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Newspaper revolution. L’informazione online al tempo dei social network è un libro di Umberto Lisiero in uscita il 17 gennaio 2013 per Logo Fausto Lupetti Editore.

L’autore lavora nell’ambito della comunicazione digitale ma è anche un giornalista pubblicista che da sempre si interessa del tema del giornalismo online, e che dunque riesce a guardare con grande curiosità ed approfondimento al tema del libro.

Nel volume Lisiero esordisce con una prima parte in cui correttamente inquadra la breve ma intensa storia del giornalismo online, che come tutti i fenomeni digitali non nasce da un giorno all’altro ma è frutto di una serie di eventi e condizioni che hanno inizio alla metà degli anni ’90 negli Usa.
In seguito anche l’Italia sarà toccata dal fenomeno, con una serie di sviluppi ripercorsi nel libro assieme alla presentazione dei modelli di business che si sono susseguiti nel tempo.

Dopo questa overview storica il volume entra nel vivo della nuova professione giornalistica online, con le peculiarità degli editori su web e della redazione digitale con le sue nuove professionalità.
Interessante poi ê la carrellata di strumenti, dai feed rss ai social network come Twitter e Facebook passando per Reddit e altri, che oggi fanno parte della cassetta degli attrezzi delle redazioni online, e su cui non mancano pareri discordanti e pratiche ancora da costruire.

La sezione successiva del libro è poi totalmente dedicata alla struttura e alle caratteristiche del giornale online, tra cui posso citare solo brevemente, visto che il testo è molto documentato, il tema dell’ipertestualità e della multimedialità, la velocità completamente diversa, le nuove forme di pubblicità.
In questa parte del volume Lisiero fornisce dunque una panoramica molto interessante e approfondita di diversi aspetti che magari si danno per scontati quando si naviga ma che gli addetti ai lavori sanno invece essere complessi e importanti.

Il libro infine approda all’ultima sezione, dove l’autore entra nel tema probabilmente più importante e spinoso del giornalismo online, ossia il ruolo del giornalista in questo nuovo scenario.
Anche questa parte è difficile da riassumere in poche parole e il dibattito è ormai annoso, ma in buona sostanza la domanda è: in un contesto dove tutte le fonti sono in buona parte direttamente accessibili al pubblico e in cui chiunque può pubblicare notizie, che valore aggiunto ha il giornalista?
È ancora possibile pensare a quel ruolo di gatekeeper tradizionale che filtra i contenuti e detta l’agenda mediatica e informativa per il pubblico?
Lascio la risposta ovviamente alla lettura del libro, che in questa sezione affronta anche il Personal e il Citizen journalism.

In sintesi dunque il libro di Lisiero è decisamente interessante anche per chi non sia direttamente coinvolto nel settore in quanto offre una panoramica documentata e ricca di tutti gli aspetti di una professione che, a mio avviso, nel nostro paese non ha ancora totalmente digerito la rivoluzione digitale e che, come evidenzia Angelo Perrino nell’introduzione, sconta ancora gli effetti di certe concentrazioni e di oligopoli che proprio la rete può mettere in crisi dando più spazio alla libertà di informazione.

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