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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

Autore

Gianluigi Zarantonello

Former CDO at OVS Spa and past Global Digital Solutions Director at Valentino Spa http://www.gianluigizarantonello.it - Digital Transformation Leader | AI & Martech Strategist | Luxury & Fashion Tech Executive and Advisor | Speaker & Author on Innovation

Il futuro che accade del digitale terrestre

Il futuro che accade del digitale terrestre. Virtù autentiche ed esibite della nuova storia della tv è un libro di Vanna Araldi uscito per i tipi di Aracne nel 2006.

Il tema è chiaramente quello, assai dibattuto, del digitale terrestre con i suoi punti di forza e di debolezza, una realtà che ormai si è concretizzata pur tra mille difficoltà.

Il volume inizia con una prefazione di Marco Mele che ripercorre brevemente i punti salienti della storia recente del digitale terrestre, tra scetticismo, misure legislative (la famosa e famigerata legge Gasparri), contraddizioni ed opportunità.

Si precisa qui fin da subito che è bene distinguere tra favole e realtà, visto che nel campo del digitale terrestre si è detto tutto ed il contrario di tutto ed anche le istituzioni hanno dato il loro contributo nel creare confusione (ad esempio con il famoso switch off obbligatorio per il 2006 e poi spostato al 2008).

Poste queste premesse, ribadite anche nell’introduzione, si entra nel vivo del discorso con il primo capitolo, intitolato “La mediamorfosi tecnologica. Va in onda la rivoluzione del digitale terrestre”, dove vengono discussi ed introdotti i progressi tecnologici potenzialmente rivoluzionari della nuova tecnologia.

Si affrontano qui continuità e discontinuità del passaggio fra analogico e digitale, su cui spesso si fa confusione.

Dopo la tecnologia nel secondo capitolo invece si affronta un altro argomento, quelli dei contenuti e del mercato, ben annunciato nella sua natura dal titolo di questa parte de libro: “Eppur si muove: Statica e dinamica del mercato televisivo multimediale”.

Si affrontano anche i temi della pubblicità, dei format, della moltiplicazione dei canali e di quella, almeno teorica, della concorrenza.

Il successivo capitolo invece affronta gli ambiti della normativa e dello sforzo, più o meno riuscito, di rendere più democratico il nuovo mezzo rispetto al duopolio televisivo vigente.

Infine anche il quarto capitolo è molto eloquente nel suo titolo:”Nel segno prevalente del pluralismo negato: il cuore digitale della nuova legge di sistema”.

Il libro dunque nel complesso si presenta come una panoramica critica e documentata del digitale terrestre, in cui l’autrice introduce il lettore al tema in modo lucido e senza falsi entusiasmi, con tutte le luci e le ombre che il nuovo mezzo offre per il pluralismo e per il mercato.

Una lettura sicuramente interessante per chi voglia avvicinarsi ai temi del digitale terrestre.

Gianluigi Zarantonello

SCHEDA DEL LIBRO

Editore:

Aracne Editrice

Collana:

Comunicazione

Isbn:

88-548-0379-0

Genere:

Politica, Società

Formato:

17 x 24

Pagine:

176

Lingua:

Italiano

Anno:

2006

Marketing dell’accoglienza turistica

Marketing dell’accoglienza turistica. Tecniche ed esperienze italiane e straniere dell’accoglienza turistica è un libro di Bruno Gandino e Daniele Manzone, con distribuzione a cura di Ideazione srl.

Il volume, oltre che da Ideazione, è stato curato e promosso dall’Associazione Turismo In Langa, due realtà che operano nella promozione della cultura turistica negli operatori e nel marketing territoriale.

Lo scopo del libro è quello di spiegare agli operatori ed a tutto l’indotto del settore turistico italiano l’importanza di gestire in modo professionale le dinamiche della strategia e della promozione, cercando di far capire davvero che cosa vuol dire marketing, parola che, secondo gli autori, incute una certa diffidenza fra chi lavora nel turismo.

Gli autori, infatti, ritengono che per vincere la sfida competitiva internazionale anche un paese come l’Italia, con un patrimonio ricchissimo, non possa prescindere da una ricerca d’innovazione ed una strategia efficace di promozione turistica.

Infatti il mercato si è fatto sempre più competitivo ed i clienti non si possono più aspettare, si devono individuare, contattare, coinvolgere, conquistare e mantenere.

