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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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Etica del management

Etica del management. Nuove prospettive per una cultura d’impresa responsabile è un libro a cura di Carlo Simeone, edito da Ipse nel 2009.

Si tratta di un volume a più mani che tratta un tema di grande attualità, l’etica del management e dell’impresa, senza però cadere nel giudizio e nella condanna dei fatti di attualità.

L’etica infatti è vista dagli autori come una risorsa competitiva importante, in fase di riscoperta, e nel primo capitolo il curatore declina questo aspetto nel dettaglio come motore qualitativo dell’impresa.

Il secondo capitolo è invece dedicato alla responsabilità sociale d’impresa, attraverso il dibattito storico-economico ad essa dedicato dall’inizio del ‘900 ad oggi e con una panoramica dei casi concreti di vari paesi europei.

Strategiche e politiche per uno sviluppo etico dell’impresa è invece il titolo del terzo capitolo, dedicato alla cultura d’impresa e al rapporto tra marketing e etica, passando per la valorizzazione delle risorse umane.

Il quarto capitolo invece è centrato sull’etica delle relazioni pubbliche, della pubblicità e dell’attività di lobby condotta dagli influenzatori. Dopo una panoramica sulle teorie delle pr il testo si concentra sul fatto che anche le professioni della comunicazione sono soggette alla propria deontologia e, in virt di ciò, non sono pura manipolazione.

Infine il quinto capitolo entra nella trattazione dell‘etica della pubblica amministrazione, settore che riguarda il bene pubblico e dunque è particolarmente connotato eticamente.

In sintesi il libro offre una visione di insieme di un tema complesso e spesso frainteso, che va a toccare i principi più profondi della cultura di impresa e che dunque è di grande interesse, in qualunque settore si operi.

Lusso esteriorizzato e lusso interiorizzato

Lusso esteriorizzato e lusso interiorizzato. Una ricerca empirica sui motivi d’acquisto e le strategie di marketing dei luxury goods è un libro di Cesare Amatulli, edito nel 2009 da Cacucci editore, Bari.

Si tratta di un’interessante ricerca sul mondo del lusso che affianca all’analisi di matrice economica una parte di rilevazione sul campo con il modello della catena mezzi-fini e con quello legato al modello concettuale ZMET.

Il volume si apre con un inquadramento di tipo teorico, con la descrizione dei principali approcci al lusso, il legame tra lusso e moda e una breve trattazione di temi manageriali (gestione del brand e del marketing).

Il secondo capitolo invece è dedicato alle dicotomie del lusso e in particolare al dettaglio dei vari tipi di lusso esteriorizzato (ostentazione, materialismo, emulazione etc.) e interiorizzato (stile di vita, emozione, cultura, sogno etc.).

Vengono poi affrontati e descritti i metodi e gli strumenti per l’analisi e la raccolta dei dati, ossia la già citata catena mezzi-fini (CMF), proposta in abbinamento alla tecnica del laddering, e l’analisi dei significati subconsci del consumatore (ZMET).
In questa sede viene illustrato anche il questionario elaborato per la ricerca, proposto poi integralmente in appendice al libro.

Il quarto capitolo invece analizza il nuovo lusso, che risulta essere appunto esteriorizzato o interiorizzato, e si discutono di fatto i risultati della ricerca sulla base di tale dicotomia, introdotta nel secondo capitolo

Viene infine trattata la mappa cognitiva del lusso, attraverso i significati che esso assume (gli attributi dei luxury goods, le loro conseguenze e i valori strumentali e terminali) e la struttura mentale dei consumatori.

In conclusione il libro di Amatulli è un’utile fonte di spunti per leggere da un punto di vista diverso un mondo, quello del lusso, quantomai dinamico e sempre molto affascinante.

La coda lunga. Da un mercato di massa ad una massa di mercati

La coda lunga. Da un mercato di massa ad una massa di mercati è un libro di Chris Anderson, edito in Italia da Codice Internet di Torino, nel 2006.

Premetto subito che è un volume ricchissimo, sul quale a più di due anni dall’uscita si continua a discutere, e che quindi è piuttosto difficile da recensire.
Per questo mi limiterò ad evidenziare i concetti chiave per poi lasciare al lettore il piacere della scoperta.

