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Internet Manager Blog

Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

Reputazione online, due motivi in piu’ per non trascurarla

Ho già avuto modo di parlare dell’importanza della reputazione online e di come essa si possa oggi gestire con appositi software.

Inoltre su questo blog ho sottolineato che gestire e monitorare ciò che i consumatori pensano e dicono di noi su internet è alla base dello sviluppo di una propria strategia centrata sui social media. Aspetto questo segnalato con forza anche nel libro L’onda anomala, riferimento nel settore.

Oggi ho letto un interessante spunto degli amici di Online Marketing Blog che segnalano come la reputazione online sia importante anche per:

a) Posizionamento organico sui motori di ricerca: un recente update di Google avrebbe aggiornato l’algoritmo del page rank secondo gli attributi: trust, reputation, authority, PageRank e high quality.

b) Email marketing: tra i criteri utilizzati dagli ISP per prevenire lo spamming c’è anche la reputazione, intesa risultato del comportamento che l’azienda mittente ha tenuto nell’inviare comunicazioni. Il 77% dei filtri oggi  riguarderebbe proprio la reputazione del mittente.

Insomma, direi che vale la pena di investire in questa attività!

Facebook e i telefoni mobili, un altro passo verso la diffusione dei social network su mobile

Le notizie di questi giorni confermano che il fenomeno dei Social Network in Italia sta trainando la diffusione del mobile web.

Dopo essere stato premiato al Mobile Word Congress di Barcellona l’operatore H3G è prossimo al lancio del Facebook Phone, o più precisamente INQ1. Costruito da una società collegata a Hutchison Whampoa, proprietaria del gruppo H3G, il nuovo Facebook Phone permette di accedere alla piattaforma in qualsiasi momento per scambiare messaggi, foto, chat e molto altro.

Su Key 4 Biz invece si parla dell’accordo fra Vodafone Italia e Facebook che permetterà a tutti i membri del social network di attivare Mobile Internet Facebook Edition.

L’offerta prevede accesso a internet senza limiti di tempo o di traffico per due euro a settimana, interessante il fatto che essa è attivabile direttamente dal proprio account Facebook cercando il gruppo Vodafone Social Network.

Aldilà del successo di Facebook trovo che sia interessante notare come i siti di social networking sono ideali per il mobile web: esprimono noi stessi e ci consentono di mantenere relazioni ovunque noi siamo, anche nei ritagli di tempo.

Speriamo che questa tendenza porti ad abbassare tutte le tariffe di traffico dati favorendo la diffusione del mobile web, voi che ne dite?

L’onda anomala. Interagire e comunicare con i consumatori ribelli

L’onda anomala. Interagire e comunicare con i consumatori ribelli è un libro di Cherlene Li e Josh Bernhoff, edito in lingua italiana da Etas nel 2008.

Si tratta di un libro decisamente utile ed interessante che affronta in modo pragmatico e semplice il tema del web 2.0 e l’impatto di questo contesto sociale e tecnologico sulle imprese.

Il primo passaggio per affrontare le novità della rete è sicuramente quello della corretta comprensione e dunque la prima parte del libro ha l’eloquente titolo di Alla scoperta dell’Onda Anomala.

Nei capitoli che compongono questa sezione i due autori inquadrano il fenomeno, spiegando come da esso si può essere travolti o sospinti sfruttandone la stessa forza.

Inoltre viene qui illustrato il profilo Social Technographics, elaborato da Forrester Research per poter comprendere l’attitudine delle varie tipologie di clienti all’utilizzo degli strumenti del web 2.0, analisi fondamentale per creare poi una corretta strategia sui social media.

La seconda parte invece cerca di capire come le aziende possono trarre vantaggio dall’Onda Anomala, attraverso un cammino progressivo: ascolto, conversazione, mobilitazione, aiuto/incentivo e accoglienza/interiorizzazione.

Viene qui sottolineata l’importanza di procedere per fasi, per piccoli passi e sulla base della strategia POST (di cui ho già scritto qui) che pone la scelta della tecnologia come ultimo passaggio di un processo strategico.

Infine la terza parte spiega come l’Onda Anomala possa cambiare dall’interno e radicalmente l’organizzazione di cui fate parte.

Infatti il contatto prolungato con il web 2.0 porta necessariamente delle influenze all’interno dell’azienda che poi finiscono per diventare, nei casi più avanzati, una vera e propria Onda Anomala interna.

In conclusione l’Onda Anomala è un libro che posso sicuramente consigliare a tutti, in quanto ben scritto, documentato, facile da leggere e ben argomentato.

Una lettura che permette al manager di approcciare il mondo del web 2.0 e all’esperto di tecnologia di inquadrarlo in una prospettiva strategica, che potrebbe evitare molti errori che tutt’oggi si vedono fare su Internet per mancanza di visione e comprensione.

