Strategia Digitale. Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e i social media è un libro di Giuliana Laurita e Roberto Venturini, edito da Hoepli (collana web e marketing 2.0) nel 2014.

Strategia digitale
La copertina di “Strategia digitale”

Lo recensisco volentieri perché di questo libro mi è piaciuta particolarmente la capacità degli autori di mettere in file in modo sistematico ma anche molto concreto tutta una serie di concetti e di pratiche più o meno implicite nel lavoro di chi fa, o vorrebbe fare, digital.

Si parte dal come i media digitali stanno influenzando il modo in cui le persone percepiscono la privacy, su come si informano e su quali effetti tutto ciò ha sulla pubblicità online e sul mercato.

Fatto questo, nel capitolo 2 arriva subito una domanda che spesso ho fatto anche io: ha senso parlare ancora di marketing digitale o piuttosto il marketing e la comunicazione vanno rivisti con occhi nuovi attraverso i vari strumenti che oggi abbiamo a disposizione?
Se leggete ogni tanto questo blog sapete già quale sia la mia risposta.
Gli autori del libro a tale proposito evidenziando anche come il digital non possa essere solo uno strumento tattico di add-on, a basso costo, su cui improvvisare attività ricalcate sul modello di quelle che si facevano in precedenza su altri canali.

Il capitolo terzo spiega le logiche di un buy cycle mentre nel quarto si definisce meglio il concetto di strategia, sulla carta teoricamente noto e ovvio ma nella realtà spesso affrontato in modo destrutturato, con la conseguenza di cadere, al solito, nella tattica e nel breve periodo.

Nel capitolo 5 Laurita e Venturini passano allo sviluppo vero e proprio della strategia digitale, attraverso i tipici elementi di persone, tempo e risorse economiche disponibili, con il giusto equilibrio e con l’attenzione a non cadere nella sindrome della declinazione automatica su tutti i canali (capitolo 6).

Le pagine successive, con i capitoli 7, 8 e 9 sono dedicati al ragionamento sulle chiavi del successo della differenziazione, ad uno schema implementativo (il modello Boa2rd) e all’individuazione e gestione dei famosi (o famigerati?) influencer, su cui tanto si scrive e si fa confusione oggi.

Visto che poi si tratta di un libro molto concreto, il lungo capitolo 10 conduce il lettore in un esempio di strategia digitale declinata, in tutti i dettagli e gli aspetti d considerare, con poi un addendum (capitolo 11) su come mettere il tutto davvero in opera, a partire dal giusto committment e passando per le competenze interne ed esterne.

Infine, gli autori chiudono con alcuni concetti chiave, che vanno dalla flessibilità alla necessità di avere chiari indicatori a supporto dell’andamento, oltre al concetto di imparare (velocemente) facendo, anche a costo di qualche piccolo fallimento e facendo però tesoro di tutte le esperienze. Un altro concetto ovvio nella letteratura ma un po’ meno nella pratica manageriale, specie in Italia.

Come detto in apertura quindi il libro di Laurita e Venturini si fa apprezzare per la capacità di razionalizzare l’esperienza di chi queste cose le fa davvero, fornendo una traccia chiara e facilmente leggibile sia per chi già lavora in questi ambiti sia per le aziende che si vogliono avvicinare seriamente al tema, al di là degli approcci rudimentali che oggi ancora spesso vengono attuati.

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