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Il tema è quello dell’evoluzione dei mercati consentita da Internet e dalle nuove tecnologie che, come dice il sottotitolo, hanno creato una serie enorme di nicchie impossibili da gestire (ma anche solo da immaginare) nell’economia tradizionale.

Il punto di partenza dell’autore è quello che lui chiama la “tirannia dello scaffale”: la distribuzione moderna per massimizzare la sua efficienza in proporzione allo spazio disponibile è costretta ad escludere a priori una grande quantità di prodotti e di varianti.
Infatti questi prodotti hanno un mercato atteso (e spesso reale su scale locale) troppo piccolo per poter soddisfare le esigenze del business su di uno spazio fisico che è comunque finito.

Quello che invece la rete sta di nuovo rendendo possibile (e accelerando) è appunto la coda lunga: a valle dalla curva delle hit, ossia di quei prodotti con alti volumi di vendita e che si trovano normalmente nella distribuzione tradizionale ci sono migliaia di oggetti con mercati di nicchia che però sommati assieme generano valori economici importanti.

Sul web dunque, dove un inventario di musica o di libri può essere quasi illimitato visto che fino all’atto della vendita trattiamo di bit quasi senza costo, la varietà ritorna al potere, con numeri di grande rilievo (spesso sottraendo anche quote di mercato ai best sellers dell’offline).

Questo processo è reso anche possibile da alcuni altri fattori, primo fra tutti la possibilità per degli amatori (e dei piccoli produttori) di creare con costi irrisori il proprio prodotto (es. un video) e diffonderlo facilmente nella rete stabilendo un prezzo da pagare e trovando degli acquirenti.

A ciò si somma il potere dei filtri:
sul web si possono combinare infinite modalità di ricerca e dunque ciascuno, nella varietà quasi infinita presente sui siti, può trovare realmente quello che cerca mescolando le recensioni degli utenti con le categorie di classificazione create dai siti e le parole chiave.

Questo porta anche alla revisione della classica legge di Pareto dell’80/20: nei mercati a coda lunga tale classica sproporzione si riduce, soprattutto quando passiamo dalla valutazione dei fatturati generati a quella dei profitti effettivi e del margine.

Anderson attraversa dunque molti mercati e molti settori con una trattazione documentata e attenta, che fornisce al lettore anche moltissime informazioni sui mercati tradizionali (come ad es. la distribuzione organizzata) e le loro logiche confrontate con quella del web.

Non manca un’analisi critica e attenta delle luci e delle ombre che derivano da una scelta pressoché infinita e della creazione di moltissime culture di nicchia quasi individuali ma alla fine l’analisi dell’autore evidenzia sempre un grande ottimismo circa i temi trattati.

In conclusione La Coda Lunga è dunque un libro sicuramente consigliabile a tutti, facile da leggere e documentato, assolutamente non rivolto solo agli operatori del web visto che il discorso dell’autore è di grandissimo respiro per chi si occupi, in genere, di business.

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Manuale operativo di relazioni pubbliche. Metodologia e case history

Manuale operativo di relazioni pubbliche. Metodologia e case history è volume scritto da Giampietro Vecchiato e arricchito da diversi contributi e case history, edito da Franco Angeli.

Il libro si inserisce in un ambito tematico molto caro all’autore e alla Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), di cui è vicepresidente: il pieno riconoscimento istituzionale della disciplina delle relazioni pubbliche e la creazione di procedure metodologiche che diano spessore manageriale alla professione.

Il punto di partenza è la crescente importanza della relazione nel conteso competitivo moderno, che richiede un approccio professionale e scientifico da parte di professionisti specializzati e preparati.

Al valore delle relazioni alla loro importanza strategica è dedicata quindi la prima parte introduttiva, con un intervento di Toni Muzi Falconi.

Il volume poi entra nel vivo della sua parte operativa e vuole dunque proporre prima di tutto una griglia metodologica per gestire in maniera organizzata e processuale un corretto ed efficace piano di comunicazione monitorandone e gestendone in modo professionale tutte le fasi.

Non si tratta naturalmente di una struttura rigida e senza possibilità di adattamento al contesto ma di una guida e di un supporto che permetta l’adozione di un metodo che non lasci spazio all’approssimazione, coerentemente con una disciplina che deve avere la stessa scientificità delle altre aree del management aziendale.