Social media e web 2.0, qualche numero

Oggi vi propongo alcuni link interessanti che ho trovato nel mio peregrinare fra blog e portali su di un tema che come sapete mi è caro: i social media e il web 2.0 ad uso business.

Per inizare da IAB Blog ecco l’indagine di Netpop Research “Media Shifts to Social – China”, che presenta numeri sorprendenti.

Infatti, nonostante le restrizioni e la censura, il 92% dei consumatori di banda larga in Cina dai 13 anni a salire (pari a 224 milioni di persone) utilizza i social media, contro i 105 milioni di americani (76% della popolazione).

Inoltre il 43% dei cinesi utenti che hanno la banda larga (105 milioni) comunicano tramite forum e il 37 per cento pubblica post su base giornaliera.

Social Media Marketing Industry Report è invece un’indagine online rivolta a capire come vengono utilizzati i social media da parte di chi si occupa di marketing in azienda. Ne parla Mauro Lupi in questo interessante post, dove cita alcuni dati, tra cui i benefici apportati dai social media: visibilità per il proprio business (81%), incremento del traffico online e degli iscritti (61%), sviluppo di partnership (56%) e l’incremento dei posizionamenti sui motori di ricerca (52%).

Infine su http://www.softwaresociale.com si parla del secondo rapporto di Ricerca dell’Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico di Milano, che esplora il fenomeno Enterprise 2.0.

Potete scaricare l’Executive Summary del rapporto di ricerca da http://www.osservatori.net/enterprise dopo esservi registrati.

Perché il nuovo professionista del web è sempre più specialista, umanista e…redditizio per l’azienda

Uno dei limiti che molte aziende hanno sperimentato negli ultimi anni è stato quello di non avere al proprio interno una persona esperta del web, con un profilo a cavallo tra un tecnico, un uomo di comunicazione e un project manager.

Infatti nessuno ormai si sottrae ad un utilizzo più o meno intensivo di Internet come strumento aziendale e nel fare questo spesso l’azienda si scontra con la difficoltà di utilizzare al meglio e con costi sostenibili tutte le soluzioni offerte dal mezzo.
A questo problema sta progressivamente ponendo rimedio l’inserimento di figure competenti di web che però non abbiano un profilo troppo tecnico, che sappiano dialogare con tutti i tipi di interlocutore e che riescano a fare da interpreti tra informatici e manager.

Dal mio punto di vista questa tendenza non potrà che potenziarsi, per alcune ragioni:

1) Internet è sempre più complesso e ricco di strumenti non paragonabili a nessuno di quelli che li hanno preceduti, come l’insieme delle tecnologie del web 2.0;
2) Le skills tecniche necessarie ad un lavoro su tutti i possibili strumenti non sono più possedibili in toto in azienda, occorre dunque lavorare sempre più con parti terze da selezionare e coordinare sulla base di una forte e ampia competenza di Internet;
3) A chi lavora sul web sul piano strategico è chiesta una visione sempre più ampia e ‘umanistica’: costruzione di relazioni, scelta di linguaggi e creazione di progetti multicanale;
4) Le aziende che sanno indirizzare correttamente l’uso del web 2.0 e dei social media sono ancora poche e ciò garantisce un grandissimo vantaggio competitivo a chi li approccia in modo strategico.

Tutto ciò non può prescindere, almeno per le aziende più grandi ed esposte al pubblico, da una figura interna che si occupi esclusivamente del mondo di Internet e delle nuove tecnologie, con confidenza con la parte tecnica ma anche con gli strumenti (e la mentalità) del manager.

Sicuramente un profilo ancora difficile da trovare ma che è destinato a emergere dall’insieme dei professionisti oggi esistenti, sia della tecnologia sia del marketing.

Voi che cosa ne dite?

Comunicare nella “nuvola d’informazione”

Ho letto recentemente su NC un bell’articolo dove Massimo Giordani, ceo di Time&Mind, esprimeva un concetto molto interessante, quello di information cloud.

In sostanza oggi tutti noi saremmo immersi in una nuvola di informazioni e conoscenze, basate sulla rete, accessibile in qualsiasi momento grazie ai pc, alle connessioni mobili, al wi-fi, agli smartphone.

Una porta su cui si innesta un sesto senso digitale, non sempre percepito esplicitamente, che fa sì che un qualsiasi digital native (coloro che sono nati dopo la diffusione del web) trovi naturale e automatico ricercare informazioni e contatti online in ogni momento, con vari device.

Che cosa implica questo?

La presenza sul web è indispensabile per comunicare con il cliente ma non sarà presto più sufficiente: bisognerà essere in grado di essere reperibili e, soprattutto, fruibili sui device più diversi: desktop (widget), mobile (sito .mobi), aggregatori (feed rss, webslice), social netowork e siti di social sharing.