Questo richiede come detto un atteggiamento d’ascolto, d’indagine del mercato, di programmazione e di strategia.

Il turismo però è un prodotto particolare e complesso dove l’elemento umano, quello dell’accoglienza, è cruciale, non si tratta quindi solo di vendere ma anche di sviluppare una filosofia della gestione del mercato e del rapporto con la clientela.

Un aspetto interessante di questa pubblicazione è che i due autori, secondo noi giustamente, tengono a sottolineare come sia importante non solo la teoria, per la quale esistono molte pubblicazioni, ma anche delle case history di successo per imparare e confrontarsi.

Dunque il libro è un manuale operativo sull’accoglienza turistica come elemento di sviluppo, con una grandissima quantità di esperienze italiane ed estere che esemplificano di volta in volta i concetti teorici proposti.

Per quanto riguarda i temi trattati nel libro è davvero difficile riassumerli tutti, si passa dall’importanza strategica del marketing (con i concetti base della disciplina), sul benchmaking, sulle indagini sul mercato, sulla formazione, sulla promozione, sulla specializzazione competitiva e molto altro ancora.

In conclusione il libro è uno strumento prezioso di lavoro per gli operatori del turismo ma anche per tutti coloro che si vogliono avvicinare al marketing turistico grazie alla notevole ricchezza di casi di studio, una documentazione internazionale di grande pregio ed utilità.

Con in più un taglio pratico ed una spiegazione sintetica e chiara dei concetti teorici fondamentali, una cosa che non guasta mai in un libro a carattere operativo.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

SCHEDA DEL LIBRO

GANDINO B., MANZONE D.,
Marketing dell’accoglienza turistica.
Tecniche ed esperienze italiane e straniere dell’accoglienza turistica,
pp. 457, ill. b/n, formato 14×20, ril., Alba 2005 (30 Euro + Spese postali)

Personalizzazione e marketing one to one, il futuro del software per il web

Il mondo delle applicazioni software, incluse quelle dedicate al business, è continuamente in movimento e le novità si susseguono a ritmo continuo.

Due però sono le tendenze che sembrano davvero essere vincenti per il settore del software per il web per i siti business.

In primo luogo aumentano, soprattutto grazie alla timida ma costante avanzata delle tecnologie di tipo open source, le possibilità di customizzare il software, naturalmente per queste modifiche sono necessarie delle competenze specifiche non facilmente disponibili in azienda, per questo alcune società informatiche si stanno oggi dedicando alla fornitura e alla configurazione di prodotti personalizzati su misura per le singole imprese.

Poter personalizzare il software non è certo un fatto da poco: come tutti i prodotti pensati in modo tradizionale anche i programmi sono progettati per le esigenze di uno specifico segmento di mercato che corrisponde, grossomodo, alle esigenze del cliente.

“Corrisponde grossomodo”: questo punto è importante perché nessuna azienda è realmente uguale ad un’altra e dunque disporre di un prodotto standard comporta quello che per i privati viene definito il “sacrificio del consumatore”. L’impresa si deve adattare allo standard, con dei compromessi e dei limiti alla propria attività. Non così invece per il software adattabile e customizzabile per rispondere precisamente alle esigenze dell’attività imprenditoriale di cui è al servizio.

Le più recenti teorie di marketing inoltre parlano di miniaturizzazione dei segmenti e di servizio one-to-one per il cliente, individuato come persona singola con le proprie caratteristiche e necessità.

Il web sicuramente è il mezzo dove tale paradigma, basato sulla relazione con il cliente e sulla raccolta ed archiviazione di informazioni su di esso, è più facilmente raggiungibile.

Questo è un approccio, e come tale esso richiede un atteggiamento imprenditoriale ma anche degli strumenti adeguati, oggi disponibili sul mercato in modo accessibile alle pmi.

Le suite oggi disponibili fatte per il web marketing one to one ed il crm infatti permettono di capitalizzare le relazioni con i clienti, interagendo con loro in tempo reale tramite sistemi di assistenza online e immagazzinando dati utili, sfruttabili poi per azioni di marketing di vario tipo.

In più sia gli invii di email newsletter personalizzate sia la customizzazione dei contenuti dei siti è realmente possibile.

Due dunque sono i concetti chiave che saranno da tenere presenti per il futuro dei software per il web: personalizzazione della tecnologia e relazioni con il cliente.

Le aziende che vogliono investire sul web non dovranno farsi sfuggire questo trend.