La griglia si articola in dieci fasi: analisi dell’ambiente, del contesto e dello scenario, individuazione dei pubblici e della mappa del potere, ascolto dei pubblici, definizione degli obiettivi, definizione dei messaggi chiave, definizione della strategia di comunicazione, scelta degli strumenti di comunicazione, pianificazione delle azioni, gestione operativa per il trasferimento dei messaggi chiave, monitoraggio, misurazione e valutazione degli effetti delle relazioni pubbliche.

Dopo una descrizione dettagliata delle logiche e degli strumenti coinvolti in ogni fase si passa poi, con la terza parte del libro, all’altro tema cruciale del dibattito professionale sulle relazioni pubbliche: come misurare e valutare l’efficacia.

Infatti la mancanza, ad oggi, di un sistema condiviso e istituzionalizzato di valutazione e misurazione degli effetti prodotti dall’azione del professionista delle relazioni pubbliche impediscono a questa disciplina di acquisire lo stesso status che hanno le altre branche del management d’impresa.

Nel libro si affrontano dunque gli strumenti per l’analisi dell’ambiente, del contesto e dello scenario; gli strumenti per misurare e definire i messaggi-chiave e quelli di monitoraggio, misurazione e valutazione dei risultati.

L’autore realisticamente non nasconde le difficoltà che si presentano nell’attività di misurazione, dovute alla complessità di valutazione della reputazione, al medio-lungo periodo su cui si attuano le azioni di relazioni pubbliche e anche alla paura di fare una valutazione a parte del management aziendale che teme di aver impiegato male le risorse in tal senso.

Questo però non è un motivo sufficiente per non ricercare un metodo e in tal senso sono evidenti gli sforzi prodotti negli ultimi anni dalla ricerca e dalla letteratura di settore e dallo stesso Vecchiato per riuscire ad istituzionalizzare queste discipline sottraendole ai pregiudizi diffusi e radicati che le riguardano.

Infine, per rafforzare ancora di più la dimostrazione che le relazioni pubbliche sono sempre più strategiche, vengono presentate una serie di interessanti case history di vari settori (con le testimonianze dei professionisti coinvolti), che per motivi di spazi ci limitiamo solo ad elencare: la community di Ducati, le relazioni pubbliche per la costruzione dei brand nel caso Mandarina Duck, il black-out Enel del 28 settembre 2003 e le relazioni pubbliche e gestione della crisi, Mobile Journey a Venezia e eventi e marketing PR in Vodafone Italia, gli Stati generali del Comune di Pordenone ed il ruolo delle relazioni pubbliche, relazioni pubbliche e comunicazione interna nel caso Comune di Belluno, la comunicazione istituzionale della Fondazione Banca degli Occhi, relazioni pubbliche e comunicazione interna: il caso Real Padova.

In conclusione dunque l’opera di Vecchiato si presenta come molto interessante sia per il professionista che voglia migliorare la propria metodologia sia per il giovane che intenda accostarsi a questo campo ed in genere è consigliabile a chiunque voglia saperne di più sulle relazioni pubbliche.

Nella speranza che, citando il titolo uno dei primi libri di Vecchiato, il professionista delle relazioni pubbliche non debba più spiegare che “faccio il pr ma non ballo sui cubi”.

SCHEDA DEL VOLUME
Editore: Franco Angeli
Autori e curatori: Giampietro Vecchiato

Contributi: Paolo Aversa, Michele Bottoni, Gianluca Comin, Lucia Fenti, Tino Ferrari, Piero Martinuzzi, Marianna Masiero, Toni Muzi Falconi, Enrico Pinton, Alessandra Veronese

Dati: pp. 288,     1a edizione 2008 (Cod.100.690)
ISBN: 9788846495358

Benvenuti nell’Olimpo. La forza del talento e della motivazione. L’Italia e le sue medaglie da Atene 2004 a Torino 2006

Benvenuti nell’Olimpo. La forza del talento e della motivazione. L’Italia e le sue medaglie da Atene 2004 a Torino 2006 è un libro di Ferdinando Azzariti uscito nel 2006 presso Franco Angeli.

Azzariti è un professore di organizzazione aziendale e dunque la seconda parte del titolo, legata alla motivazione, non è casuale.

