Questo post nasce dalla lettura dell’ultimo numero di Panorama, che ha fatto largo uso di QR code negli articoli e nella pubblicità, spiegando ai suoi lettori come utilizzare questo strumento.

Il Qr code si usa già sulla stampa per uso pubblicitario (i QR esistono dal 1994), ma mi ha colpito l’uso integrato che ne ha fatto il settimanale, un vero mezzo di approfondimento multimediale dei testi. Con scenari interessantissimi.

Infatti con un semplice telefonino collegato a Internet si possono creare link, contenuti extra, strumenti interattivi a partire da semplici fogli di carta, che così possono superare anche il limite dell’aggiornamento una volta avvenuta la stampa.

Il Qr Code di questo blog

Insomma Il QR offre tutta a ricchezza dell’ipertestualità unità all’ubiquità dei telefonini, con in più la possibilità di una reale integrazione cross mediale.

Anche la realtà aumentata permette di far vivere la carta stampata oltre le pagine ma forse i Qr code oggi sono più alla portata del grande pubblico,visto che quasi tutti i telefoni sono in grado di supportare queste soluzioni.

Quali limiti ci sono allora alla diffusione dei QR? Intanto la gente li conosce poco perché i reader non sono montati di serie sugli smartphone, se escludiamo alcuni modelli.

Ci sono poi i costi di connessione da cellulare in Italia, che affossano tuttora la fruizione di Internet in mobilità.

Trovo però che le soluzioni, non solo pubblicitarie, che questi codici offrono siano veramente ampie, voi che ne dite? siete pronti all’era degli ipertesti crossmediali?

Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni e esperienze.

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