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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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Il marketing della moda e dei prodotti lifestyle

Il marketing della moda e dei prodotti lifestyle è un libro di Romano Cappellari, edito nel 2011 dall’editore Carocci, nella collana Le Bussole.
41z2sT-5I+L._SL360Come tutti i volumi di questa collana il libro si pone come guida chiara ed essenziale, seppure accurata, affrontando un tema di comunicazione che riguarda un settore economico sempre più importante: i prodotti di moda lifestyle.

E’ infatti sempre più difficile restringere il campo di azione dei grandi nomi della moda al solo abbigliamento/accessorio, quando in realtà tra licencing e gestioni dirette di nuovi rami di attività si va dal beauty fino al settore alberghiero.

Il lusso, oggetto del precedente volume, esiste ancora negli anni della crisi ma fronteggia dei consumatori sempre più informati, meno legati ai meccanismi di ostentazione dello status e che mixano prodotti di alto e basso prezzo sulla base del proprio stile personale.

A questo inquadramento generale segue l’individuazione di cosa sia il prodotto lifestyle, una realtà complessa che si articola tra meccanismi di sconto legati ad eventi, come le vendite private e edizioni limitate, e una forte attenzione all’etica.

Un prodotto dunque che spesso attiene ancora alla categoria lusso ma che ha confini molto più labili nel complesso.

In tutto questo non vengono meno gli assi fondamentali già descritti dall’autore  nel primo volume sul tema.

Il primo resta ancora una volta il brand, alla cui gestione e sviluppo è dedicato il capitolo terzo, in cui si tocca anche la questione della brand extention.

Per costruire il brand naturalmente grande importanza è data al communication mix, protagonista del capitolo quarto, in cui l’autore affronta i classici temi della pubblicità, delle relazioni pubbliche e del ruolo dei testimonial, spingendosi però anche sul terreno dei social media, come ad esempio Foursquare, con serie di validi esempi.

Nel quinto capitolo sono protagoniste le politiche distribuitive, con la crescente importanza della rete retail (diretta o altrui), dato che il punto vendita diventa il momento di massima espressione del lifestyle di un brand, che per il resto interagisce in molti altri modi con un consumatore sempre più multicanale.

Infine, l’autore si dedica a tratteggiare le caratteristiche del marketing manager del prodotto lifestyle, una figura che non deve essere erroneamente vista come non dotata degli strumenti e delle competenze di management, sacrificati a favore della creatività.

Sempre più aziende infatti si affidano a manager di esperienza che vengono da settori diversi, come il largo consumo, e che devono coniugare la gestione del mondo creativo con la comprensione e la risposta rispetto al mercato, come Polet per Gucci.

In conclusione dunque quello di Cappellari è un volume agile e facile da leggere che però fornisce una panoramica completa e aggiornata del settore, utile sia per chi già lavori nel marketing della moda e del lusso sia per chi vi si avvicini per la prima volta per farne una professione o anche solo per semplice interesse.

Oltre il CRM

Oggi vi segnalo con piacere un libro davvero interessante, Oltre il CRM, a cura di Michela Ornati con il contributo di Fabio Orlando Bernardini.

I numerosi e qualificati coautori hanno reso il volume davvero ricco e articolato, con spunti a 360°  gradi sul mondo del CRM e, come dice il titolo, anche oltre guardando al futuro.

Da parte mia  ho avuto il piacere di contribuire con il capitolo “Shopping on Go. Fenomeni emergenti sul cellulare”.

Potete tenervi infine aggiornati sui temi del libro grazie al sito www.oltreilcrm.it, al di là del fatto di aver contribuito alla scrittura mi sento di dire che si tratta di un’opera davvero ben fatta.

Lusso 2.0. Le nuove strategie digitali dei marchi di alta gamma

Lusso 2.0. Le nuove strategie digitali dei marchi di alta gamma è un libro di Jarvis Macchi uscito nel 2011 per Lupetti editore.

