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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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Lotta alla pirateria musicale, le major cambiano strategia?

Dal 2003 ad oggi le industrie discografiche hanno combattuto una battagli feroce contro il download musicale illegale, portando in tribunale circa 35.000 persone, senza tra l’altro ottenere risultati di rilievo, visto che gli scambi peer to peer in questo periodo sono cresciuti invece che diminuire.

Ora pare che la strategia adottata dalle major stia cambiando, come segnala anche il Sole 24 Ore in un recentissimo articolo.

Il nuovo orientamento infatti è quello di collaborare con gli ISP, segnalando ai provider che tramite le loro reti degli utenti stanno attuando comportamenti illeciti. Dopo tre avvertimenti i navigatori potranno vedersi ridotta o totalmente inibita la capacità di navigare.

Anche su questo fronte i problemi non mancano: prima di tutto non c’è ad oggi una disciplina esaustiva sulla responsabilità degli ISP rispetto ai comportamenti dei navigatori (in merito cfr. anche questo mio contributo di qualche anno fa).

Inoltre si posso prospettare delle notevoli diffIcoltà nell’individuare i reali autori degli illeciti, senza parlare poi del tema privacy.

La nuova strategia nasce anche da motivi di immagine (le persone coinvolte nei processi erano spesso minorenni o utenti che avevano scaricato solo una volta dlla musica illegale e per questo erano stati trattati come criminali) ma viste queste premesse non sembra essere molto promettente.

Più corretto sarebbe lavorare sull’educazione alla legalità, in modo da incoraggiare e premiare chi acquista sul web senza cercare inutili repressioni, tutelando il sacrosanto diritto ai propri profitti dell’industria musicale.

Ma mentre scrivo la Warner, fallito l’accordo con YouTube per la tutela dei propri artisti, sta lanciano un ultimatum al portale di video sharing…

Voi che cosa ne pensate?

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Profumo di Carriera: il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro

Segnalo con piacere un progetto interessente, www.profumodicarriera.it, il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro.

L’esempio insegna più di mille parole”.  Facendo tesoro di questo detto popolare, il magazine online “Profumo di carriera” mette a disposizione dei lettori profili di uomini d’azienda, nonché strumenti per permettere a tutti di fare benchmarking e imparare dall’esperienza altrui.

Vuole offrire la possibilità di fare rete, costruire contatti e relazioni fra intervistati e lettori. Per questo gli utenti hanno la possibilità di porre una domanda all’intervistato, che racconta la propria esperienza professionale, parla dell’azienda per la quale lavora e del ruolo che vi ricopre. Nel magazine si potranno leggere moltissime interviste a uomini e donne d’azienda, che parleranno del loro iter professionale, della funzione assunta, o dell’azienda nella quale prestano servizio.

Chi legge potrà quindi fare benchmarking, ossia imparare dalle esperienze altrui. Sfogliando le pagine della rivista online, avrà modo di scoprire i percorsi di carriera di amministratori delegati, direttori finanziari, responsabili risorse umane, commerciali e marketing. Potrà conoscere i punti di forza che ne hanno determinato il successo professionale, carpire qualche loro segreto e far tesoro dei consigli. Chi desidera intraprendere i medesimi percorsi professionali, potrà sapere in anticipo a quali difficoltà andrà incontro, come superarle e come tenersi aggiornato. E – perché no – avrà anche modo di conoscere le sfide future cui saranno chiamate a far fronte le diverse figure aziendali.
Profumo di Carriera si rivolge anche a quelle persone che desiderano avere l’opportunità di costruire nuovi contatti con i professionisti dei diversi settori. A loro sarà infatti data la possibilità di porre una domanda all’intervistato: una curiosità, un quesito, la richiesta di un consiglio o suggerimento, o quant’altro.
Nell’ottica dell’open-source, in Profumo di Carriera il lettore troverà una mini-guida all’uso di alcuni fra i più importanti strumenti web 2.0. Tra questi: i social-network MySpace, LinkedIn, Facebook, Viadeo, Skype, ecc., che aiutano a gestire il proprio network di contatti, a scambiare informazioni, a condividere materiali, nonché conoscenza.