Gianluigi Zarantonello

Benvenuti nell’Olimpo. La forza del talento e della motivazione. L’Italia e le sue medaglie da Atene 2004 a Torino 2006

Benvenuti nell’Olimpo. La forza del talento e della motivazione. L’Italia e le sue medaglie da Atene 2004 a Torino 2006 è un libro di Ferdinando Azzariti uscito nel 2006 presso Franco Angeli.

Azzariti è un professore di organizzazione aziendale e dunque la seconda parte del titolo, legata alla motivazione, non è casuale.

Come si legge infatti nella quarta di copertina: “Lo sport è diventato, in scala talvolta ridotta talaltra amplificata, la rappresentazione e lo specchio perfetto della nostra vita: competizione, velocità, tensione, cambiamento, stress, risultati, sono tutti aspetti quotidiani che si concretizzano non solo nelle gare agonistiche ma anche nella concretezza di ciascuno di noi.

Nello sport, come nella vita di tutti i giorni, il potente sfonda, il piccolo si infila, il veloce divora metri di campo: ognuno con il suo ruolo specifico, con le regole comuni, con la stessa voglia di fare e di vincere”.

L’idea dunque è che i successi nello sport sono frutto di talento, organizzazione e motivazione, proprio come in tutte le attività umane ed aziendali.

Anche le carriere degli atleti poi sono come quelle dei lavoratori di altri settori e, come ricorda in una delle prefazioni Carlo Scatturin, Amministratore Delegato di Adecco Italia, devono poi svilupparsi anche dopo l’attività agonistica, un tema molto interessante e poco indagato.

Il libro si apre, dopo le altre prefazioni di Manuela Di Centa e di Candidò Cannavò, con il racconto e la presentazione degli eroi dell’Olimpiade di Atene 2004, personaggi sui quali i riflettori si accendono solo in occasione dei giochi ma che lavorano duramente per prepararsi all’appuntamento con metodo e motivazione.

La seconda parte poi parla di ciò che saranno le prossime Olimpiadi Invernali di Torino attraverso le interviste ad alcuni dei probabili protagonisti della squadra italiana.

Infine viene la terza parte che si pone alcune domande: Il post carriera degli atleti al vertice, quali interventi e politiche attive a livello europeo? L’atleta: una risorsa che corre nel mondo del lavoro?

Seguono delle interviste con alcuni ex atleti che oggi svolgono altre professioni.

Come è detto all’inizio però nel libro il focus non è solo sull’emozione dello sport ma anche sugli aspetti motivazionali ed organizzativi fra cui l’autore sottolinea:

– l’importanza della consapevolezza e della responsabilità,

– il riconoscimento degli elementi che fanno la differenza,

– la definizione della “cassetta degli attrezzi” personale.

Inoltre nel libro si individuano anche i fattori che fanno la differenza per quella che viene definita la “ruota dell’eccellenza”, lo stato in cui l’atleta raggiunge il massimo del risultato tramite alcuni fattori:

1. l’impegno: cioè la ricerca del miglioramento attraverso lo sviluppo delle personali capacità fisiche, atletiche e mentali, cercando di dare il massimo per raggiungere sempre nuovi obiettivi, superando ostacoli e avversità;

2. la fiducia in se stessi: ovvero conoscersi ma anche stimarsi, apprezzare i propri punti di forza ma anche accettare i lati deboli. Farsi aiutare da qualcuno che creda in noi durante il sentiero della nostra vita, ma lavorare soprattutto nel costruirsi un pensiero attivo e positivo;

3. la concentrazione: in altre parole la capacità di focalizzarsi totalmente su quanto si sta facendo, sviluppando i sensi verso una maggiore applicazione nel vedere, ascoltare, guardando ed osservando, gustando ed infine, imparando.

In conclusione il libro di Azzariti è un’interessante raccolta di spunti e testimonianze di atleti, per il piacere degli appassionati di sport, ma anche un repertorio di contenuti preziosi sulla motivazione e la gestione delle performance e della carriera.

Gianluigi Zarantonello

SCHEDA  DEL LIBRO

Benvenuti nellOlimpo. La forza del talento e della motivazione. LItalia e le sue medaglie da Atene 2004 a Torino 2006
La copertina del libro

Codice Volume: 1796.175

Pagine: 192

Edizione: 1a 2005

Euro: € 15,00

Codice ISBN: 88-464-6994-1

Internet, marketing pratico e motori di ricerca

Internet, marketing pratico e motori di ricerca: tutto quello che dovevate sapere e non vi hanno mai detto è un libro di Giotto De Filippi uscito nel 2005 presso Nuova Ipsa Editore.

