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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

Io, società a responsabilità illimitata. Strumenti per fare la grande differenza

Dopo il grande successo dei suoi primi tre libri Sebastiano Zanolli si appresta ad uscire nuovamente in libreria con Io, società a responsabilità illimitata. Strumenti per fare la grande differenza, edito da Franco Angeli.

Fin dal titolo emerge il tema di fare “la grande differenza”, ossia riuscire a conseguire il proprio miglioramento personale e la propria realizzazione, fil rouge di tutti i libri e dell’attività di formatore di Zanolli.

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Come per gli altri volumi precedenti è dunque difficile riassumere in poche parole i contenuti e gli spunti che emergono rispetto ad un tema così vasto, si può solo accennare agli argomenti trattati citando i diversi capitoli e lasciando alla lettura integrale il piacere della scoperta.

Visto che parliamo di un libro sull’auto-miglioramento qualcuno, come rileva Diego Dalla Palma nella prefazione, potrebbe pensare che ci siano dentro tante belle parole e sogni ma che poi la realtà sia un’altra.
Ebbene Zanolli ci dice subito, come le altre volte, che i suoi libri sono fonte di ispirazione ma che il merito del cambiamento sarà solo di chi saprà muoversi e credere nei propri sogni e nelle proprie possibilità dopo averli letti.

Il titolo del primo capitolo è molto suggestivo: Realizzare sogni in un mondo senza sonno.
In una realtà veloce, velocissima, tutto sembra far pensare alle persone che la possibilità di cambiare la propria realtà in un mondo interconnesso e globale sia pari a zero.
Lascio alla vostra lettura la scoperta del perché non sia così.

Di sicuro bisogna fare qualcosa e ciò è l’argomento del secondo capitolo, dal titolo “Cosa potete fare”.
Il terzo indica, fin dal titolo, un altro aspetto chiave dell’auto-miglioramento: “Nell’era dell’informazione l’ignoranza paga pochissimo. Ritornate a scuola. Per sempre”.
La conoscenza infatti è oggi la merce più preziosa per l’attività lavorativa e per la crescita personale e non bisogna mai smettere di studiare, leggere, apprendere conoscere.
Infatti, come dice la citazione di Winston Churchill all’inizio del capitolo, “È strano quante cose bisogna sapere, prima di sapere quanto poco si sa”.

Il quarto capitolo è dedicato invece ad un altro tema molto interessante, quello del personal branding, ossia dell’applicazione a se stessi delle tecniche di marketing che normalmente si usano per la creazione e gestione di un marchio.
Zanolli precisa che non è un atto di megalomania o un confuso cortocircuito fra vita personale e lavoro, qui si parla invece dell’idea e dell’aspettativa che facciamo venire alla mente di chi sta pensando a noi. Qualcosa di piuttosto importante per non occuparcene.

Per costruire i propri sogni e conseguire la realizzazione Zanolli nel quinto capito indica una scorciatoia (la chiama proprio così): il design.
Con design qui l‘autore intende l’estetica e l’eleganza del messaggio che stiamo comunicando.
Difficile di nuovo riassumere in breve i concetti di questa parte del libro, diciamo solo che in un mondo dove l’offerta supera la domanda sapersi differenziare, anche nella presentazione, è qualcosa che paga.

Si passa poi al tema della leadership, fondamentale visto che nel libro si parla di realizzazione di sogni: un leader sa guidare le persone verso lo scopo che egli vuole ma, al contempo, è sempre e il solo responsabile delle sue azioni, di cui si accolla il merito ma anche la colpa, senza attenuanti.
In una società dove si è sempre più interconnessi nessuno può fare tutto da solo ma i veri leader sanno guidare i propri compagni di viaggio verso la realizzazione dei sogni.

Quest’ultimo punto porta Zanolli al capitolo successivo, quello del prendersi cura degli altri, il caretaking che si fatica a tradurre in italiano ma che significa riconoscere che senza gli altri non possiamo davvero realizzarci e che per fare breccia in loro dobbiamo averne rispetto, attenzione e cura.

Il talento come possibilità, la costanza come cura, il lavoro come arte: questo è il titolo del capitolo numero otto, dove si spiega che il talento è una base che va coltivata con rigore per raggiungere gli obiettivi e svolgere al meglio il proprio lavoro, considerandolo appunto una forma d’arte.