Ma anche i blog, che consentono una maggiore visibilità a chi li apre in rete. E gli rss che permettono di venire aggiornati in tempo reale. Nel magazine online non mancheranno infine film e video, riviste e libri, che la redazione di “Profumo di Carriera” o gli stessi intervistati, suggeriranno ai lettori quali materiali utili e formativi.
L’attenzione alla comunicazione costruita attorno al concetto di web 2.0, l’interesse ad ampio spettro per la multimedialità, la curiosità per l’universo aziendale e le figure manageriali che lo dirigono e lo strutturano, il desiderio di fare da tramite in modo sinergico fra l’azienda e il lavoratore, fanno di questo magazine uno strumento interessante.

Sai che cosa si dice di te in rete? L’importanza del monitoraggio

La reputazione è un bene prezioso e di questo qualsiasi azienda è pienamente consapevole, almeno per quanto riguarda i media trazionali.

Ma sul web? Beh sulla rete, in particolare nei forum e nella blogosfera, le voci corrono ad una velocità enorme e con un’ampiezza di diffusione che può rapidamente uscire dai confini nazionali ma pochi se ne rendono conto.

Come si monitora la rete ed in particolare il mondo magmatico del web 2.0? La cosa migliore è di dotarsi di un tool software apposito, in grado di farci avere in tempo veloce e in modo costante notizia di tutto ciò che si dice di noi, naturalmente con criteri di settaggio che evitino omonimie e risultati non realmente rilevanti.

E una volta trovato qualche commento negativo che si fa?

Si deve decidere volta per volta ma si possono dare alcuni consigli:

a) Non intervenire a tutti i costi, se è una critica non troppo aggressiva, in una fonte poco nota e se, dopo qualche giorno non genera strascichi è meglio non essere ossessivi.

b) Se dobbiamo invece intervenire è bene farlo dichiarando la propria identità, meglio se con il ruolo aziendale, mai cercare di fingersi un altro utente comune.

c) Per far sì che sui motori di ricerca nel breve periodo non compaiano solo i commenti negativi su di voi si possono acquistare degli annunci pay per click con le parole/argomenti incriminati.

d) In tutti i casi (compreso il punto a) bisogna tempestivamente prevedere delle pagine sull’argomento sul proprio sito, in modo che esse siano disponibili per gli interessati e siano indicizzate. Infatti anche dopo mesi, quando la protesta è passata, restano reperiti dai motori i risultati negativi e se non ci sono i nostri argomenti di risposta lasciamo di fatto la parola agli avversari.

Naturalmente le attività di gestione della reputazione online non servono a ripulire dai commenti negativi il web (bene lo spiega questo post) ma permettono all’azienda di capire cosa pensano e dicono gli utenti e consentono l’intervento tempestivo su voci, magari infondate, che possono fare grossi danni all’azienda.

Pensate sia un’esagerazione? Leggete questa storia…

La scienza, il web collaborativo e le malattie rare

Sull’ormai famoso libro Wikinomics l’anno scorso si parlava del web collaborativo legato al mondo della ricerca scientifica, ebbene questa tendenza continua e si rafforza nel settore della ricerca sulle malattie rare.

Diversi casi interessanti sono stati citati da Panorama in un recente articolo.

Un esempio è il sito CollabRx, fondato dal milionario Jay Tenenbaum dopo essere sopravvissuto ad una rara forma di melanoma.

Grazie a questo spazio online il crowdfunding (la raccolta fondi fatta tramite le donazioni della gente) si è rivelato uno strumento efficace anche per la ricerca medica.

