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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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Prede o ragni. Uomini e organizzazioni nella ragnatela della complessità

Prede o ragni. Uomini e organizzazioni nella ragnatela della complessità è un libro di Alberto Felice De Toni e di Luca Comello uscito nel 2005 presso la UTET di Torino.

E’ bene premettere subito che riuscire a riassumere in una breve recensione tutta la ricchezza e gli spunti di un libro di oltre 500 pagine fitte di riflessioni è un’impresa praticamente impossibile.
Di sicuro però si può rendere l’interesse assoluto del volume e dell’argomento che ne è al centro: la complessità, nella vita e nel management.

Il libro presenta un approccio multidisciplinare, infatti per spiegare la complessità fa riferimento prima di tutto alle teorie scientifiche riguardanti i sistemi complessi per poi attraversare i campi della filosofia e del management, tale approccio nasce dal fatto che l’argomento del volume tocca tutti gli aspetti della vita umana.

Prede o ragni si divide in quattro parti per 21 capitoli totali: la prima di queste sezioni è intitolata “Dalla scienza classica alla teoria della complessità”, qui gli autori guidano il lettore in un prezioso viaggio (uno dei capitoli di questa parte si intitola “un percorso fra i giganti”) nell’evoluzione delle teorie scientifiche da Newton a Prigogine (premio nobel che ha dato inizio alla studio della complessità).
Questo spazio dedicato alla scienza non è casuale, in quanto il pensiero scientifico classico, tendente al riduzionismo e alle leggi certe, influenza fortemente il nostro modo di concepire la vita ed anche il management, dunque approfondire le teorie sulla complessità è fondamentale per mutare ed integrare il nostro punto di vista.

La seconda parte del libro affronta i sette principi della teoria della complessità: auto-organizzazione, orlo del caos, principio ologrammatico, impossibilità della previsione, potere delle connessioni, causalità circolare, apprendimento try&learn.
Naturalmente in uno spazio come questo non è possibile riassumere il contenuto dei concetti, tutti assolutamente affascinanti, ne citiamo dunque uno per tutti, il secondo, l’orlo del caos, dal quale emerge che solo da uno stadio intermedio tra pieno ordine e pieno disordine può nascere l’evoluzione.

La terza parte porta il focus del discorso sul management, evidenziando l’evoluzione da un modello tradizionale a quello legato alla complessità.
Dopo aver trattato i temi di economia e complessità nel loro insieme il libro si addentra nella descrizione di una nuova concezione complessa del management.

La quarta parte infine applica i sette principi della complessità al management, trattandone uno per capitolo.
L’auto-organizzazione mantiene dunque il suo nome, l’orlo del caos diventa “disorganizzazione creativa”, il principio ologrammatico “condivisione”, l’impossibilità della previsione “flessibilità strategica”, il potere delle connessioni “network organization”, causalità circolare “circoli virtuosi” ed infine apprendimento try&learn “learnin organization”.

Come si può intuire da queste poche righe dunque il volume di De Toni e Comello è davvero ricchissimo di contenuti, tuttavia è bene dire che il libro è estremamente leggibile in quanto è scritto in modo chiaro ed accessibile anche quando tocca gli aspetti più complessi.
Ogni capitolo di Prede o ragni inoltre è chiuso da una breve scheda riassuntiva che permette di ricapitolare il contenuto centrale in poche righe.
In conclusione il libro è davvero per tutti, in quanto come è scritto nella quarta di copertina “Prede o ragni si rivolge a coloro che hanno il coraggio di accettare la sfida della complessità, con l’auspicio che immaginazione e creatività consentano loro di vincerla: il futuro appartiene a chi sa immaginarlo”.
La rete della complessità insomma esiste, si tratta quindi di decidere se viverla o subirla, ossia se essere prede o ragni.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Media senza mediatori. Appunti e spunti sulla comunicazione di convergenza

Media senza mediatori. Appunti e spunti sulla comunicazione di convergenza è un libro di Michele Mezza uscito nel 2004 per i tipi di Morlacchi Editore.

Il libro nasce da una serie di lezioni universitarie tenute dall’autore, giornalista e vicedirettore dello sviluppo business e strategie tecnologiche Rai.
In particolare Mezza è stato l’ideatore ed il creatore del progetto di RaiNews24, il canale all news Rai, ed è proprio attorno a questa esperienza che il libro sviluppa le sue riflessioni.