Si tratta di un volumetto molto agile ed estremamente applicativo, come si può intuire fin dal titolo, ed è un riassunto dell’esperienza pratica dell’autore con i motori di ricerca e l’Internet marketing.

De Filippi ci tiene fin da subito a precisare come il volume nella sua intenzione sia essenzialmente di tipo pratico-applicativo e non voglia essere una dissertazione teorica, dimostrandosi anche molto critico verso coloro che scrivono pubblicazioni con un taglio molto descrittivo e poco pragmatiche.

Il primo punto che l’autore tratta è dunque che cos’è un sito, cercando di mettere n luce come quest’ultimo sia solo uno strumento in più per l’azienda che deve raggiungere gli scopi fondamentali di comunicare e di vendere un prodotto/servizio.
Se tali scopi non sono raggiunti il sito, secondo l’autore, non serve ed è stato progettato male.
Non importa quindi che un sito sia bello ma che esso raccolga dai clienti informazioni utili e che serva a vendere.

Alla luce di questo primo aspetto De Filippi spiega poi come si progetta un sito, non dal punto di vista tecnico ma da quello della funzionalità: un sito infatti deve essere progettato in vista del motivo per cui serve, la realizzazione materiale poi può essere affidata tranquillamente ad un bravo webmaster che però deve partire da indicazione precise.

La creazione, il successivo passaggio trattato dall’autore, non è dunque un problema, bisogna però che il webmaster sia seguito in modo tale che il progetto sia rispettato, poi il risultato finale va testato per verificarne l’efficacia con un primo pubblico di prova.

A questo punto, fatto il sito, De Filippi passa all’importante discorso della promozione dello stesso, offline e, soprattutto, online.
Questo secondo punto è oggetto della restante parte del libro, dove l’autore spiega vantaggi e tecniche del posizionamento sui motori di ricerca, sia con tecniche a pagamento (link sponsorizzati) sia con metodologie gratuite.
Si affrontano i principi base di funzionamento delle due metodologie (scelta delle parole chiave, meccanismi di creazione di link sponsorizzati, strategie per la gestione delle aste delle keywords etc.).
Non manca poi un capitoletto dedicato all’importanza dei link e ai modi per ottenerne molti e qualificati su vari siti terzi per aumentare la propria visibilità sul web.

Infine l’autore tocca l’argomento della misurazione dei risultati per monitorare l’attività sul web ed il tema della fidelizzazione e della gestione del valore del cliente nel tempo.

Il libro dunque, pure nella sua essenzialità, è un utile strumento per  chi voglia avvicinarsi alle tematiche operative del web marketing e abbia il desiderio di comprendere il funzionamento di alcune tecniche specifiche, anche perché il linguaggio è diretto, i tecnicismi sono ridotti al minimo e tutte le pagine puntano ad azioni concrete senza lunghi preamboli descrittivi o teorici.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

SCHEDA DEL LIBRO

Autore: Giotto De Filippi

Editore: Nuova Ipsa Editore

Collana: Testi fuori collana

Isbn: 88-7676-272-8

Pagine: 54

Retail Innovations 1

Retail Innovations 1. Nuovi concetti, nuove idee da 25 casi internazionali è un libro a cura di Fabrizio Valente uscito nel dicembre 2004 come supplemento alla rivista Trade Business.

Fabrizio Valente, fondatore di Kiki Lab e membro del network internazionale Ebeltoft Group, è un grande esperto del settore retail e con questo libro ha voluto presentare una rassegna di casi internazionali significativi quanto ad innovazione tecnologica e progettuale.

I casi, come da lui stesso rilevato, sono estremamente eterogenei per contesto, dimensioni e soluzioni, non tutti forse saranno destinati al successo ma in questo volume il focus è sul livello di novità e sulla ricerca di vera innovazione.

Tutti i casi infatti superano il classico concetto di retail come mero luogo di vendita organizzato in modo standardizzato e razionale puntando piuttosto sulla personalizzazione per il singolo cliente ed al valore dell’esperienza stessa del consumo.