Anche in Italia la situazione si sta muovendo e, per esempio, la Federazione italiana per le malattie rare, Uniamo, sta programmando di lanciare nel prossimo aprile un sito interattivo accessibile anche ai ricercatori con lo scopo di favorire la ricerca di fondi, oltre che lo scambio di conoscenze.

Altro progetto per fare incontrare progetti e finanziamenti è Open Genius, una banca dati web dove i navigatori possono vedere i progetti in corso, finanziare quelli più interessanti e monitore i risultati degli studi sostenuti con il proprio contributo. Il sito sarà rilasciato entro l’anno.

Infine anche i social network si stanno diffondendo nel mondo scientifico italiano, molti usano già reti esistenti come Research Gate e Prometeonetwork, in più nascono nuovi progetti volti a favorire il dialogo tra mondo accademico e industria, come l’italiano Biott.

Una riprova ulteriore di come il web collaborativo stia progressivamente modificando l’approccio lavorativo di tutti i settori.

One to one advertising: è necessario essere maleducati per raggiungere il target?

Ho letto su moltissimi siti della vicenda di Rachel Beckman, una giornalista del Washington Post che su Facebook è stata vittima di messaggi pubblicitari molto pesanti, in cui si è vista dare dal suo social network prima della cicciona e poi della sterile.

La cosa più preoccupante ed insieme più significativa è stata l’evoluzione del messaggio sulla base di ciò che Rachel scriveva nel suo profilo, fino al “Vorrai mica essere una sposa grassa?” sparato alla vigilia del matrimonio.

Il fatto che l’advertising si evolva sulla base del comportamento dell’utente, purchè tutte le impostazioni privacy scelte dal navigatore siano rispettate, è un ottimo esempio di comunicazione one to one che ritengo assolutamente positiva in termini di efficacia.

Tuttavia è davvero necessario essere così aggressivi? Questo tipo di linguaggio dà davvero risultati positivi?

Come scrissi qualche anno fa una campagna trash o aggressiva di fatto assicura un maggiore ricordo e potenzia la notorietà del marchio, anche (e soprattutto) se ne viene imposta la cessazione.

Bisogna dire però che nella marca moderna non è importante solo il ricordo e il riconoscimento ma anche le sensazioni che il brand genera e l’immaginario ad essa collegato.
Credo inoltre che i consumatori moderni siano più maturi ed informati di un tempo e dunque il ragionamento “purché se ne parli” mi sembra un po’ antiquato.

Dal mio punto di vista dunque ben venga la targhettizzazione spinta, ma senza mai mancare di rispetto al nostro interlocutore, perché ciò alla lunga sarà sicuramente inutile e controproducente.

Facebook, la festa di Roma e i social network che escono dal web

Oggi si è parlato molto della festa di Facebook a Roma, con migliaia di partecipanti, un evento che è arrivato addirittura sui tg nazionali.

Mi sembra importante evidenziare un aspetto che diversi social network di nicchia avevano colto da tempo: il networking che parte dal web diventa ancora più potente se si fa in modo che gli utenti abbiano occasioni organizzate di incontro nel mondo fisico.

Non è un elemento di poco conto, in quanto un’accusa che viene mossa spesso a certe realtà della rete è quella della pura virtualità, dimenticando che il web sociale è fatto da persone, che esistono anche al di fuori da Internet.

Il caso della festa di ieri è legata ad un discorso ludico, tuttavia questo potenziale di aggregazione e mobilitazione non è certo da sottovalutare, specie se rivolto ad ambiti specifici (si pensi agli incontri dei business network di Connecting-Managers o di Milanin).

Con questo non voglio dire che il mondo dei social network sia sempre e comunque positivo, lo stesso Facebook sta suscitando parecchie polemiche per la gestione della privacy, tuttavia mi sembra interessante segnalare come il networking non sia solo un fenomeno “virtuale”.

Giftcard Coin, da oggi si acquista anche online

La giftcard Coin, la carta pre-pagata di Coin, il department store dedicato al mondo dell’abbigliamento e dell’home decoration, è ora acquistabile anche online, oltre che nella rete di department store in tutta Italia.