Si tratta di appunti e tracce di lezioni (in allegato al testo ci sono anche le slide) e, per stessa ammissione dell’autore, alcuni concetti sono ripresi più volte in quanto i materiali non sono stati rielaborati.
L’interesse di questi testi è dato soprattutto dalla concretezza visto che l’autore parla di un’esperienza professionale di alto livello vissuta in prima persona come responsabile di progetto.

Un primo concetto centrale del libro è quello ripreso da titolo e sottotitolo: il mondo dei media sta cambiando, le diverse tecnologiche si intersecano e cambiano le routine di produzione e sottraendo il monopolio dell’informazione ai grandi network e, più in generale, dei giornalisti professionisti.

Un esempio è dato proprio dai canali all news: un tempo la CNN deteneva il monopolio di questo tipo di attività perché, rispetto alla maggior parte dei network europei, solo loro potevano sostenere i costi degli inviati e dei collegamenti in tutto il mondo.
Oggi invece molti episodi di guerra o di cronaca sono stati trasmessi in anteprima da giornalisti (e non solo) con semplici videofonini o attraverso pc portatili, la stessa RaiNews24 ha battuto tutti sul tempo in occasione dello schianto di un piccolo aereo da turismo sul grattacielo Pirelli reperendo in rete una webcam puntata sul posto.
Come Mezza ricorda con orgoglio in più punti del libro la stessa CNN ha ripreso le immagini messe in onda dal canale Rai pochissimi minuti dopo l’evento grazie a questo escamotage dato dal utilizzo congiunto di più media.

L’autore dunque parla di giornalista cross-mediale, un professionista che è in grado di utilizzare diversi media in modo congiunto, sa montare un pezzo con diversi strumenti e ne sa gestire i linguaggi e gli aspetti tecnici.

Inoltre, come rilevato in moltissime altre pubblicazioni di questi tempi, il giornalista oggi si avvia a perdere la tradizionale funzione di filtro organizzatore attraverso cui le notizie vengono confezionate ed arrivano o non arrivano al pubblico.
In realtà un evento drammatico come l’attacco alle Twin Towers a New York l’11 settembre è stato documentato per una grandissima parte da videoamatori o comunque non da giornalisti professionisti.
A questo punto il ruolo del giornalista cambia e diventa quello di mettere ordine in questo grandissimo quantitativo di immagini, notizie e materiali, operando un’azione di guida che aiuta l’utente di news ad orientarsi in questo mare magnum.

Il libro poi analizza ancora aspetti relativi a internet ed al digitale terrestre, tuttavia il concetto chiave resta sempre lo stesso, il giornalista deve essere sempre più cross-mediale, in grado di gestire e governare una quantità di mezzi e formati che consentono di vincere la sfida della documentazione accurata nel minor tempo possibile.

Come si diceva all’inizio dunque il libro è particolarmente prezioso perché parte da un’esperienza vissuta che consente riflessioni estremamente interessanti anche sull’evoluzione delle routine produttive nella creazione delle news.
In altri termini Mezza quindi consente ai suoi lettori di addentrarsi non solo nel dibattito sul ruolo del giornalista moderno ma anche nella creazione del business di un canale all news.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

HUMAN SATISFACTION. La comunicazione d’impresa verso un nuovo umanesimo

HUMAN SATISFACTION. La comunicazione d’impresa verso un nuovo umanesimo è un libro a cura Marzio Bonferroni uscito nel 2005 per i tipi di Franco Angeli.

Il tema centrale del libro, come si può intuire dal titolo, è la soddisfazione umana, intesa come il riportare l’essere umano al centro dei progetti “dell’uomo per l’uomo”, anche nella comunicazione d’impresa.

Infatti, come scrive l’autore nella prefazione: “il titolo di questo libro suona come una precisa promessa: voler indirizzare i nostri sforzi di comunicatori d’impresa verso un obiettivo più ampio e più motivante in senso filosofico, rispetto all’obiettivo a cui negli ultimi decenni ci ha abituato a mirare la disciplina ufficiale di marketing. Più ampio dunque rispetto alla customer satisfaction, che già era apparsa a suo tempo una conquista nel passaggio da un semplice rapporto utilitaristico fra produzione e consumo”.

Il primo capitolo (La comunicazione d’impresa verso un NovoEvo), scritto dallo stesso Bonferroni, cerca di inquadrare l’argomento del volume, spiegando le ragioni che hanno condotto il curatore a immaginare questo volume e tratteggiare il quadro filosofico e teorico di tutto il discorso.

