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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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Iniziative italiane sul web: il Blog delle Sorpresine del Mulino Bianco

Mi piace sempre segnalare iniziative interessanti made in Italy che fanno uso dei nuovi media per dialogare e interagire con i clienti.

Per questo ho accolto con piacere la segnalazione di una nuova iniziativa di Mulino Bianco: il blog delle sorpresine, tenuto da Graziella Carbone, colei che ha ideato le famose “scatoline”.

E’ interessante in primo luogo perché nasce dagli spunti dei membri della community del Mulino che Vorrei: su http://www.nelmulinochevorrei.it/idee/261/vecchie-sorprese-nelle-merendine.htm l’idea ha ricevuto molti voti, rivelando il grande interesse che ancora c’è attorno a quesi gadget.

Inoltre l’idea si concrettizza nella realizzazione di tante iniziative interessanti, come il catalogo completo delle sorpresine del Mulino Bianco, che chiama in causa gli utenti con un appello su vari social media, prima di tutto sulla pagina Fb delle Scatoline e sullo stesso Blog delle Sorpresine.

Mulino Bianco prevede di ricompensare i collezionisti che contribuiranno con:

– la menzione del nome del collezionista sul catalogo;
– un “cadeau” di prodotti Mulino Bianco per dimostrare la riconoscenza per la collaborazione
– l’organizzazione di una visita in uno degli stabilimenti più belli, quello di Castiglione delle Stiviere.

Vendere di più, il magazine dedicato ai venditori

Vi segnalo con piacere la nascita del primo magazine italiano dedicato esclusivamente alla vendita e rivolto ai venditori, di ogni tipo e merceologia. Si chiama Vendere di più ed è un bimestrale distribuito in tutta Italia (leggi il comunicato stampa di lancio).

La rivista sarà disponibile ogni due mesi; il secondo numero è atteso per febbraio 2010.

Ho avuto il piacere di leggere il primo numero e vi segnalo dunque la news in quanto ho riscontrato una qualità molto alta dei contributi presenti sulla rivista.

Chi ha paura del web 2.0? Un piccolo e-book di inizio anno…

Eccoci qui, nel 2010, all’inizio di un anno che si prospetta stimolante sul web, anche in Italia.

Per fare davvero il salto però bisogna cambiare prima di tutto la mentalità (vedi ad es. questa presentazione) e raggiungere un primo grande traguardo: conoscere davvero la materia e così superare la paura del cosiddetto web 2.0.

Più che fare previsioni e prima di nuovi ragionamenti ho pensato dunque di raccogliere in un piccolo e-book alcuni dei post più significativi che ho scritto su questo blog.

Non ho particolari pretese, se non quella di dare degli spunti riassumendo in un unico documento una serie di stimoli che ho proposto nel tempo.

Naturalmente potete farlo girare se vi piace, visto che lo scopo è essenzialmente divulgativo e che è distribuito secondo la licenza Creative Commons Deed Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5. 🙂

Per maggiore fruibilità il book è disponibile in 3 formati, oltre ad essere sfogliabile online.

Attendo i vostri commenti.

SCARICA L’E-BOOK

PDF Kindle/Mobipocket ePub

Twitter Marketing

Twitter Marketing. Una guida che utilizza lo stile del servizio di cui parla è un libro di Michele Polico appena uscito a dicembre 2009 per Ledizioni.

L’idea è tanto semplice quanto intelligente: usare 140 tweets di 140 caratteri (tanti sono quelli concessi da Twitter ai suoi utenti) per spiegare come funziona questo strumento e che usi ne può fare il marketing.

Di Twitter si parla molto ma nella realtà pochi in Italia lo usano e anche per le aziende, al di là della moda, è un oggetto misterioso di cui non si conoscono le regole, per quanto esso possa essere un valido modo di comunicare.

Per questo trovo il libro di Michele una risorsa molto utile per capire in modo semplice e veloce che cosa è Twitter, le sue convenzioni nate su impulso degli utenti, le sue peculiarietà.

Non mancano i consigli per le aziende, che ne possono fare prima di tutto uno strumento di ascolto e poi un valido mezzo di dialogo, a patto però di aver capito davvero come funziona e di scrivere tweets interessanti e frequenti.