Tutti coloro che sono lontani o che semplicemente desiderano trovare un regalo originale, collegandosi al sito www.carteregalo.it, potranno scegliere la giftcard che meglio risponde alle proprie esigenze e farla recapitare personalizzata con il proprio messaggio.

Le giftcard sono disegnate in esclusiva per Coin e, per le occasioni speciali come ad esempio il Natale o San Valentino saranno realizzate card personalizzate dedicate all’evento.

La giftcard permette di fare spese in tutti i department store Coin, è subito attiva e ha una validità di 6 mesi. La giftcard può essere utilizzata per uno o più acquisti sino all’esaurimento del suo valore (da dieci fino a mille euro) e permette di scegliere i capi e gli oggetti preferiti tra tutto il mondo Coin.

Coin lancia il sito .mobi e raddoppia la web radio

Coin, il department store dedicato al mondo dell’abbigliamento e dell’home decoration, lancia www.Coin.mobi, la versione del sito http://www.coin.it appositamente studiata per essere fruita tramite cellulari, smartphone e palmari. Contemporaneamente, per soddisfare i gusti di tutti i navigatori, la web radio Coin Music Design da oggi si sdoppia in due canali musicali.

Coin è il primo department store a livello internazionale a proporre ai propri clienti un sito internet mobile. Coin.mobi racchiude i principali contenuti del sito tradizionale http://www.coin.it e le pagine web di frequente aggiornamento. In particolare Coin.mobi contiene le news e gli eventi riferiti ai singoli negozi, le promozioni suddivise per settore merceologico e le informazioni riguardanti gli store Coin (indirizzi, orari, aperture domenicali e straordinarie…). Attraverso Coin.mobi, inoltre, è possibile ottenere informazioni su Giftcard e Coincard, ma anche i consigli di stile e gli articoli sulle tendenze pubblicati su Coin.it, adattati naturalmente al formato cellulare.

Il sito internet Coin.mobi è un’iniziativa innovativa per il settore. La realizzazione è opera della società specializzata Il Village di Torino. Grazie alla collaborazione con Develon (partner tecnico per il sito coin.it) Coin.mobi recepisce i contenuti dal sito tradizionale in tempo reale, garantendo piena sincronia delle informazioni contenute nei due siti. Il navigatore potrà così visitare indifferente uno o l’altro e scegliere le modalità di consultazione conformi alle proprie esigenze.

Il nuovo sito internet utilizza una tecnologia all’avanguardia che permette di riconoscere il tipo di risoluzione e dimensione dello schermo del telefonino dal quale ci si connette e di adattare l’aspetto del sito modificando le dimensione delle immagini e l’impaginazione dei testi, in modo da garantire sempre una perfetta visualizzazione. Le immagini sono di peso ridotto, mentre il contenuto testuale è sintetizzato in modo da poter essere fruibile anche da connessioni lente.

Ma non è tutto: Coin è anche musica. Visitare il sito internet dell’azienda veneziana è ancora più piacevole oggi grazie a Coin Music Design, la web radio progettata in collaborazione con Tailor Radio. Coin è, inoltre, l’unico department store che propone due canali musicali, Fashion e Hits, ideati per accontentare i gusti di tutti i clienti.

Web_Radio il logo della Web Radio Coin.

Coin Fashion Music è il meglio della produzione internazionale di elettronica, chillout e lounge. Un suono intenso e raffinato allo stesso tempo, con un sapore ‘trendy sofisticato’, ma accessibile e riconoscibile, per uno stile complessivo di intrattenimento di qualità.

Coin Hits, invece, è un’ampia, sapiente miscela di hit italiane e internazionali, sempre aggiornata, per offrire all’ascoltatore il meglio della produzione musicale pop, rock e R&B, senza dimenticare le tracks del passato più recente.