Come si legge infatti nella quarta di copertina: “Lo sport è diventato, in scala talvolta ridotta talaltra amplificata, la rappresentazione e lo specchio perfetto della nostra vita: competizione, velocità, tensione, cambiamento, stress, risultati, sono tutti aspetti quotidiani che si concretizzano non solo nelle gare agonistiche ma anche nella concretezza di ciascuno di noi.

Nello sport, come nella vita di tutti i giorni, il potente sfonda, il piccolo si infila, il veloce divora metri di campo: ognuno con il suo ruolo specifico, con le regole comuni, con la stessa voglia di fare e di vincere”.

L’idea dunque è che i successi nello sport sono frutto di talento, organizzazione e motivazione, proprio come in tutte le attività umane ed aziendali.

Anche le carriere degli atleti poi sono come quelle dei lavoratori di altri settori e, come ricorda in una delle prefazioni Carlo Scatturin, Amministratore Delegato di Adecco Italia, devono poi svilupparsi anche dopo l’attività agonistica, un tema molto interessante e poco indagato.

Il libro si apre, dopo le altre prefazioni di Manuela Di Centa e di Candidò Cannavò, con il racconto e la presentazione degli eroi dell’Olimpiade di Atene 2004, personaggi sui quali i riflettori si accendono solo in occasione dei giochi ma che lavorano duramente per prepararsi all’appuntamento con metodo e motivazione.

La seconda parte poi parla di ciò che saranno le prossime Olimpiadi Invernali di Torino attraverso le interviste ad alcuni dei probabili protagonisti della squadra italiana.

Infine viene la terza parte che si pone alcune domande: Il post carriera degli atleti al vertice, quali interventi e politiche attive a livello europeo? L’atleta: una risorsa che corre nel mondo del lavoro?

Seguono delle interviste con alcuni ex atleti che oggi svolgono altre professioni.

Come è detto all’inizio però nel libro il focus non è solo sull’emozione dello sport ma anche sugli aspetti motivazionali ed organizzativi fra cui l’autore sottolinea:

– l’importanza della consapevolezza e della responsabilità,

– il riconoscimento degli elementi che fanno la differenza,

– la definizione della “cassetta degli attrezzi” personale.

Inoltre nel libro si individuano anche i fattori che fanno la differenza per quella che viene definita la “ruota dell’eccellenza”, lo stato in cui l’atleta raggiunge il massimo del risultato tramite alcuni fattori:

1. l’impegno: cioè la ricerca del miglioramento attraverso lo sviluppo delle personali capacità fisiche, atletiche e mentali, cercando di dare il massimo per raggiungere sempre nuovi obiettivi, superando ostacoli e avversità;

2. la fiducia in se stessi: ovvero conoscersi ma anche stimarsi, apprezzare i propri punti di forza ma anche accettare i lati deboli. Farsi aiutare da qualcuno che creda in noi durante il sentiero della nostra vita, ma lavorare soprattutto nel costruirsi un pensiero attivo e positivo;

3. la concentrazione: in altre parole la capacità di focalizzarsi totalmente su quanto si sta facendo, sviluppando i sensi verso una maggiore applicazione nel vedere, ascoltare, guardando ed osservando, gustando ed infine, imparando.

In conclusione il libro di Azzariti è un’interessante raccolta di spunti e testimonianze di atleti, per il piacere degli appassionati di sport, ma anche un repertorio di contenuti preziosi sulla motivazione e la gestione delle performance e della carriera.

Gianluigi Zarantonello

SCHEDA  DEL LIBRO

Benvenuti nellOlimpo. La forza del talento e della motivazione. LItalia e le sue medaglie da Atene 2004 a Torino 2006
La copertina del libro

Codice Volume: 1796.175

Pagine: 192

Edizione: 1a 2005

Euro: € 15,00

Codice ISBN: 88-464-6994-1

HUMAN SATISFACTION. La comunicazione d’impresa verso un nuovo umanesimo

HUMAN SATISFACTION. La comunicazione d’impresa verso un nuovo umanesimo è un libro a cura Marzio Bonferroni uscito nel 2005 per i tipi di Franco Angeli.

Il tema centrale del libro, come si può intuire dal titolo, è la soddisfazione umana, intesa come il riportare l’essere umano al centro dei progetti “dell’uomo per l’uomo”, anche nella comunicazione d’impresa.

