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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

Che cosa vuol dire davvero fare network?

6 novembre 2006 – Gianluigi Zarantonello

Che cosa vuol dire realmente fare networking? Una buona definizione, senza pretesa di scientificità, può essere: Networking significa creare e governare le relazioni ed i rapporti d’interazione e di scambio con altri soggetti in modo organizzato e consapevole.

Analizziamo i vari aspetti di questa frase.

Partiamo dai verbi, creare e governare, il primo ci indica che le relazioni non sono qualcosa d’imposto dall’alto (anche se in qualche caso può capitare) ma il frutto di un’azione che può partire anche da noi in prima persona, sia spontaneamente sia in reazione ad uno stimolo esterno.

Un elemento importante dunque è la proattività che va poi unito con il se-condo verbo, governare, che ci indica che queste relazioni devono essere an-che gestite nel tempo, sviluppate, coltivate, introducendo nel nostro scenario il lungo periodo.

Andiamo poi all’oggetto, le relazioni e i rapporti d’interazione e scambio, infatti, prima di tutto la relazione può essere vista come un contatto, un possibile canale e uno strumento in più disponibile nel nostro panorama percettivo. L’interazione (personale, professionale, affettiva) e lo scambio (d’informazioni, di aiuti reciproci, etc.) sono il contenuto ed il valore aggiunto, almeno potenziale, della creazione di un rapporto con un altro nodo della ragnatela.

Infine nella definizione troviamo il modo di gestire tutto questo, che deve essere organizzato e consapevole. Come abbiamo già detto stiamo parlando di azioni proattive, dunque la gestione del network deve essere soggetta ad un’organizzazione che non lascia al caso la creazione ed il mantenimento della rete.

Va da sé che tutto questo processo richiede consapevolezza di quanto si fa, non si può pensare che azioni strutturate come sopra siano portate avanti in modo corretto solo istintivamente.

COME SI FA A FARE NETWORK

L’analisi della definizione ci porta a comprendere come il fare networking dunque sia prima di tutto una forma mentis, un modo consapevole e motivato di gestione della propria rete che può essere applicato a tutti gli ambiti della vita.

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Come tutte le cose questa attività deve essere frutto di valori che l’individuo condivide in maniera profonda e consapevole, come accennavamo nel primo paragrafo infatti il problema del “fare squadra” non è tanto insito nei modi operativi ma nel pregiudizio e nella paura di fondo, in questo caso dell’imprenditore o del manager, che vedono con sospetto l’interazione con altri soggetti per paura di perdere il proprio vantaggio personale o di essere in qualche modo “fregati”.

É giusto dire che non viviamo in un mondo utopico e non è certo il caso di rivelare a tutti informazioni e processi riservati, tuttavia spesso questi atteggiamenti riguardano anche dati che sono necessari, ad esempio, a realizzare un prodotto in modo congiunto, in più certe volte si prova a fare i furbi, cercando di prendere più di quello che si dà.

Invece per fare network in modo corretto è bene avere dei riferimenti di metodo e anche di etica, come viene sottolineato, ad esempio, da Sebastiano Zanolli nel suo libro “Una soluzione intelligente” dedicato proprio al networking.

Riprendiamo dunque alcuni dei concetti fondamentali del libro a proposito di cosa non è fare davvero networking:

1 non stiamo parlando di vendere qualcosa a più persone possibile (ad esempio tramite il multilevel marketing) bensì di trarre il massimo dalle nostre reti di relazione;

2 nella gestione del network ci deve essere un rapporto scambievole, centrato sulle persone e non basato solo su un do ut des immediato. Non è dunque da prevedere una contabilità spicciola ed immediata negli scambi e nelle interazioni fermo restando una reciprocità ed un mutuo vantaggio;

3 fare network richiede rispetto reciproco fra gli interlocutori e spirito di collaborazione, anche per piccole azioni. Questo punto è di fondamentale importanza etica e pratica in quanto è alla base di un rapporto di reale fiducia e collaborazione fra le parti. Solo in questo caso si può pensare di avere una reciproca ed interessante interazione con piena soddisfazione;

4 il networking è un’attività che si sviluppa nel lungo periodo e richiede organizzazione e capacità di gestione, non è affidata al caso, anche perché si opera con delle persone e dunque si deve avere rispetto di loro.