I nuovi progetti si inseriscono in un piano di sviluppo messo in atto dall’azienda veneziana per essere al passo con lo sviluppo tecnologico che guarda con sempre maggiore attenzione all’integrazione dei mezzi tecnologici.

Viaggiare senza barriere sul web

L’accoglienza turistica e i servizi rivolti ad anziani, a persone diversamente abili o con esigenze speciali stanno assumendo sempre maggiore rilevanza, non solo sul piano della solidarietà e del progresso sociale, ma anche dal punto di vista squisitamente economico. In un censimento effettuato dal Ministero dell’Industria (Direzione Generale del Turismo) e dall’ENEA (Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente), le cifre parlano infatti di un ‘mercato’ potenziale di oltre tre milioni di turisti italiani (il 10% del totale dei turisti di casa nostra) a cui tuttavia aggiungere i tantissimi stranieri. (fonte DM 148).

Intervistiamo Stefania Marson responsabile del progetto No Barrier (www.nobarrier.it) e specialista del settore.

Cosa manca all’Italia per essere coerente con le politiche Europee sul turismo accessibile?: Direi un maggiore impegno trasversale per la modifica di tutte le norme che non tengono conto delle barriere fisiche e mentali, nonché la verifica sulla corretta applicazione delle norme già esistenti che spesso, pur tenendo conto dei bisogni specifici di ognuno, non vengono rispettate da chi dovrebbe fornire il bene o il servizio in questione .Questo dovrebbe garantire a tutti il diritto ad una vita indipendente, cioè una reale autonomia nelle grandi e piccole decisioni riguardanti la propria quotidianità e anche relativamente ai viaggi.

Le sembra che in Italia manchino strutture in grado di ospitare la disabilità?

In realtà molti si sono adeguati con interesse a questa fascia di viaggiatori. Per esempio in Alto Adige le strutture d’accoglienza turistica adatte a persone con disabilità motoriee non solo risultano essere almeno 300. Il vero problema è garantire che l’accesso non sia frutto di soluzioni architettoniche dettata solo dal buon senso, ma sia aderente alle reali esigenze di questi viaggiatori. Molti ci comunicano di restare delusi dalla scelta di un albergo che in guide e materiale informativo si definisce accreditato per garantire l’accessibilità. Poi si scoprono scale, gradini, ascensori troppo piccoli, superfici dei pavimenti non idonee ecc.

Pensa che sia frutto di una cattiva informazione?

La mia esperienza di vita e professionale mi dice che operatori di turismo sociale non ci si può inventare. Sono molte le iniziative in tal senso, ma non sono sempre supportate da una struttura organizzativa professionale che conosce il turismo e conosce le necessità dei viaggiatori o sono sporadiche e legate a iniziative e/o contributi spot fine a sé stessi , senza una programmazione autonoma a lungo termine.

Oltre ad occuparmi di vacanze accessibili definite “normali” il mio lavoro per esempio è rendere fruibile e senza barriere anche un’attività che si definisca singolare.

Quale sono le attività più singolari che ha curato in questo settore ?

Abbiamo curato viaggi in Lapponia con una cosiddetta Ice Experience nella quale la persona diversamente abile può sperimentare anche attività avventurose come , per esempio,itinerari con le slitte trainate dai cani. Abbiamo in programmazione crociere a vela con barche adattate o soggiorni legati ad esperienze subacquee per tutti, per vivere il mare in modo più coinvolgente.Moltissime destinazioni e attività con l’organizzazione tecnica adeguata e lo spirito giusto sono accessibilissime a tutti.

Cosa possono fare coloro che intendono conoscere queste opportunità di viaggio?

Sicuramente visitare il sito del progetto NO BARRIER (www.nobarrier.it) scambiando con noi informazioni utili su tutto ciò che è turismo sociale. Il sito offre anche una serie di aggiornamenti su argomenti importanti per chi vuole viaggiare senza barriere.

Gianluigi Zarantonello

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