Dunque sarà necessario concenpire siti e strumenti online in grado di essere flssibili, portabili, adattabili senza perdere l’esperienza e l’engagement del web tradizionale. E con gli stessi contenuti.

Questa sfida richiede competenze sempre più specifiche all’interno dell’azienda e un lavoro di progettazione attento e con una visione di lungo periodo. Se saprete investire un po’ tempo e risorse in più all’inizio però avrete la possibilità di sviluppare la vostra comunicazione e i vostri servizi in modo semplice e relativamente economico, su tutti i nuovi media che si presenteranno.

Senza riprogettare ogni volta e con una forte componente di automatismo negli aggiornamenti dei vari device.

Ne sentirete ancora parlare, voi vi state preparando? Che ne pensate?

Segnalazione – Settimo Salone d’Impresa, il capitalismo delle emozioni

Vi segnalo un interessante evento di due giorni che si terrà il 27 e 28 marzo a Filla Foscarini Rossi di stra (VE), il Settimo Salone d’Impresa.

Durante l’evento imprenditori, manager, politici, docenti universitari, policy maker saranno chiamati a rispondere e ad analizzare un nuovo modo di fare economia: quella del Capitalismo delle Emozioni.

Solo molto raramente, infatti, l’attenzione degli economisti per le variabili sociali e psicologiche si è spinta fino a prendere in considerazione l’influenza delle emozioni sulle decisioni degli agenti economici.

Il programma completo è scaricabile da questo link, maggiori informazioni su http://www.saloneimpresa.it/

Che tecnologia di social media dovreste scegliere? Dipende dai vostri obiettivi…

Torno ancora sul tema dei social media (ma di fatto anche del web in genere) per una riflessione semplice ma essenziale: che tecnologia scegliere.


La risposta è tanto semplice quanto poco considerata: dipende.

Dipende da che cosa?

a) Dai vostri clienti: se il vostro consumatore tipo è molto attivo sui forum è lì che dovete andare ad agire, se invece è un lettore di feed rss che non scrive mai nulla ma consulta molti siti dovrete dargli news e aggiornamenti. E così via.

b) Dai vostri obiettivi: se state facendo un progetto sul web dovete capire, sulla base di chi sono i vostri clienti, che potete pensare ragionevolmente di ottenre.

c) Dalla strategia che mettete in campo per raggiungere i vostri obiettivi.

Solo a questo punto potete scegliere la tecnologia, secondo l’approccio POST del libro “L’onda anomala” di cui parlavo anche in un recente intervento su questo blog.

Il percorso tipo delle aziende è invece quello di costruire i progetti attorno da una tecnologia, restandone poi prigionieria.

Inoltre sul web gli strumenti evolvono velocemente e passano, mentre le relazioni restano.

Tutte le tecnologie, secondo il noto ciclo di Hype, vivono un momento di euforia che poi porta ad una disillusion ed un assestamento, non bisogna quindi affidare solo agli strumenti lo sviluppo delle relazioni ma bisogna servisi di essi per sviluppare reali e proficui rapporti.

Le relazoni infatti sono il nuovo vantaggio competitivo e saranno in grado di passare da una piattaforma all’altra traendo il meglio da ciascuna (ricordiamoci che il networking precede, in termini temporali, il web 2.0).

Voi che ne pensate?

Corso Marketing Web 2.0 – Strategie vincenti per aziende contemporanee

Perdonate il momento autopromozionale ma oggi vi segnalo questo corso, per il quale avrò il piacere di essere il docente:

Marketing Web 2.0
Strategie vincenti per aziende contemporanee.

Sabato 21 Marzo 2009
Verona
ore 9.00-18.00

“I mercati sono conversazioni.” Cluetrain Manifesto

L’avvento del Web 2.0 ha di fatto cambiato le regole del gioco.
La comunicazione non è più appannaggio dell’azienda come emittente unidirezionale.
Il cliente parla sul web, cerca, confronta e interagisce con altri utenti
Le gerarchie non sono più rigorose e anche le realtà più piccole possono far sentire la propria voce con più forza dei “big”.
Le voci ed i commenti sulla blogosfera viaggiano ad una velocità impensabile un tempo.
Le aziende devono imparare a sintonizzarsi, ad interpretare questi segnali e reagire prontamente e strategicamente a questa realtà.

Obiettivo:
Fornire alle aziende partecipanti strumenti pratici per agire proattivamente in una realtà in perenne evoluzione, utilizzando le molteplici armi e opportunità che il web offre oggi alla business community.

Argomenti trattati:
– La stesura del piano di comunicazione.
– Le 4 C online.
– Le 4 P in rete .
– Creare un Internet marketing plan.

Informazioni ed iscrizioni su http://www.connecting-managers.com/index.jsp?doc=3320

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