Infatti, come scrive l’autore nella prefazione: “il titolo di questo libro suona come una precisa promessa: voler indirizzare i nostri sforzi di comunicatori d’impresa verso un obiettivo più ampio e più motivante in senso filosofico, rispetto all’obiettivo a cui negli ultimi decenni ci ha abituato a mirare la disciplina ufficiale di marketing. Più ampio dunque rispetto alla customer satisfaction, che già era apparsa a suo tempo una conquista nel passaggio da un semplice rapporto utilitaristico fra produzione e consumo”.

Il primo capitolo (La comunicazione d’impresa verso un NovoEvo), scritto dallo stesso Bonferroni, cerca di inquadrare l’argomento del volume, spiegando le ragioni che hanno condotto il curatore a immaginare questo volume e tratteggiare il quadro filosofico e teorico di tutto il discorso.

Nel secondo capitolo (Cosa dicono le ricerche internazionali) invece Ariela Mortara presenta un quadro delle ricerche internazionali, partendo dalla riscoperta di valori come la Corporate Social Responsibility e la Corporate Citizenship per poi passare all’importanza delle emozioni e della fiducia.

La stessa Mortara nel terzo capitolo (Cosa dicono imprenditori, opinion leader e manager) presenta i risultati di un’indagine sulla human satisfaction condotta tramite domande che sono state rivolte ad un target selezionato di imprenditori e manager di importanti imprese italiane su item quali la responsabilità sociale, l’impegno etico, la relazione.

Il capitolo quarto (Quale soddisfazione? Una riflessione antropologica) invece vede Francesco Botturi analizzare il problema della human satisfaction sul piano più prettamente antropologico e filosofico.

Franco Poterzio mette in campo gli aspetti e gli strumenti della psicologia rispetto al tema centrale del libro (capitolo cinque, Gli strumenti della psicologia), con l’utilizzo di varie prospettive di analisi.

Gli strumenti della ricerca sul consumatore è il titolo del sesto capitolo, affidato ad un grande esperto del tema come Vanno Codeluppi, mentre Gli strumenti dell’etica (capitolo sette) sono gli argomenti trattati da Paolo Pugni.

Il capitolo ottavo (La sintesi filosofica: l’uomo e la felicità) è a cura di Giacomo Samek Lodovici e costituisce un vero e proprio saggio di filosofia inserito, in modo felice ed integrato, all’interno del libro.

Seguono poi i capitoli La logica di processo, verso la loyalty (capitolo nove, F.Pillon), La multicreatività, per una strategia multidisciplinare (capitolo dieci, M.Bonferroni) e Come realizzare un programma di comunicazione (capitolo undici, A. Di Nieri), mentre le considerazioni finali sono di nuovo affidate al curatore Marzio Bonferroni.

E’ difficile riassumere in così poche righe un libro complesso di 206 pagine ricco di contributi di autori qualificati da punti che toccano il tema della Human Satisfaction da punti di vista diversi.

In ogni caso resta facilmente intuibile l’interesse comunicativo, filosofico e antropologico di un testo che tocca un tema che sta incontrando sempre più interesse negli studi socio-economici.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Dal giornale al portale

Dal giornale al portale. Storie e tecniche della Comunicazione, è un libro di Domenico Nunnari scritto nel 2004 presso Rubbettino editore.

Si tratta di un libro di taglio abbastanza didattico (l’autore è giornalista RAI e Professore di Teorie e tecniche della comunicazione di massa a Messina) e ripercorre un pò tutta la storia della comunicazione da vari punti di vista.

Il primo capitolo è dedicato al giornalismo, trattato partendo dalle origini della professione nel XIX secolo fino all’avvento delle tecnologie digitali.

Si passa poi (capitolo 2) ad una panoramica sulla storia degli strumenti di comunicazione e dei modi in cui essi di volta in volta hanno cambiato la vita dell’uomo e la sua socialità, con un certo determinismo tecnologico che presenta molto echi di Innis, Mc Luhan (citato più volte) e della scuola di Toronto.