Infine l’ultimo capitolo, abbastanza spiazzante nel titolo: Lo strano potere della morte sulle nostre realizzazioni.
La morte è poco accettata dall’uomo moderno ma non può essere elusa, per cui Zanolli ci invita a considerare che il nostro tempo è limitato precisando però che non è la paura la molla che deve spingere la nostra azione, bensì il desiderio, valorizzando al massimo quello che facciamo senza farci frenare dai se e dai ma.

In conclusioni dunque Sebastiano Zanolli ha regalato ai suoi lettori un altro libro interessante e pieno di spunti, che non propone ricette preconfezionate o piani di azione per punti ma aiuta a riflettere lasciando a ciascuno le proprie conclusioni e la libertà di agire come meglio crede.

Facebook Connect, Power.com e altri: verso l’integrazione dei social network e delle identità digitali?

Leggo oggi due notizie da fonti diverse che però indicano una tendenza comune: quella all’integrazione delle nostre identità digitali.

La prima novità viene da Mark Zhuckeberg, fondatore di Facebook, che ha annunciato la nascita di “Facebook Connect“. In pratica, si potrà andare su vari siti, accedendo con l’identificativo Facebook.

In pratica un altro progetto OpenId, ma realizzato via Facebook.

L’altra notizia mi viene segnalata da Softwaresociale.it, che in questo post annuncia che è stata rilasciata in versione beta Power.com.

Si tratta di un progetto brasiliano che promette di riunire tutti gli amici e gli strumenti del web 2.0 in un unico posto, dove possibile aggiornare le proprie pagine e inviare messaggi a qualunque contatto di ogni servizio semplicemente tramite una sola interfaccia.

Non è necessario registrarsi come nuovi utenti poiché si usano username e password di uno dei siti social cui si accede normalmente (fra quelli oggi supportati) ed il gioco è fatto.

Sicuramente dei passi notevoli, resta da capire se i grandi social network vorranno davvero integrarsi fra loro o tenteranno di diventare ciascuno un grande hub iniziale (aperto verso tutti le altre relatà web) per i propri utenti.

Le tecnologie passano ma le relazioni (se coltivate) restano…

Ieri sera ero ad un interessante incontro del social network Innovatori, che ha iniziato un tour di appuntamenti in giro per l’Italia per dare modo ai propri soci di conoscersi.

L'Home Page di Innovatori

Si tratta di un modello che conosco bene e condivido pienamente avendo iniziato ad abbinare community online con appuntamenti reali già nel 2003 con il progetto Connecting-Managers, tutt’ora attivo e di grande successo.

Oggi molti social network stanno seguendo questa via (Innovatori, MilaniIN, VenetoIN e altri ancora) e lo stesso successo delle feste di Facebook ha stupito i media (ma non me).

Infatti il rischio che si corre mantendo delle relazioni solo su Internet è che esse restino solo virtuali e non portino poi, se non per casi specifici, ad un momento di reale conoscenza, questo dunque sta spingendo molte realtà a promuovere momenti di incontro.

Questo mi porta ad un’altra riflessione: oggi vanno per la maggiore Facebook e la piattaforma di Ning, mentre (a livello mediatico) l’anno sorso la killer application sembrava essere Second Life.

Tutte le tecnologie, secondo il noto ciclo di Hype, vivono un momento di euforia che poi porta ad una disillusion ed un assestamento, non bisogna quindi affidare solo agli strumenti lo sviluppo delle relazioni ma bisogna servisi di essi per sviluppare reali e proficui rapporti.

Le relazoni infatti sono il nuovo vantaggio competitivo e saranno in grado di passare da una piattaforma all’altra traendo il meglio da ciascuna (ricordiamoci che il networking precede, in termini temporali, il web 2.0).

Mi piacerebbe sentire il vostro parere in merito.

Profumo di Carriera: il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro

Segnalo con piacere un progetto interessente, www.profumodicarriera.it, il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro.

L’esempio insegna più di mille parole”.  Facendo tesoro di questo detto popolare, il magazine online “Profumo di carriera” mette a disposizione dei lettori profili di uomini d’azienda, nonché strumenti per permettere a tutti di fare benchmarking e imparare dall’esperienza altrui.