IN CONCLUSIONE

Da queste note, riprese in modo molto sintetico, emerge in modo chiaro che il networking è un’attività che ha per protagoniste le persone, che sono quelle che poi gestiscono i destini delle aziende, e dunque ha tra i suoi pilastri chiave la fiducia ed il rispetto reciproco.

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Immagine tratta da destinationmarketing.org

Se in una delle due parti mancano questi elementi non può scattare davvero la relazione e di ciò si renderà conto in breve anche quello dei due che si pone nel modo giusto.

Abbiamo anche detto che ci troviamo in una ragnatela dalla quale non possiamo uscire e dove dobbiamo per forza di cose interagire con degli altri soggetti, a questo punto non sembra molto logico instaurare relazioni instabili e conflittuali quando, con un approccio corretto, possiamo invece ricevere e dare molto al sistema.

É importante sottolineare anche che non stiamo parlando di armonia utopica fra tutte le persone, nel concreto il networking è un’attività che ci permette di fare meglio la nostra attività attraverso il rapporto con altri soggetti perché tale interazione è più ricca, corretta e proficua. Molte delle relazioni che intrecciamo inoltre possono avere la loro utilità concreta in un secondo momento, quando c’è bisogno di quella specifica competenza o di un contatto che la persona con cui abbiamo un buon rapporto ci può procurare.

Quindi è importante sapere che fare networking funziona. Sviluppando e gestendo reti di relazioni in modo limpido, organizzato e rispettoso delle regole si ottengono molti vantaggi che compensano largamente gli sforzi fatti in un primo momento per iniziare, senza contare che avere proficue relazioni d’interazione e scambio con molte altre persone è piacevole ed arricchente anche al dì là del fine strettamente lavorativo.

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Sono Gianluigi Zarantonello, per oltre 15 anni Digital Marketing Manager e ora con un profilo legato alla business e digital transformation. Leggi tutto sul mio profilo Linkedin

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Mini e-book “Reti di relazioni nella grande Rete. Networking e Marketing one to one nell’era di Internet”

Relazioni pubbliche: l’etica e le nuove aree professionali

Relazioni pubbliche: l’etica e le nuove aree professionali è un volume a cura di Giampietro Vecchiato, edito da Franco Angeli nel 2006.

Il libro fa seguito ad altre pubblicazioni dell’autore, professionista e docente di relazioni pubbliche, da anni impegnato nella divulgazione dei temi professionali delle relazioni pubbliche verso il grande pubblico e le aziende.

La professione infatti viene spesso associata alle peggiori pratiche manipolatorie e la reputazione delle pubbliche relazioni non gode di grande stima a livello etico da parte dell’opinione pubblica, soffrendo contemporaneamente di scarsa considerazione professionale da parte della business community.

Il libro invece vuole mettere in evidenza la dimensione etica e la grande importanza delle pubbliche relazioni nello scenario competitivo odierno.

Il volume affronta questi temi articolandosi in due parti principali, la prima dedicata alla corretta comprensione della professione con i suoi problemi e con l’accento sui valori più profondi di chi si occupa di gestire un ambito così delicato come quello relazionale.

La seconda parte invece analizza il crescente ruolo delle pubbliche relazioni nel mondo competitivo contempoaraneo, ricco di sfide e di opportunità, grazie anche alle innovazioni tecnologiche.

Infatti attraverso le pagine del libro si percepisce chiaramente, oltre alla passione per la professione dell’autore, come la gestione delle relazioni sia sempre più cruciale in un mondo rapido, interconnesso e con dei consumatori ed un’opinione pubblica critica ed attenta.