Segue poi un capitolo dedicato a Gutemberg e alla rivoluzione data dalla stampa, individuata (in modo condivisibile) come l’evento cruciale che apre la via alle moderne comunicazioni di massa, grazie alla possibilità di replicare facilmente le informazioni ed alla nascita di un economia di scala in cui il costo della singola copia (la prima) diminuisce all’aumentare dei volumi stampati.

Il quarto capitolo è un’interessante rassegna storica sulla stampa italiana ed europea dalle origini al dopoguerra. Dopo aver trattato le origini dei giornali in quanto tale tra XVIII E XIX secolo Nunnari inizia ad illustrare in modo molto ricco e documentato, grazie anche a valide fonti d’archivio, la storia della stampa italiana.

Ancora, il libro procede arrivando alla radio e, soprattutto, alla televisione, due mezzi che introducono nella comunicazione di massa, rispettivamente, la voce e l’immagine, con grandissimo influsso sulla vita delle persone. Questo ultimo aspetto viene sottolineato soprattutto per il mezzo televisivo, con l’analisi degli effetti prodotti dall’origine delle trasmissioni fino ai tempi odierni.

Infine l’ultimo capitolo è dedicato ad Internet, definito dall’autore “un uragano” per gli effetti apportati nella vita e nelle abitudini dell’uomo. In particolare, dopo una breve ricognizione storica, Nunnari qui si concentra sugli effetti della grande rete sul giornalismo, toccando il problema delle fonti, la facilità d’accesso e creazione di una nuova testata ed il giornalismo amatoriale e “fai da te” consentito dai siti o anche dalle testate che aprono spazi ai contributi dei propri lettori.

In conclusione dunque Dal giornale al portale è un libro ben documentato che offre al lettore una valida panoramica generale della storia dei mass media fornendo anche strumenti e metodi d’interpretazione sociologica e culturale di questi fenomeni.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Facoltà di Frequenza. La prima radio universitaria italiana

Facoltà di Frequenza. La prima radio universitaria italiana è un libro scritto da Romeo Perrotta ed uscito nel 2005 per l’editore Carrocci.

Perrotta è stato per quattro anni station manager della radio universitaria di Siena, Facoltà di Frequenza appunto, partecipando fin dall’inizio a questo progetto tuttora esistente.

Il libro dunque è un racconto della propria esperienza arricchito da considerazioni di ampia portata su questo tipo d’esperienza, in Italia e nel mondo, e delle prospettive per il futuro.

Il volume dunque inizia definendo cos’è una radio universitaria e passando poi in rassegna le origini di questo tipo di mezzo. Il capitolo poi prosegue analizzando la situazione nel mondo anglosassone, dove questo particolare media è nato ed è più forte, in Europa e negli altri continenti.

Dopo aver inquadrato teoricamente e storicamente le radio universitarie Perrotta passa all’esperienza di Siena, indicando prima di tutto le condizioni che ne hanno favorito la nascita: il dibattito sulla comunicazione pubblica in Italia (siamo nel 1999) e la nascita dei Corsi in Scienze della Comunicazione, rispetto ai quali l’Università di Siena risulta pioniera.

In più l’ateneo senese dimostra in quegli anni particolare sensibilità verso la comunicazione, istituendo degli specifici organi dedicati da cui la radio poi dipenderà direttamente.

In questo contesto favorevole nasce dunque Facoltà di Frequenza, un progetto di comunicazione interna (ed esterna) al quale Perrotta dedica i successivi quattro capitoli (3, 4, 5, 6) descrivendone la storia, l’organizzazione, la linea editoriale ed i singoli programmi in onda.

Ne viene fuori un quadro estremamente ricco ed interessante, reso ancor più efficace dal fatto che ciò che viene raccontato è il frutto dell’esperienza vissuta dall’autore.

Risaltano dunque le difficoltà iniziali, l’organizzazione e la divisione dei ruoli, l’individuazione dei bisogni del target (studenti, docenti e personale amministrativo), la definizione di una filosofia editoriale.

Particolarmente interessante è l’inquadramento di questo progetto in un’ottica di comunicazione pubblica, dato che la radio è una diretta emanazione dell’ateneo che svolge il ruolo di editore.

A questo tema dunque è dedicato il capitolo 7, in cui Perrotta affronta la portata innovativa della radio universitaria come mezzo culturale, di servizio (con riferimento alla legge 150/2000) e come strumento didattico.