Vuole offrire la possibilità di fare rete, costruire contatti e relazioni fra intervistati e lettori. Per questo gli utenti hanno la possibilità di porre una domanda all’intervistato, che racconta la propria esperienza professionale, parla dell’azienda per la quale lavora e del ruolo che vi ricopre. Nel magazine si potranno leggere moltissime interviste a uomini e donne d’azienda, che parleranno del loro iter professionale, della funzione assunta, o dell’azienda nella quale prestano servizio.

Chi legge potrà quindi fare benchmarking, ossia imparare dalle esperienze altrui. Sfogliando le pagine della rivista online, avrà modo di scoprire i percorsi di carriera di amministratori delegati, direttori finanziari, responsabili risorse umane, commerciali e marketing. Potrà conoscere i punti di forza che ne hanno determinato il successo professionale, carpire qualche loro segreto e far tesoro dei consigli. Chi desidera intraprendere i medesimi percorsi professionali, potrà sapere in anticipo a quali difficoltà andrà incontro, come superarle e come tenersi aggiornato. E – perché no – avrà anche modo di conoscere le sfide future cui saranno chiamate a far fronte le diverse figure aziendali.
Profumo di Carriera si rivolge anche a quelle persone che desiderano avere l’opportunità di costruire nuovi contatti con i professionisti dei diversi settori. A loro sarà infatti data la possibilità di porre una domanda all’intervistato: una curiosità, un quesito, la richiesta di un consiglio o suggerimento, o quant’altro.
Nell’ottica dell’open-source, in Profumo di Carriera il lettore troverà una mini-guida all’uso di alcuni fra i più importanti strumenti web 2.0. Tra questi: i social-network MySpace, LinkedIn, Facebook, Viadeo, Skype, ecc., che aiutano a gestire il proprio network di contatti, a scambiare informazioni, a condividere materiali, nonché conoscenza.

Ma anche i blog, che consentono una maggiore visibilità a chi li apre in rete. E gli rss che permettono di venire aggiornati in tempo reale. Nel magazine online non mancheranno infine film e video, riviste e libri, che la redazione di “Profumo di Carriera” o gli stessi intervistati, suggeriranno ai lettori quali materiali utili e formativi.
L’attenzione alla comunicazione costruita attorno al concetto di web 2.0, l’interesse ad ampio spettro per la multimedialità, la curiosità per l’universo aziendale e le figure manageriali che lo dirigono e lo strutturano, il desiderio di fare da tramite in modo sinergico fra l’azienda e il lavoratore, fanno di questo magazine uno strumento interessante.

Rete G2, il web 2.0 per le seconde generazioni

Il web 2.0 si dimostra sempre più prezioso per collegare persone che hanno degli interessi e, in questo caso, una causa comune da portare avanti.

E’ il caso di www.secondegenerazioni.it, il sito che riunisce e organizza le varie attività della Rete G2, un’organizzazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati e rifugiati nati e/o cresciuti in Italia.

I ragazzi che ne fanno parte si occupano attivamente del tema della cittadinanza italiana (che non è concessa automaticamente a chi nasce in Italia) e della lotta alla discriminazione e con questa rete si aggregano fra loro su tutto il territorio nazionale.

Oltre a varie attività offiline il web è uno dei principali punti di aggregazione e di organizzazione: ci sono i feed rss, l’area video e foto, il forum, la pagina su MySpace.

Insomma un esempio in più di come il web 2.0 possa servire buone causa ed unire le persone attorno ad un obiettivo.

Sai che cosa si dice di te in rete? L’importanza del monitoraggio

La reputazione è un bene prezioso e di questo qualsiasi azienda è pienamente consapevole, almeno per quanto riguarda i media trazionali.

Ma sul web? Beh sulla rete, in particolare nei forum e nella blogosfera, le voci corrono ad una velocità enorme e con un’ampiezza di diffusione che può rapidamente uscire dai confini nazionali ma pochi se ne rendono conto.

Come si monitora la rete ed in particolare il mondo magmatico del web 2.0? La cosa migliore è di dotarsi di un tool software apposito, in grado di farci avere in tempo veloce e in modo costante notizia di tutto ciò che si dice di noi, naturalmente con criteri di settaggio che evitino omonimie e risultati non realmente rilevanti.