E’ piuttosto difficile recensire questo volume, in quanto Macchi offre davvero una grande molteplicità di spunti, pratici e più teorici, sulle opportunità che la rete offre oggi ai marchi di alto posizionamento.

Il volume si articola in quattro sezioni, la prima è quella dell’e-commerce, un canale di vendita che da un lato è riconosciuto da tutti indispensabile ma nel quale gli approcci dei brand sono caratterizzati da diversi livelli di avanzamento.
Macchi in ogni caso sottolinea due aspetti importanti, che valgono non solo per il lusso: la vendita online non abbassa l’immagine e l’e-commerce è prima di tutto un veicolo di informazione per il cliente anche in vista dell’acquisto tradizionale in negozio.

Il capitolo successivo è dedicato invece al vasto mondo dei social media, con il titolo azzeccato di “from couture to conversation”.
Si tratta di un insieme di mezzi che ormai non possono più essere ignorati e  infatti nella trattazione di Macchi sono presentati molti casi di brand che hanno approcciato, a diversi livelli, queste realtà.

Spazio a parte poi è dato al grande fenomeno che ha interessato la moda negli ultimi due anni: i fashion blogger,
giovani che, iniziando a parlare di moda per gioco e per passione, oggi stanno diventando in alcuni casi autentici trend setter al pari dei giornalisti della carta stampata tradizionale, che sono seduti al loro fianco nelle prime file delle sfilate internazionali.
Il fenomeno che sta vivendo la sua fase di hype anche in Italia (con un po’ di ritardo) e non sfugge al mondo del lusso che tramite queste figure riesce a cavalcare la tendenza del mix fra capi costosi e prodotti massmarket, allargando il proprio pubblico e comunicando in modo nuovo.

Infine il libro sposta la sua attenzione su Apple e i suoi iPhone e iPad, dei device tecnologici che hanno rivoluzionato il loro settore e aperto un nuovo scenario per la comunicazione.
Anche qui non mancano gli esempi, bisogna però rilevare che si tratta di un mondo ancora immaturo dove il fare branding prevale ancora sul valore aggiunto per gli utenti, che si costruisce con i contenuti.

In conclusione dunque Lusso 2.0 è una lettura molto consigliabile che riesce a fare una panoramica di ampio respiro su tutti i fenomeni che riguardano il lusso (ma anche la moda in genere) sulla rete Internet. Un mondo ancora tutto da esplorare.

Dovresti tornare a guidare il camion Elvis

Dovresti tornare a guidare il camion Elvis. Puntare sul proprio talento quando tutto sembra non funzionare è il nuovo libro di Sebastiano Zanolli, edito nel 2011 da Franco Angeli.

Come è chiaro dal sottotitolo questa volta il manager vicentino affronta la propria consueta tematica della crescita personale sviluppando la trattazione del talento e della sua valorizzazione.

L’argomento è molto caldo in una fase storica in cui il mondo del lavoro si presenta sempre più complesso, sia per chi già ha una professione sia per chi sta la iniziando ora la propria vita professionale. Molti poi sono pronti a dare consigli, più o meno corretti come quello che da cui nasce il titolo al libro, ma lo sviluppo personale in realtà deve partire dal singolo.

Per poter sviluppare dunque il proprio talento (ciò che ci rende felici e realizzati) bisogna imparare intanto a riconoscerlo, individuando quei “fili rossi” che nei diversi momenti della vita ci hanno più gratificato e fatto esprimere.
Per argomentare meglio questi aspetti Zanolli si fa aiutare dall’esperto Bruno Viano, che con metodo e dettaglio spiega in un apposito capitolo come capire quali sono i propri talenti e come svilupparli.

L’individuazione però non basta, bisogna costruirsi un percorso e un progetto, piccolo o grande che sia, e di questo e altro parla poi l’ultima parte del libro, che si chiude con una gustosa carrellata di esempi in cui chi pretendeva di dare consigli ha sbagliato clamorosamente.