Dunque molti di questi negozi assumono anche un valore “turistico”, con moltissime persone che ogni anno li visitano indipendentemente dalla volontà di fare degli acquisti: è il caso ad esempio di Tage Andersen (fiori, Copenaghen), di Bullring (Centro commerciale, Birmingham) o ancora di American Girl Place (bambole ed accessori, New York).

Più in generale il consumo come esperienza è protagonista di molte altre situazioni, anche nel caso di beni tipicamente commodity come quelli propri dei supermercati, dove ad esempio i prodotti vengono raggruppati per criteri di affinità legati alla logica naturale di acquisto del cliente (Marsh, Noblesville, USA).

Non mancano poi concept innovativi e targhettizzati, come Alkemico (Riccione), dove si vendono tutti i tipi di prodotti connessi al piacere sensoriale (dalle sostanze naturali ai preservativi) o Le Boudoir (Barcellona), dove le donne in un ambiente raffinatissimo ed elegante posso esplorare, senza remore, tutti i prodotti legati alla seduzione.

Un altro aspetto importante dell’innovazione poi è dato dalla tecnologia applicata al retail: un esempio può essere il Metro Extra Future Store di Rheinberg (Germania), dove l’utilizzo della tecnologia RFID permette di monitorare la posizione del prodotto in tutto il processo logistico senza bisogno di lettori ottici.
Oppure Michel Guillon (occhiali, Londra), dove l’esposizione dei prodotti è gestita da un sistema computerizzato che li mette ciclicamente in evidenza e dove il cliente può fotografarsi con vari occhiali e poi confrontare le immagini grazie ad un monitor touch screen.

Da tutti questi casi emerge che il retail sta cambiando in quanto è il consumatore ad evolvere, per vincere la sfida della competizione internazionale dunque bisogna sapere capire le esigenze del cliente e ricercare le soluzioni più innovative per venirgli incontro, senza trascurare le emozioni ed il coinvolgimento sensoriale.
Il libro di Fabrizio Valente dunque può essere una valida fonte di ispirazione per tutti.

Gianluigi Zarantonello

Prede o ragni. Uomini e organizzazioni nella ragnatela della complessità

Prede o ragni. Uomini e organizzazioni nella ragnatela della complessità è un libro di Alberto Felice De Toni e di Luca Comello uscito nel 2005 presso la UTET di Torino.

E’ bene premettere subito che riuscire a riassumere in una breve recensione tutta la ricchezza e gli spunti di un libro di oltre 500 pagine fitte di riflessioni è un’impresa praticamente impossibile.
Di sicuro però si può rendere l’interesse assoluto del volume e dell’argomento che ne è al centro: la complessità, nella vita e nel management.

Il libro presenta un approccio multidisciplinare, infatti per spiegare la complessità fa riferimento prima di tutto alle teorie scientifiche riguardanti i sistemi complessi per poi attraversare i campi della filosofia e del management, tale approccio nasce dal fatto che l’argomento del volume tocca tutti gli aspetti della vita umana.

Prede o ragni si divide in quattro parti per 21 capitoli totali: la prima di queste sezioni è intitolata “Dalla scienza classica alla teoria della complessità”, qui gli autori guidano il lettore in un prezioso viaggio (uno dei capitoli di questa parte si intitola “un percorso fra i giganti”) nell’evoluzione delle teorie scientifiche da Newton a Prigogine (premio nobel che ha dato inizio alla studio della complessità).
Questo spazio dedicato alla scienza non è casuale, in quanto il pensiero scientifico classico, tendente al riduzionismo e alle leggi certe, influenza fortemente il nostro modo di concepire la vita ed anche il management, dunque approfondire le teorie sulla complessità è fondamentale per mutare ed integrare il nostro punto di vista.

La seconda parte del libro affronta i sette principi della teoria della complessità: auto-organizzazione, orlo del caos, principio ologrammatico, impossibilità della previsione, potere delle connessioni, causalità circolare, apprendimento try&learn.
Naturalmente in uno spazio come questo non è possibile riassumere il contenuto dei concetti, tutti assolutamente affascinanti, ne citiamo dunque uno per tutti, il secondo, l’orlo del caos, dal quale emerge che solo da uno stadio intermedio tra pieno ordine e pieno disordine può nascere l’evoluzione.

La terza parte porta il focus del discorso sul management, evidenziando l’evoluzione da un modello tradizionale a quello legato alla complessità.
Dopo aver trattato i temi di economia e complessità nel loro insieme il libro si addentra nella descrizione di una nuova concezione complessa del management.