Nel secondo capitolo (Cosa dicono le ricerche internazionali) invece Ariela Mortara presenta un quadro delle ricerche internazionali, partendo dalla riscoperta di valori come la Corporate Social Responsibility e la Corporate Citizenship per poi passare all’importanza delle emozioni e della fiducia.

La stessa Mortara nel terzo capitolo (Cosa dicono imprenditori, opinion leader e manager) presenta i risultati di un’indagine sulla human satisfaction condotta tramite domande che sono state rivolte ad un target selezionato di imprenditori e manager di importanti imprese italiane su item quali la responsabilità sociale, l’impegno etico, la relazione.

Il capitolo quarto (Quale soddisfazione? Una riflessione antropologica) invece vede Francesco Botturi analizzare il problema della human satisfaction sul piano più prettamente antropologico e filosofico.

Franco Poterzio mette in campo gli aspetti e gli strumenti della psicologia rispetto al tema centrale del libro (capitolo cinque, Gli strumenti della psicologia), con l’utilizzo di varie prospettive di analisi.

Gli strumenti della ricerca sul consumatore è il titolo del sesto capitolo, affidato ad un grande esperto del tema come Vanno Codeluppi, mentre Gli strumenti dell’etica (capitolo sette) sono gli argomenti trattati da Paolo Pugni.

Il capitolo ottavo (La sintesi filosofica: l’uomo e la felicità) è a cura di Giacomo Samek Lodovici e costituisce un vero e proprio saggio di filosofia inserito, in modo felice ed integrato, all’interno del libro.

Seguono poi i capitoli La logica di processo, verso la loyalty (capitolo nove, F.Pillon), La multicreatività, per una strategia multidisciplinare (capitolo dieci, M.Bonferroni) e Come realizzare un programma di comunicazione (capitolo undici, A. Di Nieri), mentre le considerazioni finali sono di nuovo affidate al curatore Marzio Bonferroni.

E’ difficile riassumere in così poche righe un libro complesso di 206 pagine ricco di contributi di autori qualificati da punti che toccano il tema della Human Satisfaction da punti di vista diversi.

In ogni caso resta facilmente intuibile l’interesse comunicativo, filosofico e antropologico di un testo che tocca un tema che sta incontrando sempre più interesse negli studi socio-economici.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Il venditore etico. Conquistare la fiducia del Cliente con i fatti

Il venditore etico. Conquistare la fiducia del Cliente con i fatti è un volume di Daniela Andreini e Gianluca Gambirasio uscito presso Franco Angeli nel 2005.

Il libro è incentrato sulla figura del venditore di fiducia, ossia di colui che concepisce la vendita in modo etico e come un’attività che porta eguali vantaggi a lui ed al suo cliente, visto come una sorta di partner.
Questo tipo di venditore è quello che gli autori definiscono un venditore di successo, un professionista che grazie al rapporto di fiducia che riesce a costruire con i suoi interlocutori massimizza i risultati di vendita e la sua efficienza ed efficacia.

Per permettere al lettore di raggiungere l’obiettivo di diventare un venditore di fiducia il volume si sviluppa come un manuale che alterna spazi di teoria con esercizi e elementi di autovalutazione e di riepilogo.

Dopo una breve introduzione sullo sviluppo di un piano personale di miglioramento i due autori vanno ad affrontare le fondamenta delle fiducia da vendere: l’etica nella vendita e la motivazione nel lavoro che comporta poi anche la felicità nello svolgere la professione ed un atteggiamento di tipo costruttivo e positivo. Il venditore deve dunque vendere fiducia verso se stesso al cliente.

Nel secondo capitolo si affrontano invece le caratteristiche del venditore (orientato al servizio/prodotto o alla fiducia del cliente) ed i relativi stili di vendita, ottenuti incrociando i due parametri di orientamento al fatturato ed orientamento al cliente, precisando che il venditore di successo è orientato alla fiducia del cliente e si pone in alto rispetto ad entrambi i parametri dello stile di vendita.
Infine si tratteggiano le caratteristiche e le competenze chiave di un venditore, grazie anche ai pareri di direttori vendite di diverse aziende importanti.

Il terzo capitolo è centrato sulla comunicazione nella vendita, con la precisazione di numerosi aspetti fra cui l’importanza dell’ascolto, il numero di informazioni da trasmettere al cliente, la struttura delle argomentazioni, la lettura dei messaggi paraverbali e corporei, la gestione delle barriere interne ed esterne all’ascolto, le frasi da evitare e molto altro.

