Dovresti tornare a guidare il camion Elvis. Puntare sul proprio talento quando tutto sembra non funzionare è il nuovo libro di Sebastiano Zanolli, edito nel 2011 da Franco Angeli.

Come è chiaro dal sottotitolo questa volta il manager vicentino affronta la propria consueta tematica della crescita personale sviluppando la trattazione del talento e della sua valorizzazione.

L’argomento è molto caldo in una fase storica in cui il mondo del lavoro si presenta sempre più complesso, sia per chi già ha una professione sia per chi sta la iniziando ora la propria vita professionale. Molti poi sono pronti a dare consigli, più o meno corretti come quello che da cui nasce il titolo al libro, ma lo sviluppo personale in realtà deve partire dal singolo.

Per poter sviluppare dunque il proprio talento (ciò che ci rende felici e realizzati) bisogna imparare intanto a riconoscerlo, individuando quei “fili rossi” che nei diversi momenti della vita ci hanno più gratificato e fatto esprimere.
Per argomentare meglio questi aspetti Zanolli si fa aiutare dall’esperto Bruno Viano, che con metodo e dettaglio spiega in un apposito capitolo come capire quali sono i propri talenti e come svilupparli.

L’individuazione però non basta, bisogna costruirsi un percorso e un progetto, piccolo o grande che sia, e di questo e altro parla poi l’ultima parte del libro, che si chiude con una gustosa carrellata di esempi in cui chi pretendeva di dare consigli ha sbagliato clamorosamente.

In conclusione il libro di Zanolli è un’ottima lettura, facile e appassionante, che può dare ottimi spunti a tante persone con situazioni diverse ma accomunate dall’insoddisfazione per la loro situazione presente. Zanolli tratta tutto questo senza porsi mai come guru che ha le soluzioni pronte, come ho già avuto modo di evidenziare per i precedenti libri di questo autore.

Consiglio questo volume in modo speciale ai ragazzi che iniziano la vita professionale e che spesso ho visto sfiduciati e rassegnati in partenza, anche a causa dei “buoni consigli” di chi suggerisce loro di volare basso.
Vale invece sempre la pena di sviluppare le proprie idee, rinunciando a qualche sicurezza economica e psicologica iniziale, per poter esprimere al meglio le proprie capacita’ e, appunto, il proprio talento.

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