In conclusione il libro di Zanolli è un’ottima lettura, facile e appassionante, che può dare ottimi spunti a tante persone con situazioni diverse ma accomunate dall’insoddisfazione per la loro situazione presente. Zanolli tratta tutto questo senza porsi mai come guru che ha le soluzioni pronte, come ho già avuto modo di evidenziare per i precedenti libri di questo autore.

Consiglio questo volume in modo speciale ai ragazzi che iniziano la vita professionale e che spesso ho visto sfiduciati e rassegnati in partenza, anche a causa dei “buoni consigli” di chi suggerisce loro di volare basso.
Vale invece sempre la pena di sviluppare le proprie idee, rinunciando a qualche sicurezza economica e psicologica iniziale, per poter esprimere al meglio le proprie capacita’ e, appunto, il proprio talento.

ePub

ePub per autori, redattori, grafici è un libro di Fabio Brivio e Giovanni Trezzi, edito da Apogeo nel 2011.

Si tratta di un manuale che si rivolge ad un pubblico ampio di professionisti che hanno a che fare con il mondo dell’editoria digitale, e in particolare con l’oggetto più significativo in tal campo, l’e-book.

ePub infatti è uno standard dedicato alle pubblicazioni digitali, ossia ciò che nel testo si definisce “libri liberati dalla carta e conservati in formato digitale”.
Vista la popolarità e la maturità che gli e-book stanno conoscendo grazie ai reader e ai tablet il libro è dunque di grande attualità.

La prima parte del testo introduce la teoria e la struttura di base, con i vari elementi che compongono un corretto file ePub e ne articolano la forma: OCF, OPS, OPF.

La seconda parte del libro (capitoli 6-10) affronta invece gli aspetti di carattere grafico e di impaginazione, spaziando dalla formattazione alla costruzione degli indici, dalla gestione delle immagini alla conversione in PDF.

Come giustamente sostengono gli autori, anche per chi non è un tecnico risulta importante capire come si costruisce un volume digitale e dunque conoscere questi strumenti e queste logiche risulta indubbiamente prezioso.

Nelle parti di appendice poi vengono approfonditi diversi aspetti utili, primo fra tutti la gestione del DRM per la protezione del diritto d’autore, tema importante quanto controverso nella percezione degli utenti.
Seguono poi la checklist per costruire un buon ePub, una guida agli strumenti utili, un’introduzione all’XML e infine uno sguardo al nuovo ePub 3.

In sintesi il libro di Brivio e Trezzi, pur toccando temi a volte piuttosto tecnici, è  dunque un utile e completo manuale che permette di capire il mondo dell’editoria digitale e di affrontarlo in modo strutturato e consapevole.

Crowdsourcing

Crowdsourcing è un libro di Jeff Howe (2008) uscito recentemente nella traduzione italiana edita da Luca Sossella Editore e curata da TheBlogTv.

Il tema del libro è di grande attualità e segue diversi volumi importanti che hanno già trattato da varie prospettive l’argomento, come ad esempio Wikinomics, e nonostante la letteratura preesistente Howe offre sicuramente una panoramica e un’analisi notevole.

Prima di tutto infatti l’autore fa una cosa importante e spesso trascurata, ossia mostrare come i fenomeni che oggi osserviamo e studiamo siano la naturale evoluzione di tendenze che vengono da lontano.

Nell’era che ha preceduto la stampa prima e i mezzi di comunicazione di massa poi la distinzione tra chi produceva contenuto/sapere in modo amatoriale e chi invece lo faceva per mestiere era decisamente sfumata. Solo per menzionare il campo delle scienze infatti fino agli inizi del XIX secolo non esistevano accademie specializzate e la ricerca era appannaggio di persone che non avevano fatto un percorso specifico e che si potevano definire amatori.