Il fulcro del libro si articola nel capitolo quarto, dove vengono spiegate passo passo le componenti dell’acronimo “fiducia”, ossia il percorso necessario al raggiungimento della professionalità di venditore di fiducia.
Le parti dell’acronimo sono: focalizzare il piano di vendita (F), iniziare con il piede giusto (I), delineare le esigenze del cliente (D), utilizzare le obiezioni come opportunità (U), convincere coinvolgendo (C), implementare il piano di vendita (I) e attenzione totale al post vendita (A).

Il dettaglio di tali aspetti occupa più di 60 pagine e dunque non è possibile procedere ad un riassunto in poche righe, in ogni caso anche qui il metodo resta quello dell’alternanza fra esempi, teoria e piccoli esercizi e strumenti di autovalutazione.

Il libro infine si chiude con piccolo piano per il controllo delle prestazioni e la valutazione ed il monitoraggio delle proprie attività.

Nel complesso il libro è molto interessante in quanto è estremamente applicativo, sia per il venditore esperto sia per il neofita, anche perché il piano proposto prevede un miglioramento effettivo delle prestazioni ed una reale crescita professionale.
Il linguaggio semplice e gli esercizi proposti aiutano poi l’apprendimento e la valutazione dei risultati.

per maggiori informazioni http://www.olympos.it

GIANLUIGI ZARANTONELLO

SCHEDA DEL LIBRO

Autori: Andreini Daniela, Gambirasio Gianluca
Editore: Franco Angeli
Codice ISBN : 88-464-6905-4
Pagine:  160
Edizione:  1a 2005
Euro: € 16,00

Dal giornale al portale

Dal giornale al portale. Storie e tecniche della Comunicazione, è un libro di Domenico Nunnari scritto nel 2004 presso Rubbettino editore.

Si tratta di un libro di taglio abbastanza didattico (l’autore è giornalista RAI e Professore di Teorie e tecniche della comunicazione di massa a Messina) e ripercorre un pò tutta la storia della comunicazione da vari punti di vista.

Il primo capitolo è dedicato al giornalismo, trattato partendo dalle origini della professione nel XIX secolo fino all’avvento delle tecnologie digitali.

Si passa poi (capitolo 2) ad una panoramica sulla storia degli strumenti di comunicazione e dei modi in cui essi di volta in volta hanno cambiato la vita dell’uomo e la sua socialità, con un certo determinismo tecnologico che presenta molto echi di Innis, Mc Luhan (citato più volte) e della scuola di Toronto.

Segue poi un capitolo dedicato a Gutemberg e alla rivoluzione data dalla stampa, individuata (in modo condivisibile) come l’evento cruciale che apre la via alle moderne comunicazioni di massa, grazie alla possibilità di replicare facilmente le informazioni ed alla nascita di un economia di scala in cui il costo della singola copia (la prima) diminuisce all’aumentare dei volumi stampati.

Il quarto capitolo è un’interessante rassegna storica sulla stampa italiana ed europea dalle origini al dopoguerra. Dopo aver trattato le origini dei giornali in quanto tale tra XVIII E XIX secolo Nunnari inizia ad illustrare in modo molto ricco e documentato, grazie anche a valide fonti d’archivio, la storia della stampa italiana.

Ancora, il libro procede arrivando alla radio e, soprattutto, alla televisione, due mezzi che introducono nella comunicazione di massa, rispettivamente, la voce e l’immagine, con grandissimo influsso sulla vita delle persone. Questo ultimo aspetto viene sottolineato soprattutto per il mezzo televisivo, con l’analisi degli effetti prodotti dall’origine delle trasmissioni fino ai tempi odierni.

Infine l’ultimo capitolo è dedicato ad Internet, definito dall’autore “un uragano” per gli effetti apportati nella vita e nelle abitudini dell’uomo. In particolare, dopo una breve ricognizione storica, Nunnari qui si concentra sugli effetti della grande rete sul giornalismo, toccando il problema delle fonti, la facilità d’accesso e creazione di una nuova testata ed il giornalismo amatoriale e “fai da te” consentito dai siti o anche dalle testate che aprono spazi ai contributi dei propri lettori.