Infine il libro si chiude con alcune prospettive evolutive, per Siena e per il resto d’Italia, dove mancano ancora altre esperienze organiche, benché molti atenei (Padova, Verona, Teramo, Roma, IULM, Trento, Foggia, Ferrara, Pavia) abbiano già dei programmi radiofonici gestiti da studenti su radio locali.

In particolare vengono descritte le prospettive date dalle nuove tecnologie, come internet, che possono risolvere molto problemi in termini di costi, frequenze e licenze.

Nel complesso dunque il libro di Romeo Perrotta è uno spaccato interessantissimo su di una realtà innovativa e di grande potenziale e può essere di guida anche per altri atenei.

In più il fatto che non sia un libro teorico ma che invece l’autore abbia vissuto in prima persona l’esperienza che illustra è un plus davvero notevole per il lettore.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Comunicare L’Europa

Comunicare L’Europa. Campagne elettorali, informazione, comunicazione istituzionale è un volume scritto a più mani e curato da Rolando Marini, uscito presso Morlacchi editore nel 2003.

Il testo è un’analisi a più livelli la comunicazione all’interno dell’Unione Europea e per quanto non sia particolarmente recente è molto utile per capire diverse ragioni che stanno all’origine di alcune delle difficoltà che vive oggi l’Europa dei 25.

Il primo capitolo svolge il tema della sfera pubblica europea attraverso gli strumenti teorici forniti da Habermas e da coloro che hanno sviluppato il suo pensiero, toccando i temi della mediatizzazione e del rapporto fra sfera europea e sfere nazionali.

Il secondo capitolo invece analizza la campagna elettorale europea del 1999 in otto paesi dell’Unione.
Qui dunque si affrontano sia il tipo e la quantità di spazi che questo tema ha conquistato sui media nazionali sia il taglio dato alle notizie, concludendo che c’è stata all’epoca una certa debolezza dello spazio comunicativo europeo rispetto a quelli nazionali.

Nel capitolo tre invece si entra più nel caso specifico italiano, con l’analisi della rappresentazione dell’Unione Europea nella stampa del nostro Paese.
Si tratta di una specifica ricerca pilota di cui vengono preliminarmente illustrati i termini, le modalità, le ipotesi di ricerca, il quadro di riferimento e gli obiettivi.
Anche qui il focus è sulla notiziabilità dei temi europei e sul framing che viene dato loro, con le varie differenze fra i tipi di argomenti e sugli attori dell’arena europea.

Nel quarto capitolo un approccio simile è svolto per la stampa britannica all’arrivo dell’Euro, con all’inizio la presentazione delle differenze fra tabloid e giornali di qualità, la mitologia sulla moneta unica diffusa nell’isola ed in generale un quadro di ricostruzione della situazione della stampa locale che permette di capire al meglio i dati forniti.

Successivamente si apre la seconda parte del libro, dal titolo “Attori, strumenti e campagne della comunicazione istituzionale dell’Unione, il focus quindi si sposta all’interno degli organi di comunicazione dell’UE.
Questa parte del libro si presenta molto articolata ma è possibile avere un’idea dei temi attraverso i titoli dei vari sottocapitoli: l’evoluzione della politica di informazione e comunicazione dell’Unione Europea, gli attori e i mezzi della politica di informazione e comunicazione dell’Unione Europea, gli strumenti ed i mezzi delle attività di informazione e comunicazione dell’Unione Europea, la campagna di comunicazione sull’euro, la campagna di comunicazione sull’allargamento.

In questa ricca e documentata sezione del libro è possibile trovare una quantità veramente notevole di dati ed informazioni mentre le analisi condotte sono puntuali e non risparmiano diverse critiche circa gli errori di comunicazione fatti.

Infine il libro è chiuso da tre ricche appendici sulle istituzioni dell’Europa, sulla storia dell’Unione Europea dal 2000 al 2003 e sulla Carta Fondamentale dei Diritti.

In conclusione il libro si presenta ricchissimo di documentazione (anche bibliografica) e, per quanto sia un po’ datato, permette di capire molti meccanismi in grado di spiegare anche i problemi odierni dell’Unione Europea di oggi.
Per questo può essere utile a studenti, professionisti e a chiunque sia interessato a questi temi.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

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