Pubbliche Fascinazioni. I rituali delle relazioni pubbliche tra scienza e arte è un libro di Roberto Fioretto edito da Cleup nel 2006.
L’autore, comunicatore dottorando in sociologia, parte dalla sua esperienza personale nel mondo delle relazioni pubbliche, per dare luogo ad un’attenta e a tratti irriverente riflessione sui risvolti di questo mestiere.
Per fare questo Fioretto affronta sia i luoghi comuni che circondano la professione sia i dibattiti che coinvolgono la stessa comunità professionale dei relatori pubblici.
L’originalità del libro però sta nel modo in cui l’autore approccia i vari temi, parlando sempre della propria esperienza e inserendo aneddoti e citazioni che a prima vista poco c’entrano con il discorso centrale ma poi rivelano con lo scorrere delle pagine tutta la loro significatività ai fini dell’analisi.
Dunque tra il racconto di una cena romantica (ed i relativi problemi per prepararla) e la descrizione del carnevale ambrosiano il lettore dunque viene invitato a vedere le cose con l’occhio attento e non condizionato dagli stereotipi tipico del sociologo.
In questo modo passo dopo passo Fioretto decostruisce le strutture create dall’opinione pubblica e dalla stessa comunità professionale per arrivare al nucleo caldo e denso delle relazioni pubbliche, coincidente con il gusto e l’arte di prendere parte al complesso gioco relazionale.
A rendere ancora più piacevole il libro c’è poi il linguaggio fresco e lontano da qualsiasi vezzo e pesantezza accademici, senza per questo ridurre lo spessore del contenuto, ricco di citazioni e di nozioni sociologiche di grande interesse.
Per tali motivi, come scrive Emanuela Di Pasqua nel sito di Ferpi, il «libro dovrebbe essere letto da qualsiasi studente che voglia avvicinarsi alla professione di relatore pubblico per capire meglio cosa andrà a fare da grande. Si tratta di un’acuta riflessione sui risvolti di questo mestiere, nel tentativo di costruire un’immagine precisa dei compiti che un pr svolge e al tempo stesso di smontare alcuni luoghi comuni e sdrammatizzare i ‘tormentoni’. Un esempio molto calzante viene proprio dalle parole: non si dice pubbliche relazioni ma relazioni pubbliche. E’ una delle prime cose che sottolineano i professionisti della comunicazione. Ma dietro questa ‘ossessione’ cosa c’è? »
E noi non possiamo che condividere questo giudizio, consigliando il libro a tutti coloro che vogliono conoscere il mondo delle relazioni pubbliche attraverso una lettura arguta ed originale.
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