I campi di applicazione della relazioni pubbliche illustrati nel libro sono davvero vasti: la comunicazione interna; i processi decisionali inclusivi; la responsabilità sociale; la comunicazione pubblica e politica; la diversità e la comunicazione interculturale; la comunicazione per il no profit; il marketing territoriale; Internet.

Alla luce di tale articolazione ed importanza è ormai difficile concepire il lavoro del relatore pubblico come quello di un manipolatore che agisce su un flusso di comunicazione unidirezionale, mentre si fa largo l’idea di un professionista etico e attento all’ascolto, in grado di guidare anche le aziende in questo processo di rinnovamento.

Naturalmente, rileva Vecchiato, è importante che i professionisti affrontino correttamente il proprio lavoro e che le stesse imprese si rendano disponibili alla collaborazione con i relatori pubblici, coinvolgendoli nei processi decisionali e comprendendo in profondità il valore di un approccio dialogico ed etico al mercato ed al consumatore.

Dunque se l’immagine del PR che balla sui cubi, già citata in un precedente libro di Vecchiato, sta venendo superata resta da affrontare quella di chi manipola la realtà su mandato del cliente da cui viene pagato.

E’ proprio contro tale modo di pensare che il libro si muove con le sue argomentazioni, senza nascondere nulla della complessità e delle contraddizioni del reale, con preziosi contributi dei vari autori che rendono questa lettura importante e stimolante per lo studente, l’imprenditore e il semplice cittadino.

Gianluigi Zarantonello

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Franco Angeli

Pagine: 224

Edizione: 1a 2006

Prezzo: € 21,00

Codice ISBN: 88-464-7619-0

I Social Network al centro del business della rete

I giganti della rete sono estremamente attivi in questo periodo ed uno degli ambiti dove la competizione si va facendo sempre più dura è quello dei social network.

A proposito di tali soggetti su Wikipedia si legge che “una rete sociale (spesso si usa il termine inglese social network) consiste di un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale ai vincoli familiari”.

All’interno della definizione ci sono due elementi chiave: l’universalità di questo tipo di reti e l’importanza che al loro interno rivestono le relazioni e, soprattutto, le persone.

La riscoperta della centralità dell’uomo, anche in economia, è di grande attualità nella letteratura manageriale e per questo le reti di relazioni online stanno avendo un grande successo sulla rete.

Un successo che non è sfuggito ai big del web, e non solo.

Ad esempio My Space, sito di social networking, è stato acquistato lo scorso anno da Rupert Murdoch per 580 milioni di dollari e, secondo Rohan, un analista della RBC Capital, potrebbe valerne 15 miliardi nel giro di tre anni.

Attualmente gli utenti sono più di 90 milioni, in seguito a un incremento senza precedenti, e Google ha appena messo sul tappeto 900 milioni di euro per avere l’esclusiva sulla raccolta pubblicitaria del network.

Dal canto suo Yahoo parrebbe disposta ad acquistare, per la modica cifra di 1 miliardo di dollari, il social network Facebook, creato due anni fa dal giovane Mark Zuckerberg e che oggi è visitato da 15 milioni di visitatori al mese.

Questi due esempi dimostrano come i giganti del web si stanno scontrando su di un nuovo terreno, quello degli aggregatori di persone, le reti che permettono agli individui di incontrarsi, scambiare file ed idee e collaborare. Google stessa produce più di 80 prodotti ogni anno ma l’unico limite che sembra ancora porsi all’avanzata del gigante di Mountain View è dato dalla concorrenza dei player che permettono alle persone di comunicare fra loro: instant messaging, voip e,appunto social network.

Si parla con grande frequenza negli ultimi anni di fare squadra, di network, di organizzazioni flessibili e reticolari. La tecnologia, soprattutto quella di rete, ha aperto all’uomo spazi inimmaginabili per entrare in contatto e in relazione con i suoi simili. Ne nasce dunque una forma di interazione a distanza che può essere considerata un’evoluzione di quella simultaneità despazializzata creata già da strumenti come il telegrafo o il telefono, l’uomo può interagire in modo sempre più veloce, preciso e ricco con il suo simile senza dover essere presente nello stesso luogo. Una rivoluzione che vale tanto nelle aziende e nelle organizzazioni quanto nella vita privata.

