Lo spunto di questo post mi viene da due stimoli più o meno contemporanei: il compleanno di Wikipedia e l’inizio della lettura della traduzione italiana di “Crowdsourcing” di Jeff Howe a cura di The Blog Tv.

10 anni di Wikipedia
Immagine tratta da http://www.brainpc.eu/

Ho letto infatti molti commenti sul primo avvenimento, in cui gli opinionisti sono sempre in bilico fra l’entusiasmo e il dubbio che nella grande quantità di contributi si abbassi di molto il livello qualitativo.

In realtà io credo che Wikipedia sia la punta di un iceberg straordinario, che come di consueto non si creato di colpo (è un tema a me caro): da sempre le persone si confrontano accrescendo con questa interazione la conoscenza e il progresso, e non sempre parliamo di professionisti di un settore o di individui che avevano chiara fin da subito un’idea o un percorso.

La grande differenza degli ultimi 15 anni è che il numero di persone che hanno potuto fare ciò è salito in modo esponenziale e anche chi non aveva accesso ai tradizionali canali accademico-scientifici ha potuto far sentire la propria voce.

Internet dunque ha consentito la democratizzazione della visibilità ed espressione della persona comune rafforzando l’accesso alle tecnologie di produzione e diffusione del proprio ingegno.

Certo non sempre la qualità è eccelsa ma, come dice Howe nelle prime parti del suo libro, “a volte una frazione equivale ad un grande numero”, dunque anche volendo applicare la legge di Pareto il 20% di milioni di amatori che interagiscono non è certo poco. Se poi andiamo oltre, e pensiamo alle logiche di coda lunga, ogni argomento anche oscuro troverà un pubblico e dei contributori adeguati che nel mondo fisico non si sarebbero forse mai potuti aggregare.

Ancora, sono il numero di interazioni che fanno la differenza e dunque stiamo parlando una volta di più della legge di Metcalfe o del 5° principio della complessità (la forza delle connessioni).

Come detto dunque siamo davanti a fenomeni motivati da ragioni tecnologiche ma che sono sempre esistiti e sono stati solo accelerati e potenziati dalle Rete, e quindi non sono effimeri.

Le loro applicazioni poi sono già presenti nella vita di tutti i giorni, per quanto non ce ne rendiamo conto, grazie alle Ideagorà sfruttate dalle grandi multinazionali dei prodotti mass market, ai network che studiano malattie rare o alle catene di produzione distribuite che trovate descritte in Wikinomics.

In conclusioni quindi nessun problema è troppo difficile se lo esaminano un numero abbastanza ampio di persone, o, come scrisse Raymond (citato da Howe) in The Cathedral and the Bazaar, “con sufficienti occhi tutti i bachi vengono a galla”.

Il problema casomai è volere davvero che tanti occhi vedano.

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