Infine un grande pregio del libro, come scrive lo stesso Michele nel suo blog, è quello di dimostrare che la forma di scrittura concisa e sintetica di Twitter non è necessariamente un limite, anzi, a volte facilità la chiarezza e elimina quelle frasi lunghissime e teoriche che sono un po’ il vizio dei libri italiani.

In conclusione dunque vi consiglio il libro, soprattutto se non avete ancora dimestichezza con Twitter, perché vi permetterà con una veloce e agile lettura di iniziare il vostro percorso su di un canale di comunicazione che da noi è ancora agli inizi.

Tanti auguri di buone feste!

I miei video auguri
I miei video auguri

Ci siamo, finalmente sono arrivate le feste di Natale e di fine anno e possiamo tirare un po’ il fiato.

Per questo il blog va in vacanza per qualche giorno (e speriamo anche il suo titolare) per ripartire poi nel 2010 cavalcando le nuove onde della rete (che poesia, saranno le festività che mi ispirano…).

Auguro a tutti voi di passare delle bellissime feste, possibilmente disconessi da Internet, e vi lascio con un mio video messaggio di auguri (cliccate sulla foto a lato) dal quale potete mandare a vostra volta un messaggio anche voi.

E se preferite usare delle foto, rigorosamente in chiave 2.0, provate anche questo (e poi però disconnettevi e andate a festeggiare!).

Il business social networking in Italia, un anno positivo ma attenzione…

In tempi non sospetti, nel 2002 con Comunitazione.it e nel 2003 con Connecting-Managers.com (entrambi in ottima salute tutt’oggi) avevo scomesso che il social networking professionale e business sarebbe diventato un fenomeno di successo anche in Italia.

Gli ultimi due anni, e il 2009 soprattutto, sembrano darmi ragione: allo storico MilanIn si sono aggiunti diversi ClubIn in giro per l’Italia, grandi associazioni come Ferpi sviluppano un network interno, la piattaforma Ning fornisce il supporto a tante iniziative più o meno grandi.

La tecnologia ormai è davvero accessibile ma ancora di più sembra ormai (finalmente!) chiaro il valore delle relazioni come vantaggio competitivo.

Il futuro del fenomeno merita qualche considerazione:

1) La vitalità è alta, nascono network ogni giorno, il pericolo però è la frammentazione. In Italia le associazioni si scindono continuamente e tutti vogliono essere presidenti, lo stesso sembra accadere per i business network (perfino i gruppi su Linkedin e Facebook sono ridondanti). Troppi piccoli network con pochi iscritti sugli stessi argomenti producono poco contenuto e non riescono a esprimere valore per gli iscritti.

2) E’importante che i network riescano a creare occasioni di incontro personale (fisico) tra gli iscritti, alcuni circuiti hanno capito da tempo e chi non lo fa rischia di rimanere troppo virtuale per avere credibilità.

3) La tendenza del 2010 sarà il rapporto con il territorio, nasceranno sempre più network regionali o ancora più localizzati, una situazione che va benissimo a patto che queste realtà collaborino all’interno di realtà più ampie.

Immagine tratta da http://www.thedailybit.net

In conclusione dunque sono fiducioso nello sviluppo di un sano e proficuo networking in Italia, grazie anche alla nostra predisposizione ai rapporti umani, l’unico limite alla crescita potrà essere l’eccessivo particolarismo, speriamo che tutti ne siano consapevoli.

Il resto lo farà la selezione naturale…

Comunicazione aziendale 2.0, Coin propone i video auguri virali

Normalmente sul mio blog non parlo in dettaglio delle cose che faccio in azienda ma faccio una piccola eccezione per un’iniziativa che mi sembra un case history interessante: i video auguri di Natale.


Tramite la piattaforma Video Auguri di New Vision Group dal 18 dicembre tutti coloro che lo desiderano potranno inviare ai propri cari un Video Messaggio augurale per le Festività Natalizie.

Protagonisti dunque ancora una volta gli Utenti che senza alcun download potranno registrare gratuitamente i propri messaggi video (o una e-card) ed inviarli ad amici e colleghi.