I grandi operatori di Internet se ne sono accorti ed hanno spostato su questo fronte la loro competizione. E penso che ne vedremo ancora delle belle.

Gianluigi Zarantonello

I feed rss, uno strumento di comunicazione da scoprire.

Molti di voi navigando su Internet avranno notato dei link caratterizzati da un’iconcina xml o rss che parlava dei feed del sito da poter scaricare.

Se avete cliccato il link probabilmente vi siete trovati davanti ad un blocco di informazioni incomprensibili ed avete chiuso la finestra senza pensarci più.

Bene, quello che avete intravisto era un feed rss.

Di che cosa si tratta? RSS (acronimo di RDF Site Summary ed anche di Really Simple Syndication) è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web, basato sul linguaggio XML, ossia quella cosa poco comprensibile che avete visto dopo il click sul link.

Al dì là degli aspetti tecnici di costruzione del feed comunque per l’utente questo strumento non è altro che un link da copiare (tasto destro del mouse sull’iconcina di turno e poi “copia collegamento”) in un apposito programma di lettura, di cui esistono diverse versioni gratuite.

A questo punto avremo in un lettore paragonabile ad un programma di posta elettronica i titoli degli articoli e dei contenuti prodotti dal sito da dove abbiamo preso il feed stesso.

Li potremo leggere quando vorremmo e saremo aggiornati su tutte le novità.

Capite bene che i vantaggi sono diversi: l’utente sceglie volontariamente di ricevere i feed, non si deve iscrivere né disiscrivere (come avviene per una newsletter), l’aggiornamento riguarda tutti i contenuti che vogliamo ed è in tempo reale.

Tutto ciò per chi fa comunicazione non può certo non essere considerato prezioso, tanto più che all’interno di questi contenuti possono essere anche inseriti degli spazi pubblicitari.

Ancora oggi tramite dei semplici codici è possibile inserire nel proprio sito dei contenuti altrui richiamati proprio dai feed, che permettono al sito terzo che li produce di vederli comparire sul vostro in tempo reale senza alcun lavoro da parte di entrambi.

Questo può dare luogo a fruttuosi e semplici (tecnicamente scambi) che permettono di diffondere in modo capillare i propri contenuti sul web e di vedere sempre aggiornato da fonti selezionate il proprio sito.

L’unico limite alla diffusione dei feed finora è stata dunque la scarsa comunicazione fatta per presentarli e diffonderli (nella maggior parte dei siti non ci sono istruzioni per l’uso) che li ha confinati ad un mondo di tecnici e specialisti.

E’ giunta l’ora invece di spiegare anche all’utente finale e all’uomo di business non tecnico tutte le opportunità di questo mezzo, per poter finalmente usufruire di un nuovo e potente canale di comunicazione sul web.

La sfida è aperta e molti grandi player, anche di beni di largo consumo, la stanno già percorrendo.

Gianluigi Zarantonello

Pubbliche Fascinazioni. I rituali delle relazioni pubbliche tra scienza e arte

Pubbliche Fascinazioni. I rituali delle relazioni pubbliche tra scienza e arte è un libro di Roberto Fioretto edito da Cleup nel 2006.

L’autore, comunicatore dottorando in sociologia, parte dalla sua esperienza personale nel mondo delle relazioni pubbliche, per dare luogo ad un’attenta e a tratti irriverente riflessione sui risvolti di questo mestiere.

Per fare questo Fioretto affronta sia i luoghi comuni che circondano la professione sia i dibattiti che coinvolgono la stessa comunità professionale dei relatori pubblici.

L’originalità del libro però sta nel modo in cui l’autore approccia i vari temi, parlando sempre della propria esperienza e inserendo aneddoti e citazioni che a prima vista poco c’entrano con il discorso centrale ma poi rivelano con lo scorrere delle pagine tutta la loro significatività ai fini dell’analisi.