In conclusione dunque Dal giornale al portale è un libro ben documentato che offre al lettore una valida panoramica generale della storia dei mass media fornendo anche strumenti e metodi d’interpretazione sociologica e culturale di questi fenomeni.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Facoltà di Frequenza. La prima radio universitaria italiana

Facoltà di Frequenza. La prima radio universitaria italiana è un libro scritto da Romeo Perrotta ed uscito nel 2005 per l’editore Carrocci.

Perrotta è stato per quattro anni station manager della radio universitaria di Siena, Facoltà di Frequenza appunto, partecipando fin dall’inizio a questo progetto tuttora esistente.

Il libro dunque è un racconto della propria esperienza arricchito da considerazioni di ampia portata su questo tipo d’esperienza, in Italia e nel mondo, e delle prospettive per il futuro.

Il volume dunque inizia definendo cos’è una radio universitaria e passando poi in rassegna le origini di questo tipo di mezzo. Il capitolo poi prosegue analizzando la situazione nel mondo anglosassone, dove questo particolare media è nato ed è più forte, in Europa e negli altri continenti.

Dopo aver inquadrato teoricamente e storicamente le radio universitarie Perrotta passa all’esperienza di Siena, indicando prima di tutto le condizioni che ne hanno favorito la nascita: il dibattito sulla comunicazione pubblica in Italia (siamo nel 1999) e la nascita dei Corsi in Scienze della Comunicazione, rispetto ai quali l’Università di Siena risulta pioniera.

In più l’ateneo senese dimostra in quegli anni particolare sensibilità verso la comunicazione, istituendo degli specifici organi dedicati da cui la radio poi dipenderà direttamente.

In questo contesto favorevole nasce dunque Facoltà di Frequenza, un progetto di comunicazione interna (ed esterna) al quale Perrotta dedica i successivi quattro capitoli (3, 4, 5, 6) descrivendone la storia, l’organizzazione, la linea editoriale ed i singoli programmi in onda.

Ne viene fuori un quadro estremamente ricco ed interessante, reso ancor più efficace dal fatto che ciò che viene raccontato è il frutto dell’esperienza vissuta dall’autore.

Risaltano dunque le difficoltà iniziali, l’organizzazione e la divisione dei ruoli, l’individuazione dei bisogni del target (studenti, docenti e personale amministrativo), la definizione di una filosofia editoriale.

Particolarmente interessante è l’inquadramento di questo progetto in un’ottica di comunicazione pubblica, dato che la radio è una diretta emanazione dell’ateneo che svolge il ruolo di editore.

A questo tema dunque è dedicato il capitolo 7, in cui Perrotta affronta la portata innovativa della radio universitaria come mezzo culturale, di servizio (con riferimento alla legge 150/2000) e come strumento didattico.

Infine il libro si chiude con alcune prospettive evolutive, per Siena e per il resto d’Italia, dove mancano ancora altre esperienze organiche, benché molti atenei (Padova, Verona, Teramo, Roma, IULM, Trento, Foggia, Ferrara, Pavia) abbiano già dei programmi radiofonici gestiti da studenti su radio locali.

In particolare vengono descritte le prospettive date dalle nuove tecnologie, come internet, che possono risolvere molto problemi in termini di costi, frequenze e licenze.

Nel complesso dunque il libro di Romeo Perrotta è uno spaccato interessantissimo su di una realtà innovativa e di grande potenziale e può essere di guida anche per altri atenei.

In più il fatto che non sia un libro teorico ma che invece l’autore abbia vissuto in prima persona l’esperienza che illustra è un plus davvero notevole per il lettore.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Penne Digitali: essere giornalisti sul web

Buongiorno Dott. Baldi, lei è coautore (con Roberto Zarriello) di un libro, ‘Penne Digitali. Dalle agenzie ai blog: fare informazione nell’era di internet’. Come nasce l’idea del libro?
L’idea del libro, mi piace sottolinearlo, nasce dalla pratica giornalistica prima ancora che dalla teoria. E’ almeno in parte il frutto della nostra esperienza di vita di redazione nell’Age come giornalisti “online” e curatori del seminario telematico di cultura giornalistica promosso dall’agenzia di stampa diretta da Paolo Picone. Grazie all’interessamento del Centro di Documentazione Giornalistica abbiamo poi avuto l’opportunità di dar vita ad un vademecum del web journalist, praticamente lo strumento che avremmo desiderato possedere all’inizio della nostra avventura nel mondo dell’informazione online, fase in cui, imbevuti magari di molte nozioni teoriche ma di poca esperienza, molti aspiranti cronisti rischiano di vivere una situazione frustrante, privi di bussole che li mettano nelle condizioni di poter coniugare bagaglio teorico ed esigenze pratiche. Spero pertanto che questo libro, a metà strada tra la saggistica e la manualistica, possa riscontrare il favore di colleghi, studenti e di quanti vogliano capire un po’ di più questo mondo del giornalismo che viaggia attraverso la Rete.

