parlare anche a dei clienti agentici che non guardano le immagini e non sono sensibili alle emozioni, ma che cercano informazioni di valore che giustifichino il prezzo e che non necessariamente sono visibili a frontend, insieme e per conto dei loro titolari umani.

Per molto tempo il valore dei siti e delle app è stato oggetto di un compromesso tra aspetti estetici e aspetti tecnici — un compromesso legittimo entro certi limiti, ma di solito a sfavore dei secondi, anche oltre un punto di equilibrio ragionevole. Ora che la dicotomia tra pubblico umano e pubblico “sintetico” si amplia, questa potrebbe essere l’occasione per far convivere le due cose. E mi fa sorridere il fatto che gli own media restano sempre centrali, dopo tanti anni.

Nel libro sono ben spiegati diversi aspetti tecnici per poter gestire questo passaggio, che non è banale ma risulta piuttosto fondamentale, anche in virtù della velocità del cambiamento. E sono anche riviste le metriche del successo.

Non mancano inoltre le voci di chi sta già facendo cose reali sul mercato, che sono sempre preziose per ispirazione e confronto.

In conclusione, il libro è molto pratico e scorrevole ed è una lettura che consiglio per creare la propria “Digital (ed AI) Literacy”, visto che sappiamo bene che il vero gap nelle aziende non è tecnologico ma di alfabetizzazione. Essere la risposta conferma che l’AI non sostituirà i professionisti, ma premierà chi possiede la conoscenza e la capacità necessaria per interrogare, guidare e supervisionare questi sistemi, evitando che diventino “scatole nere” fuori controllo.

Non bisogna dimenticare restano da gestire poi aspetti ancora più strutturali come la corretta capacità di execution e l’evoluzione cultural-organizzativa, che il libro tratta in modo più light nella parte finale, visto il suo taglio marketing e pratico, che giustamente è il suo focus e obiettivo.

Ultima nota, e titolo di merito, è che è presente all’interno del libro un QR per dialogare con apposito chatbot sulle novità, che in questo settore si susseguono ad un ritmo vertiginoso. Un motivo in più per acquistarlo senza temere che sia già datato in partenza.

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