Successivamente la professionalizzione dei media (e dei diversi campi del sapere) avrebbero limitato l’accesso agli amatori fino all’epoca della nascita del movimento open source prima e alla democratizzazione dei mezzi di produzione poi, che hanno riportato in auge il contributo della “folla”, amplificato dalla rete Internet.

Dopo aver così ben contestualizzato Howe affronta nella seconda parte del libro la situazione attuale.
I temi trattati sono vari e difficilmente riassumibili in poche parole: si va dall’intelligenza collettiva al valore della diversità per lo sviluppo, passando per tutte le modalità di creazione condivisa di valore, conoscenza e anche raccolta di fondi.
Tutti questi argomenti sono ben supportati da esempi molto concreti e documentati che dimostrano chiaramente la potenza (e talvolta i rischi) di questi fenomeni.

Infine lo sguardo dell’autore si sposta verso il futuro, inquadrando il rapporto che i nativi digitali hanno con il crowdsourcing e provando ad immaginare che cosa vorrà dire questo per i prossimi anni.
Non manca poi una parte di conclusioni dove Howe tratteggia e sintetizza le regole del crowdsourcing inserendo per ciascuna dei riferimenti puntuali e precisi ai diversi capitoli del libro.

In sintesi dunque Crowdsourcing è una lettura davvero interessante, che ha il merito di inquadrare i diversi fenomeni in una prospettiva più ampia e di esemplificarli in modo semplice ed efficace.
Il libro è  molto fluido e poco tecnico e andrebbe letto sia da chi si vuole buttare sul crowdsourcing con entusiasmo ma poca preparazione sia da chi, sbagliando, non ha ancora il coraggio di guardare ai nuovi cambiamenti di paradigma.

Google Marketing

Google marketing. Guida al più grande mercato del mondo è un libro di Fabrizio Barbarossa uscito per l’editore Franco Angeli nel 2010.

Il sottotitolo del libro rende subito evidente l’opinione dell’autore circa Google: il motore di ricerca ormai non è solo uno strumento per navigare ma ormai si configura come uno snodo imprescindibile per chi voglia fare marketing sulla rete.

Google però è fatto da varie componenti che si innestano tutte in un processo, quello del Google Marketing, che viene introdotto nel capitolo 2 del libro.

Barbarossa poi entra nel cuore del valore di Google, ossia nel mercato della visibilità, intesa come possibilità di essere trovati non solo per il proprio brand ma soprattutto per la capacità di intercettare dei bisogni, espressi attraverso la ricerca.

Questo mercato si può conquistare attraverso il posizionamento organico (gratuito) o con quello a pagamento, quest’ultimo trattato dettagliatamente nel capitolo dedicato agli adwords (non a caso la principale fonte di ricavo di Google).

I capitoli 7 e 8 invece spiegano bene il ruolo del proprio sito per il processo di Google marketing, approfondendo il tema dello strumento Analytics per la gestione e l’analisi delle statistiche.

Alla fine poi Barbarossa ritira le fila del discorso e riporta tutti gli approfondimenti di nuovo al processo di Google Marketing, chiudendo il cerchio della sua trattazione.

In appendice poi c’è un’interessante intervista a Massimo Marchiori, ricercatore che con le sue ricerche sull’hypersearch ha contribuito molto al meccanismo del Page Rank che è una delle basi degli algoritmi (Marchiori e Brin ai tempi si sono conosciuti).

In sostanza dunque il libro di Barbarossa è uno strumento completo per capire l’articolato universo di Google, il lettore potrà poi scegliere fino a che punto approfondire i singoli argomenti che sono comunque tutti trattati con precisione.

Socialnomics. How Social Media Transforms the Way We Live and Do Business

Socialnomics. How Social Media Transforms the Way We Live and Do Business è un libro di Erik Qualman uscito per John Wiley & Sons nel 2009.