I navigatori avranno a disposizione fino a 30 secondi per esprimere la loro creatività e il loro stile, a loro volta i destinatari del messaggio potranno inviare un nuovo video augurio seguendo la medesima procedura e scatenando il marketing virale.

L’idea è quella di rendere più interattiva e divertente la comunicazione del Natale, in ottica ugc e 2.0, che ne dite?

P.s. io ne ho registrato uno per fare gli auguri a tutti voi, eccolo qui.

QR code, l’ipertestualità sbarca fuori da Internet

Questo post nasce dalla lettura dell’ultimo numero di Panorama, che ha fatto largo uso di QR code negli articoli e nella pubblicità, spiegando ai suoi lettori come utilizzare questo strumento.

Il Qr code si usa già sulla stampa per uso pubblicitario (i QR esistono dal 1994), ma mi ha colpito l’uso integrato che ne ha fatto il settimanale, un vero mezzo di approfondimento multimediale dei testi. Con scenari interessantissimi.

Infatti con un semplice telefonino collegato a Internet si possono creare link, contenuti extra, strumenti interattivi a partire da semplici fogli di carta, che così possono superare anche il limite dell’aggiornamento una volta avvenuta la stampa.

Il Qr Code di questo blog

Insomma Il QR offre tutta a ricchezza dell’ipertestualità unità all’ubiquità dei telefonini, con in più la possibilità di una reale integrazione cross mediale.

Anche la realtà aumentata permette di far vivere la carta stampata oltre le pagine ma forse i Qr code oggi sono più alla portata del grande pubblico,visto che quasi tutti i telefoni sono in grado di supportare queste soluzioni.

Quali limiti ci sono allora alla diffusione dei QR? Intanto la gente li conosce poco perché i reader non sono montati di serie sugli smartphone, se escludiamo alcuni modelli.

Ci sono poi i costi di connessione da cellulare in Italia, che affossano tuttora la fruizione di Internet in mobilità.

Trovo però che le soluzioni, non solo pubblicitarie, che questi codici offrono siano veramente ampie, voi che ne dite? siete pronti all’era degli ipertesti crossmediali?

Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni e esperienze.

Google Wave, Twitter e un mondo che comunica tanto, forse troppo!

Questo post parte dalla lettura di un articolo di Repubblica.it, dove si riportavano dei dati Nielsen che segnalano il sorpasso dei social media (301,5 milioni di frequentatori ad agosto) rispetto alle email (276,9 milioni).

Un dato sicuramente rilevante, tanto più che i social media non sono una semplice modalità push come le mail: i miei follower infatti sono aggiornati delle mie attività e di quelle dei miei contatti anche senza un invio da parte mia di un messaggio individuale.

Questa caratteristica è un’ottima possibilità per comunicare ma nasconde un problema: il rumore.

Ne ho scritto un po’ di tempo fa, davanti alla quantità enorme di messaggi che riceviamo, quanto ancora la nostra mente e la nostra attenzione saranno in grado di gestire questo bombardamento? Non c’è troppo chiasso?

Di sicuro è impossibile limitare l’espressione di ciascuno, anche perché nel totale di questi scambi c’è sempre una parte di contenuti che ci interessano.

Fermarsi all’uso di un solo strumento poi sembra piuttosto difficile perché, a parte forse Facebook, ogni social media ha una sua specializzazione (messaggio di testo, foto, video etc.).

Per questo motivo lo stesso Google Wave, che sto testando con grande interesse, potrebbe non essere ancora la risposta, pur offrendo un bellissimo (e non immediato) ambiente di comunicazione e condivisione utile per l’enterprise 2.0.


video tratto da www.bananaffair.it

Forse allora la soluzione sta in qualcosa che ancora non esiste, un web semantico in grado di farci avere, o creare, dei filtri che ci permettano in modo intelligente e dinamico di trovare quello che cerchiamo nel flusso di comunicazione, come per le merci della coda lunga.

immagine tratta da http://blogs.nesta.org.uk/

Voi che ne dite? E’ solo un problema di organizzazione e gestione dei contatti o anche secondo voi il prossimo futuro ci riserva dei nuovi strumenti di comunicazione, che siano una sintesi di ciò che già oggi esiste?

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