Dunque tra il racconto di una cena romantica (ed i relativi problemi per prepararla) e la descrizione del carnevale ambrosiano il lettore dunque viene invitato a vedere le cose con l’occhio attento e non condizionato dagli stereotipi tipico del sociologo.

In questo modo passo dopo passo Fioretto decostruisce le strutture create dall’opinione pubblica e dalla stessa comunità professionale per arrivare al nucleo caldo e denso delle relazioni pubbliche, coincidente con il gusto e l’arte di prendere parte al complesso gioco relazionale.

A rendere ancora più piacevole il libro c’è poi il linguaggio fresco e lontano da qualsiasi vezzo e pesantezza accademici, senza per questo ridurre lo spessore del contenuto, ricco di citazioni e di nozioni sociologiche di grande interesse.

Per tali motivi, come scrive Emanuela Di Pasqua nel sito di Ferpi, il «libro dovrebbe essere letto da qualsiasi studente che voglia avvicinarsi alla professione di relatore pubblico per capire meglio cosa andrà a fare da grande. Si tratta di un’acuta riflessione sui risvolti di questo mestiere, nel tentativo di costruire un’immagine precisa dei compiti che un pr svolge e al tempo stesso di smontare alcuni luoghi comuni e sdrammatizzare i ‘tormentoni’. Un esempio molto calzante viene proprio dalle parole: non si dice pubbliche relazioni ma relazioni pubbliche. E’ una delle prime cose che sottolineano i professionisti della comunicazione. Ma dietro questa ‘ossessione’ cosa c’è? »

E noi non possiamo che condividere questo giudizio, consigliando il libro a tutti coloro che vogliono conoscere il mondo delle relazioni pubbliche attraverso una lettura arguta ed originale.

Gianluigi Zarantonello

Piccole imprese, grandi innovatori. Modelli e casi aziendali

Piccole imprese, grandi innovatori. Modelli e casi aziendali è un libro di Ferdinando Azzariti uscito nel 2006 per l’editore Franco Angeli.

Il libro segue alcune altre pubblicazioni dello stesso autore dedicate allo studio della piccola e media impresa.

Alcuni concetti chiave delle opere precedenti sono ripresi anche in questo nuovo volume, primo fra tutti la sottolineatura che piccola impresa non è uno stato transitorio verso la grande corporate, con l’inevitabile caratterizzazioni in negativo di chi non cresce.

In realtà invece le piccole e medie imprese, come concorda molto letteratura attuale, sono degli specifici soggetti con dei propri punti di forza: flessibilità, innovazione e velocità, gestione poco formalizzata e fortemente unitaria

Il libro dunque vuole essere un concreto punto di riferimento per imprenditori e manager che operano in strutture di minori dimensioni e che vogliono intraprendere percorsi di crescita aziendale; inoltre si propone come una guida pratica coloro che si apprestano ad entrare in queste realtà fornendo loro strumenti culturali idonei a comprenderne in anticipo le complessità gestionali.

A questo proposito molto importante è lo studio e la trattazione della sovrapposizione tra ruoli imprenditoriali, ruoli manageriali e ruoli familiari tipici nel nostro paese. A tali questioni infatti si collegano anche i tipici problemi di sviluppo o di cambiamento o, ancora, di passaggio generazionale che oggi interessano molte PMI italiane.

Per affrontare tutti questi temi l’autore nella prima parte analizza gli aspetti tipici delle piccole imprese su cui riflettere per impostare in modo duraturo la propria impresa ed il suo sviluppo. La seconda parte è poi un rassegna ragionata dei modelli teorici sullo sviluppo, per acquisire degli schemi interpretativi adeguati per analizzare la propria impresa. Nell’ultima sezione invece, attraverso numerose case history, il lettore potrà conoscere una serie di piccole imprese italiane che, attraverso anche la voce dei protagonisti, descrivono attentamente i metodi ed i percorsi individuati per far sviluppare, in maniera innovativa e sorprendentemente avanzata, la propria realtà aziendale.