Il suo sottotitolo, come i social media stanno cambiando il nostro modo di vivere e di lavorare, è molto eloquente circa il focus e la tesi di fondo del libro: il web sociale sta modificando in profondità il mondo.

Rispetto ai classici libri sui social media Qualman ha il pregio di essere più sociologico e di interessarsi dunque di tendenze e fenomeni che non sono relativi solo alla vita lavorativa e al business.

Il contesto descritto è marcatamente statunitense nelle abitudini e nei riti quotidiani, tuttavia anche per un lettore europeo ci sono molti spunti ed anticipazioni di quelli che saranno trend che arriveranno prossimamente da noi.

Ad esempio nel libro di Qualman Twitter è un media di massa, usato da larghe fette di popolazione trasversali all’età e (in parte) allo stato socio-economico mentre Facebook appare sì importante ma non così pervasivo come in altri paesi.

Gli esempi portati nel libro non sempre sono clamorosamente convincenti, sia per alcune differenze culturali sia per la loro poco universalità, ma in ogni caso molte delle tesi di fondo sono davvero interessanti.

Tra le altre cose da notare, un intero capitolo è dedicato a quella che l’autore definisce fine della schizofrenia sociale, ossia della tradizione divisione tra ribalta e retroscena di Goffmann che in effetti va progressivamente sfumando nel momento in cui i fatti e i comportamenti privati vengono postati verso un pubblico globale.

Interessante è anche l’enfasi data alla centralità delle persone, che sono molto più attente a quanto fanno i propri amici rispetto ai risultati dei motori di ricerca, con la relativa influenza sui comportamenti d’acquisto.

Ancora, il narcisismo e la voglia di essere protagonisti è bene esplorata dall’autore così come il cambiamento della comunicazione in “un mondo dominato da 140 caratteri”.

Insomma, parliamo di una lettura interessante e che non affronta solo temi di business, con uno sguardo più ampio sulle trasformazioni generate nella società dai social media.

Personalmente poi, rispetto ad altri libri che ho letto recentemente, Qualman mi sembra un po’ meno attento a fornire dati e documentazione a conferma delle sue teorie (certi casi sono un po’ semplicistici) ma nell’insieme il libro vale la pena di essere letto per gli spunti che lancia continuamente dalle sue pagine.

Twitter Marketing

Twitter Marketing. Una guida che utilizza lo stile del servizio di cui parla è un libro di Michele Polico appena uscito a dicembre 2009 per Ledizioni.

L’idea è tanto semplice quanto intelligente: usare 140 tweets di 140 caratteri (tanti sono quelli concessi da Twitter ai suoi utenti) per spiegare come funziona questo strumento e che usi ne può fare il marketing.

Di Twitter si parla molto ma nella realtà pochi in Italia lo usano e anche per le aziende, al di là della moda, è un oggetto misterioso di cui non si conoscono le regole, per quanto esso possa essere un valido modo di comunicare.

Per questo trovo il libro di Michele una risorsa molto utile per capire in modo semplice e veloce che cosa è Twitter, le sue convenzioni nate su impulso degli utenti, le sue peculiarietà.

Non mancano i consigli per le aziende, che ne possono fare prima di tutto uno strumento di ascolto e poi un valido mezzo di dialogo, a patto però di aver capito davvero come funziona e di scrivere tweets interessanti e frequenti.

Infine un grande pregio del libro, come scrive lo stesso Michele nel suo blog, è quello di dimostrare che la forma di scrittura concisa e sintetica di Twitter non è necessariamente un limite, anzi, a volte facilità la chiarezza e elimina quelle frasi lunghissime e teoriche che sono un po’ il vizio dei libri italiani.

In conclusione dunque vi consiglio il libro, soprattutto se non avete ancora dimestichezza con Twitter, perché vi permetterà con una veloce e agile lettura di iniziare il vostro percorso su di un canale di comunicazione che da noi è ancora agli inizi.

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