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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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Da dove nasce il social web e perché ha così grande successo?

articolo tratto da Young Digital Lab

Per la chiusura dell’anno e l’inizio del nuovo mi piace riprendere e ampliare un discorso che avevo affrontato, in grande sintesi, durante il workshop Young Digital Lab al Connecting-Day lo scorso ottobre: il contesto economico, tecnologico e sociale che sta dietro il social web.

Quando si parla di social web infatti sembra ci si riferisca ad un fenomeno sorto all’improvviso senza legami con il passato (tanto che ci si ostina a chiamarlo web 2.0) e che, a detta di molti scettici, altrettanto all’improvviso potrebbe scomparire nel più classico dei casi di ciclo di Hype che spesso tocca questo genere di contesti.

social media web 2.0

Siamo invece in presenza di un’evoluzione che parte da lontano sulla base di precisi avvenimenti, che provo a tratteggiare in sintesi di seguito:

1) Ragioni infrastrutturali: è nota la legge di Moore, che finora non ha mai fallito, ma negli ultimi anni altri due elementi hanno subito un’accelerazione ancora più drammatica, ossia l’ampiezza di banda e la capacità di storage. Questi elementi sono alla base del modello di business del Fremium tratteggiato da Chris Anderson, che sta alla base dei maggiori successi del social web.

2) Le ragioni dei linguaggi del web: tutti i linguaggi di programmazione che si sono innestati nell’html hanno reso più semplice la programmazione (grazie anche alle librerie open source), hanno dato origine al concetto fondamentale di API ma, soprattutto, hanno ridotto praticamente a zero le competenze necessarie al publishig. In altre parole su Facebook tutti posso postare senza alcuna nozione tecnica particolare, e non è poco.

3) Le ragioni sociologiche: negli anni si è andata affermando sempre più una voglia di esprimere se stessi e anche di mettersi in mostra che viene sempre attribuita, con toni apocalittici, al nuovo web. Ma in realtà nasce ben prima, con fenomeni quali il Grande Fratello televisivo. Questa tendenza naturalmente è stata poi amplificata e sostenuta dai social media e raggiunge l’apice nel mobile web.

4) L’emergere di nuovi modelli di business: tutti gli aspetti citati sopra hanno il via a modelli di business nuovi che stanno profondamente influenzando i mercati, online e non solo. Oltre al già citato Fremium è sicuramente da ricordare il concetto di Coda Lunga, sempre partorito dalla mente di Chris Anderson, fondamentale nei successi di realtà come Amazon prima e degli Apps Store poi. Senza uno spazio di storage tendente all’infinito a costi sempre più bassi, ad una banda sempre più larga e ai linguaggi aperti che permettono di creare ecosistemi di business enormi a costi irrisori non sarebbe mai stato possibile creare quei servizi che oggi fanno la felicità delle persone che (vedi punto 3) sono propense ad usarli con entusiasmo.

Come detto dunque siamo in presenza di uno scenario consolidato, che non è emerso in una notte quando gli italiani hanno scoperto Facebook e che ancora adesso è in un divenire così rapido che già si parla della morte del web (come sosteneva il celebre articolo di Wired). Perlomeno il web così come lo conosciamo.

In tutto questo per concludere mi piace marcare un concetto forte che già tante volte ho espresso in passato: il web 2.0 non esiste, esistono solo persone 2.0!

Tutto quello che ho tratteggiato sopra infatti non è né più né meno di un’evoluzione del contesto competitivo e sociale come ce ne sono state tante (la rivoluzione industriale per dirne una) che ha  portato un serie di tecnologie legate alla rete Internet ad evolvere. Alcuni sono stati pronti a cogliere il cambiamento e lo hanno cavalcato, influenzando la vita di milioni di persone che a loro volta hanno contribuito al mutamento.

Il futuro dunque è nelle mani di coloro che sanno comprendere questi fenomeni e costruirvi sopra i successi propri e delle proprie aziende, ad esempio tutti i ragazzi di Young Digital Lab, come già in passato altri hanno fatto al mutare di un’epoca. Non tutti lo hanno capito e ancora oggi c’è una bilaterale incomprensione; il mondo digital, però, si fa sempre più complesso e richiede persone in grado di essere pronte alla sfida.

Persone, non tecnologie!

Comunicare sul web nell’economia dell’abbondanza (e della scarsità di attenzione)

Sto finendo in questi giorni la lettura di Gratis di Chris Anderson e il nuovo libro del diretto di Wired Usa mi ha dato degli ottimi spunti per integrare un tema di cui ho già parlato: la massima distribuzione della propria presenza sul web.

Di fatto i navigatori sempre più fruiscono il web con una modalità che non è più quella della navigazione sequenziale all’interno di una serie di siti preferiti, agevolati dai feed rss, i servizi di aggregazione come iGoogle e Netvibes, applicazioni come i widget e le web slice.

immagine tratta da http://laurelpapworth.com
immagine tratta da http://laurelpapworth.com

Nel libro di Anderson si parla del fatto che l’economia digitale sta favorendo un nuovo modello economico, basato sul gratis, grazie alla crescita combinata dello spazio su disco, dei processori e della capacità di banda.

Che cosa c’entra tutto ciò con i feed e gli aggregatori? Beh, l’unica cosa ad essere scarsa in tanta abbondanza è il tempo dei gli utenti: potete offrire quanti contenuti volete ma dovete considerare che non tutti verranno a visitare sempre il vostro sito.

Per questo dovete offrire gratuitamente contenuti e, perché no, anche servizi complementari al vostro business e lasciare che possano essere fruiti anche fuori dal vostro sito, a patto che poi alla fine essi riportino da voi.

E’ l’esempio di Google news o anche di The Huffington Post: è vero che vanno a prendersi i contenuti dei giornali senza autorizzazione ma bisogna anche dire che per leggere il contenuto completo si deve aprire il sito originale, con un aumento del traffico.

Dunque non si deve temere che altri possano attingere ai vostri contenuti gratuitamente e senza permesso, a patto che poi questa agregazione riporti gli utenti da voi.

Il contenuto reso esportabile dunque dovrà essere un assaggio chiaro ma non esaustivo, che deve essere completato visitando il sito o un altro servizio web aziendale. Dovrà essere ben visibile nelle pagine aziendali e avrà più efficacia se sarà già accompagnato da bottoni (forniti gratuitamente dai vari servizi) che ne permettono velocemente l’aggiunta e/o lo sharing sulle maggiori piattaforme.

Naturalmente anche il contenuto dovrà essere di qualità e frequentemente aggiornato, per meritarsi un posto di riguardo nella mente e nel browser del cliente, e più material sarà disponibile e maggiore sarà la possibilità di innescare quegli effetti di coda lunga di cui ho già parlato in passato.

In più la possibilità di sfruttare le connessioni degli utenti (nodi di rete e connettori), in particolare per quanto riguarda i legami deboli che superano i limiti tradizionali quali il numero di Dumbar, crea una forma di comunicazione efficace e potente.

E’ una nuova forma di comunicazione diffusa, dove (secondo il principio della potenza delle connessioni della teoria della complessità) le relazioni e gli interscambi che le persone attuano fra loro portano ad un risultato finale superiore ad un’addizione dei singoli contributi.

Sieti pronti?

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