Molto interessante è proprio quest’ultima parte che permette di contestualizzare e rendere concreti gli utili ed interessanti spunti teorici espressi nelle pagine precedenti.

A ciò si aggiunge il linguaggio semplice e chiaro ed il quadro teorico preciso offerto dall’autore, caratteristiche che rendono il volume prezioso ed utile per tutti gli operatori delle PMI.

Gianluigi Zarantonello

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Franco Angeli
Pagine: 192
Anno: 2006
Prezzo: € 20,50
Codice ISBN: 88-464-7413-9

Il Veneto e la sfida del Web

1) Buongiorno Dott. Guarise, lei è l’ideatore del network di siti Vene.To.it , ci parla un po’ della nascita e dello sviluppo di questa idea?

Buongiorno Gianluigi, il progetto Vene.To.it è nato quasi per caso nel maggio del 2001, quando tra un esame universitario e l’altro, decisi di aprire una finestra sul web dedicata alla nostra Regione per raccontare la nostra terra e i suoi abitanti, non solo al resto d’Italia, ma anche per mettere in contatto gli stessi veneti. All’inizio i contenuti e le visite furono assai modesti: meno di 200 visitatori mensili per pochi articoli di cucina, itinerari e “siti amici”. Non per questo la costanza venne meno e grazie a numerosi feedback riuscii di volta in volta a modificare la rotta. Nacquero così i progetti paralleli di Xerca.com, una web-directory di siti veneti, e b2Veneto.it, un’altra web-directory aziendale, mentre anche Vene.To.it cresceva di contenuti con nuove sezioni dedicate ai Musei e alle Biografie di personaggi illustri, oltre alle schede di ciascuno dei 581 comuni veneti. Alla fine del 2004 nacque la prima versione dell’Agenda di Vene.To.it, primo tentativo di offrire un ampio ventaglio di appuntamenti artistico-culturale. Il 2005 ha visto la nascita di Incastro, che sull’esempio di Google News, divenne uno dei primissimi web-aggregator di notizie provenienti da molteplici fonti d’informazione per dare un’ampia panoramica e sviscerare sotto diverse angolazioni la notizia. Il nuovo anno, siamo nel 2006, la visto il rilascio, in versione beta, di Bocia.it portale dedicato al mondo giovanile veneto. Un lento ma costante processo di crescita, quindi, ma sempre con un’idea precisa di contenuti e servizi che hanno fatto di Vene.To.it e del suo network uno tra i più importanti a livello regionale.

2) Possiamo fare qualche numero?

A febbraio 2006 possiamo parlare di circa 3.500 visitatori giornalieri per l’intero network con il diciottesimo mese consecutivo di crescita a due zeri; oltre 7.100 siti veneti recensiti in Xerca.com – più di Dmoz Veneto, ndr – ; oltre 450 notizie ogni mese su Incastro con un aumento significativo degli abbonati ai feed rss; e 300 eventi presenti ogni mese nell’Agenda di Vene.To.it. I numeri però come sempre non dicono tutto, sul web la realtà è molto complessa e facile a repentini mutamenti, però comunque sono moderatamente soddisfatto.

3) Il network si rivolge alla realtà regionale del Veneto, come vede la situazione del marketing e della comunicazione sul web in questo territorio?

La situazione del web veneto è assai complessa. Da un lato la penetrazione di internet, soprattutto per quanto concerne la banda larga, è assai al di là dall’offrire una copertura ottimale del territorio, e questo purtroppo è un problema assai grave e che deve trovare una risposta decisa e in tempi brevi. Per quanto riguarda invece il comparto business, come per il tradizionale tessuto economico veneto, anche sul web si ripete una frantumazione delle attività e dei servizi, in tante piccole realtà, che non sempre sanno valorizzare al meglio la singola azienda, in quanto utilizzano strumenti pensati più per un’ottica internazionale o nazionale più che a una valorizzazione dell’ambito locale. Non a caso indiscussi big come Google e Yahoo! hanno integrato i propri servizi – al momento attivi solo sul mercato americano – con nuove funzioni di ricerca “local”, e proprio in quest’ottica si posiziona Vene.To.it

4) Quali sono dunque i servizi che offrite alle aziende per la visibilità ed il web-marketing?