La quarta parte infine applica i sette principi della complessità al management, trattandone uno per capitolo.
L’auto-organizzazione mantiene dunque il suo nome, l’orlo del caos diventa “disorganizzazione creativa”, il principio ologrammatico “condivisione”, l’impossibilità della previsione “flessibilità strategica”, il potere delle connessioni “network organization”, causalità circolare “circoli virtuosi” ed infine apprendimento try&learn “learnin organization”.

Come si può intuire da queste poche righe dunque il volume di De Toni e Comello è davvero ricchissimo di contenuti, tuttavia è bene dire che il libro è estremamente leggibile in quanto è scritto in modo chiaro ed accessibile anche quando tocca gli aspetti più complessi.
Ogni capitolo di Prede o ragni inoltre è chiuso da una breve scheda riassuntiva che permette di ricapitolare il contenuto centrale in poche righe.
In conclusione il libro è davvero per tutti, in quanto come è scritto nella quarta di copertina “Prede o ragni si rivolge a coloro che hanno il coraggio di accettare la sfida della complessità, con l’auspicio che immaginazione e creatività consentano loro di vincerla: il futuro appartiene a chi sa immaginarlo”.
La rete della complessità insomma esiste, si tratta quindi di decidere se viverla o subirla, ossia se essere prede o ragni.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Media senza mediatori. Appunti e spunti sulla comunicazione di convergenza

Media senza mediatori. Appunti e spunti sulla comunicazione di convergenza è un libro di Michele Mezza uscito nel 2004 per i tipi di Morlacchi Editore.

Il libro nasce da una serie di lezioni universitarie tenute dall’autore, giornalista e vicedirettore dello sviluppo business e strategie tecnologiche Rai.
In particolare Mezza è stato l’ideatore ed il creatore del progetto di RaiNews24, il canale all news Rai, ed è proprio attorno a questa esperienza che il libro sviluppa le sue riflessioni.

Si tratta di appunti e tracce di lezioni (in allegato al testo ci sono anche le slide) e, per stessa ammissione dell’autore, alcuni concetti sono ripresi più volte in quanto i materiali non sono stati rielaborati.
L’interesse di questi testi è dato soprattutto dalla concretezza visto che l’autore parla di un’esperienza professionale di alto livello vissuta in prima persona come responsabile di progetto.

Un primo concetto centrale del libro è quello ripreso da titolo e sottotitolo: il mondo dei media sta cambiando, le diverse tecnologiche si intersecano e cambiano le routine di produzione e sottraendo il monopolio dell’informazione ai grandi network e, più in generale, dei giornalisti professionisti.

Un esempio è dato proprio dai canali all news: un tempo la CNN deteneva il monopolio di questo tipo di attività perché, rispetto alla maggior parte dei network europei, solo loro potevano sostenere i costi degli inviati e dei collegamenti in tutto il mondo.
Oggi invece molti episodi di guerra o di cronaca sono stati trasmessi in anteprima da giornalisti (e non solo) con semplici videofonini o attraverso pc portatili, la stessa RaiNews24 ha battuto tutti sul tempo in occasione dello schianto di un piccolo aereo da turismo sul grattacielo Pirelli reperendo in rete una webcam puntata sul posto.
Come Mezza ricorda con orgoglio in più punti del libro la stessa CNN ha ripreso le immagini messe in onda dal canale Rai pochissimi minuti dopo l’evento grazie a questo escamotage dato dal utilizzo congiunto di più media.

L’autore dunque parla di giornalista cross-mediale, un professionista che è in grado di utilizzare diversi media in modo congiunto, sa montare un pezzo con diversi strumenti e ne sa gestire i linguaggi e gli aspetti tecnici.

Inoltre, come rilevato in moltissime altre pubblicazioni di questi tempi, il giornalista oggi si avvia a perdere la tradizionale funzione di filtro organizzatore attraverso cui le notizie vengono confezionate ed arrivano o non arrivano al pubblico.
In realtà un evento drammatico come l’attacco alle Twin Towers a New York l’11 settembre è stato documentato per una grandissima parte da videoamatori o comunque non da giornalisti professionisti.
A questo punto il ruolo del giornalista cambia e diventa quello di mettere ordine in questo grandissimo quantitativo di immagini, notizie e materiali, operando un’azione di guida che aiuta l’utente di news ad orientarsi in questo mare magnum.