E una volta trovato qualche commento negativo che si fa?

Si deve decidere volta per volta ma si possono dare alcuni consigli:

a) Non intervenire a tutti i costi, se è una critica non troppo aggressiva, in una fonte poco nota e se, dopo qualche giorno non genera strascichi è meglio non essere ossessivi.

b) Se dobbiamo invece intervenire è bene farlo dichiarando la propria identità, meglio se con il ruolo aziendale, mai cercare di fingersi un altro utente comune.

c) Per far sì che sui motori di ricerca nel breve periodo non compaiano solo i commenti negativi su di voi si possono acquistare degli annunci pay per click con le parole/argomenti incriminati.

d) In tutti i casi (compreso il punto a) bisogna tempestivamente prevedere delle pagine sull’argomento sul proprio sito, in modo che esse siano disponibili per gli interessati e siano indicizzate. Infatti anche dopo mesi, quando la protesta è passata, restano reperiti dai motori i risultati negativi e se non ci sono i nostri argomenti di risposta lasciamo di fatto la parola agli avversari.

Naturalmente le attività di gestione della reputazione online non servono a ripulire dai commenti negativi il web (bene lo spiega questo post) ma permettono all’azienda di capire cosa pensano e dicono gli utenti e consentono l’intervento tempestivo su voci, magari infondate, che possono fare grossi danni all’azienda.

Pensate sia un’esagerazione? Leggete questa storia…

Fare business con il Web 2.0: SMI Day 2008

Oggi vi segnalo un evento che si prospetta veramente interessante: Fare business con il Web 2.0: SMI Day 2008, il prossimo 2 Dicembre a Milano.

Questa la presentazione ufficiale: L’innovazione, il marketing, le nuove sfide che il web 2.0 propone oggi alle aziende: questi i temi centrali dell’evento annuale che Knowità, azienda specializzata in alta formazione manageriale, propone il prossimo dicembre in collaborazione con Experience Co-Creation Partnership.

L’incontro si presenta come un’occasione unica di dibattito sul ruolo delle nuove tecnologie, dei nuovi modelli di relazione impresa – consumatore, degli approcci web 2.0 e sulle nuove opportunità di business che questi offrono alle aziende.

Per informazioni e iscrizioni: http://www.connecting-managers.com/index.jsp?doc=3145

Magmark: creare, votare e condividere una collezione di magazine online

Mi fa sempre piacere parlare di progetti di web 2.0 made in Italy e per questo vi segnalo volentieri Magmark di Orlando Merone.

Magmark è un progetto di social bookmarking, un servizio basato sul web 2.0, dove vengono resi disponibili elenchi di segnalibri (bookmark) creati dagli utenti. Acronimo di magazine bookmarking, il progetto parte da un’idea molto semplice: creare, votare e condividere una collezione di magazine online con l’intento di sviluppare uno strumento utile alla promozione della creatività sul web e una continua fonte di informazione ed ispirazione per chi si occupa di nuovi trend.
non è sicuramente il primo strumento del genere, piuttosto vuol essere la dimostrazione della facilità di utilizzo e delle grandi potenzialità di quella che si può definire l’evoluzione di un blog o di un aggregatore di notizie.

I mags, sono divisi in diverse categorie a seconda del formato di visualizzazione: dai pdf magazine si arriva ai magazine in versione cartacea (print) passando per gli screen e i desk che sono visualizzabili online oppure attraverso un’applicazione da scaricare sul desktop.
Gli utenti hanno la possibilità di suggerire nuovi segnalibri, assegnare un voto e segnalare le testate che suscitano maggior interesse attraverso social networks come facebook o linkedin.

Melting Spot – La Comunicazione d’impresa nell’Italia Multietnica

Segnalo con piace questo interessante appuntamento, Melting Spot, La Comunicazione d’impresa nell’Italia Multietnica, 18 novembre 2008 – Ore 14.30 – Aula Nievo, Palazzo Bo, Padova, su di un tema molto caldo, di cui anche io mi sono occupato tempo addietro.

Il convegno è promosso da Ferpi + Etnica in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Padova e TP (Associazione pubblicitari professionisti).

Il programma completo è disponibile sul sito di Ferpi.

Per informazioni ed iscrizioni:
Tel 049 660405

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