Attraverso Vene.To.it, e i siti ad esso collegati, siamo in grado di offrire un’ampia gamma di servizi sia per le aziende e gli enti che vogliono raggiungere un ampio target, sempre rivolto comunque al mercato veneto, sia per chi vuole raggiungere mercati di nicchia e più defilati.

Strumenti quali il mai defunto, e mai del tutto valorizzato, banner per la brand promotion; newsletter tematiche per l’e-mail marketing; redazionali e articoli dedicati per la promozione di determinati eventi o realtà aziendali, sono solo alcuni delle modalità più semplici per far conoscere al grande pubblico veneto, e non solo, eventi e realtà altrimenti destinati a mantenere un ambito troppo ristretto.

5) Quali sono i principali progetti per il prossimo futuro?

Beh il network di Vene.To.it è ben al di là dall’essere perfetto e completo, per questo sono in cantiere, seppur allo stato embrionale, diverse novità sia in termini di contenuti, che di servizi, molto dei quali suggeriti direttamente dai nostri utenti, che sono assai partecipi nel delineare cosa vorrebbero vedere nel loro portale preferito. Per non svelare troppo ti posso dire tre parole: blog, interattività e giornalismo diffuso.

Gianluigi Zarantonello

Team Building, risorsa vincente per le aziende

Esiste una tendenza generale nel mondo aziendale italiano, a scaricare su presunte crisi di mercato e contingenze economiche, limiti che ci siamo creati, capaci di bloccare lo sviluppo e vanificare ogni opportunità di crescita. Questa tendenza riscontrata sul campo è avvalorata dalla sua esperienza di consulente?

Assolutamente sì, soprattutto nel senso che chi lavora in azienda spesso manifesta una certa passività contingente e si sente effetto piuttosto che causa degli accadimenti quotidiani. Corsi di formazione orientati al recupero del proprio stile di leadership, insegnano a sentirsi pro-attivi e capaci d’influenzare positivamente l’ambiente che ci circonda.

Questo per l’imprenditore e per il manager, ma cosa si può fare per i collaboratori ?

Sicuramente investire su un evento formativo di team building, con l’idea di costruire intorno alla propria squadra il futuro della propria azienda.

Che cosa è esattamente un evento di team building ?

E’ un momento importante per un’azienda, anche piccola, che intenda investire sul capitale umano, cioè sui collaboratori. Si realizzano delle riunioni generali in agriturismi o relais e si conduce un lavoro di formazione comportamentale in aula ed alcune attività outdoor con il pieno coinvolgimento di tutti i partecipanti. Simulazioni, giochi di gruppo, esperienze insolite, orientate a creare momenti di allegria, di coesione, ma anche di riflessione.

Una attività di team building è opportuna in una piccola impresa magari a gestione familiare ?

Non ci sono limiti connessi alla taglia dell’azienda se il team building serve a consolidare la coesione della famiglia, a superare incomprensioni, ad affrontare cambiamenti o momenti di crescita. Ho condotto programmi di team building per aziende di 15 persone con risultati molto confortanti e con una partecipazione sorprendente.

Quale strumento ritiene più idoneo per l’azienda che volesse fare una prima esperienza di team building ?

Non occorre un investimento d’ingenti risorse e non esiste uno strumento migliore di altri. Occorre piuttosto affidarsi a specialisti che sappiano calibrare il peso più formativo o più ricreativo dell’evento. Le attività di team building sono una forte risorsa per la motivazione delle reti di vendita soprattutto quando viene a mancare un leader sensibile al malessere che suscita ogni cambiamento.

Quanto costa organizzare un evento di questo tipo ?

Molto meno che gratificare economicamente una tantum i propri collaboratori, con un ritorno in motivazione e senso di appartenenza che ha durata indefinita.