Il libro poi analizza ancora aspetti relativi a internet ed al digitale terrestre, tuttavia il concetto chiave resta sempre lo stesso, il giornalista deve essere sempre più cross-mediale, in grado di gestire e governare una quantità di mezzi e formati che consentono di vincere la sfida della documentazione accurata nel minor tempo possibile.

Come si diceva all’inizio dunque il libro è particolarmente prezioso perché parte da un’esperienza vissuta che consente riflessioni estremamente interessanti anche sull’evoluzione delle routine produttive nella creazione delle news.
In altri termini Mezza quindi consente ai suoi lettori di addentrarsi non solo nel dibattito sul ruolo del giornalista moderno ma anche nella creazione del business di un canale all news.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

HUMAN SATISFACTION. La comunicazione d’impresa verso un nuovo umanesimo

HUMAN SATISFACTION. La comunicazione d’impresa verso un nuovo umanesimo è un libro a cura Marzio Bonferroni uscito nel 2005 per i tipi di Franco Angeli.

Il tema centrale del libro, come si può intuire dal titolo, è la soddisfazione umana, intesa come il riportare l’essere umano al centro dei progetti “dell’uomo per l’uomo”, anche nella comunicazione d’impresa.

Infatti, come scrive l’autore nella prefazione: “il titolo di questo libro suona come una precisa promessa: voler indirizzare i nostri sforzi di comunicatori d’impresa verso un obiettivo più ampio e più motivante in senso filosofico, rispetto all’obiettivo a cui negli ultimi decenni ci ha abituato a mirare la disciplina ufficiale di marketing. Più ampio dunque rispetto alla customer satisfaction, che già era apparsa a suo tempo una conquista nel passaggio da un semplice rapporto utilitaristico fra produzione e consumo”.

Il primo capitolo (La comunicazione d’impresa verso un NovoEvo), scritto dallo stesso Bonferroni, cerca di inquadrare l’argomento del volume, spiegando le ragioni che hanno condotto il curatore a immaginare questo volume e tratteggiare il quadro filosofico e teorico di tutto il discorso.

Nel secondo capitolo (Cosa dicono le ricerche internazionali) invece Ariela Mortara presenta un quadro delle ricerche internazionali, partendo dalla riscoperta di valori come la Corporate Social Responsibility e la Corporate Citizenship per poi passare all’importanza delle emozioni e della fiducia.

La stessa Mortara nel terzo capitolo (Cosa dicono imprenditori, opinion leader e manager) presenta i risultati di un’indagine sulla human satisfaction condotta tramite domande che sono state rivolte ad un target selezionato di imprenditori e manager di importanti imprese italiane su item quali la responsabilità sociale, l’impegno etico, la relazione.

Il capitolo quarto (Quale soddisfazione? Una riflessione antropologica) invece vede Francesco Botturi analizzare il problema della human satisfaction sul piano più prettamente antropologico e filosofico.

Franco Poterzio mette in campo gli aspetti e gli strumenti della psicologia rispetto al tema centrale del libro (capitolo cinque, Gli strumenti della psicologia), con l’utilizzo di varie prospettive di analisi.

Gli strumenti della ricerca sul consumatore è il titolo del sesto capitolo, affidato ad un grande esperto del tema come Vanno Codeluppi, mentre Gli strumenti dell’etica (capitolo sette) sono gli argomenti trattati da Paolo Pugni.

Il capitolo ottavo (La sintesi filosofica: l’uomo e la felicità) è a cura di Giacomo Samek Lodovici e costituisce un vero e proprio saggio di filosofia inserito, in modo felice ed integrato, all’interno del libro.

Seguono poi i capitoli La logica di processo, verso la loyalty (capitolo nove, F.Pillon), La multicreatività, per una strategia multidisciplinare (capitolo dieci, M.Bonferroni) e Come realizzare un programma di comunicazione (capitolo undici, A. Di Nieri), mentre le considerazioni finali sono di nuovo affidate al curatore Marzio Bonferroni.

E’ difficile riassumere in così poche righe un libro complesso di 206 pagine ricco di contributi di autori qualificati da punti che toccano il tema della Human Satisfaction da punti di vista diversi.

In ogni caso resta facilmente intuibile l’interesse comunicativo, filosofico e antropologico di un testo che tocca un tema che sta incontrando sempre più interesse negli studi socio-economici.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

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