Quali aziende non sono portate per la formazione di questo tipo ?

Quelle che non credono negli uomini che ogni giorno creano valore per quella azienda, non solo come fatturato, ma anche come immagine, senso di appartenenza, rispettabilità.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Links

www.leonardofrontani.comwww.twt-team.it

Neuromarketing. Il nervo delle vendita

Neuro-marketing. Il nervo delle vendita. Vendere all’Old Brain. Per un successo istantaneo è un libro di Patrick Renvoisé e Christophe Morin, tradotto in lingua italiana da Fabio Paron per l’editore Le Lettere (2006).

Si tratta di un manuale che descrive e organizza in modo organico la metodologia elaborata dai due autori nel corso degli anni passati a studiare la struttura del cervello per individuare le tecniche e gli stimoli più potenti per la vendita.

Il cervello umano infatti è costituito da tre parti, la più recente in termini evolutivi è il new brain (dedicato al pensiero razionale), il middle brain si occupa invece dei processi emozionali mentre la parte più antica, l’old brain, è dedicato alla sopravvivenza ed agli istinti fondamentali.

Quello che i due autori hanno appurato con lo studio e con la pratica è che il vero decision maker del cervello umano è proprio la sua parte più antica, in grado di reagire agli stimoli 250 volte più velocemente del new brain, responsabile del rational thinking.

Da questo studio è nata la metodologia SalesBrain che con quattro passi permette di raggiungere il successo, ossia la chiusura di un contratto o in ogni caso il convincimento dell’interlocutore.

I passi sono: diagnosticare il pain del cliente, differenziare i propri claim, dimostrare il gain rappresentato dalla propria offerta ed infine inviare il messaggio così costruito all’old brain.

Chi leggerà il libro potrà capire al meglio questi quattro punti che si fondano sulla diagnosi del pain, del problema del cliente (quello vero, non quello dichiarato) e sulla paura da esso generato, su cui si dovranno puntare i claim e i gain che costituiscono il messaggio per l’old brain.

Questo messaggio si articolerà in sei blocchi costituitivi: i grabber, la big picture, i claim, le prove del gain, la gestione delle obiezioni e la chiusura.

Tutto ciò viene illustrato considerando che l’old brain ha delle caratteristiche tali che lo portano a rispondere a solo sei tipi di impulso: egocentrico (l’old brain è deputato alla sopravvivenza e dunque è egoista), contrasto (è sensibile alle opposizioni), concreto, inizio & fine (ricordati meglio nella curva di attenzione), visivo e emozione.

Anche qui naturalmente lasciamo poi alla lettura personale il piacere di scoprire i dettagli e le prove di quanto appena scritto.

I messaggi così costruiti infine dispongono di sette amplificatori di impatto: l’utilizzo del tu, la credibilità, il contrasto, le emozioni, la varietà di canali di apprendimento (visivo, uditivo, tattile), le storie e il principio “lessi s more” (meno dati hanno più effetto).

Il libro, come si può facilmente intuire da questi pochi cenni, è estremamente interessante, in più ha il vantaggio di essere di assoluta concretezza applicativa, ben resa anche in italiano dal traduttore Fabio Paron.

Non si tratta in altri termini di un manuale di teoria ma di una guida pratica all’utilizzo di alcuni principi da mettere poi in pratica subito e da affinare con l’esercizio.

Tutto il volume è pieno di storie e case history che provano l’efficacia dell’approccio sul campo, per la vendita ma più in generale anche in tutti i casi in cui occorre convincere un interlocutore.

Per tali motivi si tratta di un libro davvero per tutti, esperti venditori di lungo corso e persone che si accostano ora per la prima volta a tali problematiche.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

SCHEDA DEL LIBRO

di Patrick Renvoisé e Christophe Morin

traduzione a cura di Fabio Paron

editore: Le Lettere (http://www.licosa.com/neuromarketing.htm)
uscita: febbraio 2006
ISBN 8871669355
Euro 28,00

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