Quali sono le prospettive più significative delle nuove tecnologie rispetto al mondo dell’informazione?
E’ evidente come tempi e modalità di produzione e di fruizione dell’informazione siano cambiati rispetto a pochi anni fa. Un cambiamento epocale che alcune generazioni di giornalisti continuano a vivere storcendo il naso. Io credo che non sia il caso di cedere a facili allarmismi né all’opposto abbandonarsi a entusiasmi puerili. Non dobbiamo mai dimenticare che le nuove tecnologie sono strumenti al servizio di scopi, e gli scopi non nascono in seno alle tecnologie o a chi le sviluppa ma affiorano da esigenze manifestate dalla collettività, dalla nuova società dell’informazione, in una costante dialettica tra mezzi e finalità. Per questo occorre indagarne gli effetti con un occhio attento non solo in termini di efficienza e prestazioni delle nuove tecnologie, ma anche nell’ottica del contesto e degli usi ed abusi che di esse facciamo. Dobbiamo cioé indirizzare il dibattito sui nuovi media nella direzione del fruitore, dovremmo sempre porci il problema del target del contenuto informativo che stiamo veicolando. I giornalisti che si occupano della gestione e della diffusione delle notizie in Internet dovrebbero sempre tenere presente la loro funzione di mediatori, quella veste che a me piace definire di ‘tecnoumanisti’, ossia professionisti con un bagaglio di capacità critiche e di competenze umanistiche, ma contemporaneamente al passo con i tempi e consapevoli delle potenzialità e dei limiti dei new media.

Lei ed il suo collega coautore avete creato anche un blog su questi temi, come è nata l’idea e come sta andando?
Con Roberto c’è una grande intesa professionale, nata dall’aver percorso parte della nostra attività giornalistica insieme e dall’aver maturato molte skills in comune. L’idea del blog è nata spontaneamente, come naturale prosecuzione del saggio cartaceo. Il fenomeno dei blog tra l’altro è al centro di uno dei capitoli a mio avviso più interessanti del libro, per cui ci sembrava un controsenso non sfruttare questo strumento per creare un punto di incontro e di dibattito sui temi caldi dell’Information Technology, anche in virtù del fatto che lo stesso saggio cartaceo si è avvalso della collaborazione di molti professionisti che ci hanno fornito un apporto prezioso nella consulenza e nella stesura dei contenuti. La sfida è quella di coinvolgere studenti, docenti universitari, tecnici informatici, giornalisti e lettori appassionati per mettere insieme e possibilmente conciliare ottiche apparentemente tanto diverse. Sull’argomento blog e siti specialistici non mancano; la nostra originalità credo però risieda nell’ottica ‘tecnoumanista’ con la quale tentiamo di affrontare gli stessi temi.

Per finire, a proposito di nuove tecnologie, lei come vede l’iniziativa di un social network del marketing e della comunicazione come Connecting-Managers?
Credo sia un’iniziativa particolarmente apprezzabile, che seguo con interesse fin dalla sua creazione. Quella del network è una soluzione che riscontra un crescente successo perché mette in relazione professionisti del marketing e della comunicazione consentendo un proficuo scambio di competenze, esperienze e tecnologie. Un circuito che lega hardware, software e humanware in un connubio che incrementa esponenzialmente la competitività e le potenzialità di ogni singolo membro, avvalendosi di tutte le opportunità offerte da Internet. Non c’è da sorprendersi che l’idea stia funzionando e bene.

Grazie e…buon lavoro

Gianluigi Zarantonello

Comunicare L’Europa

Comunicare L’Europa. Campagne elettorali, informazione, comunicazione istituzionale è un volume scritto a più mani e curato da Rolando Marini, uscito presso Morlacchi editore nel 2003.

Il testo è un’analisi a più livelli la comunicazione all’interno dell’Unione Europea e per quanto non sia particolarmente recente è molto utile per capire diverse ragioni che stanno all’origine di alcune delle difficoltà che vive oggi l’Europa dei 25.

Il primo capitolo svolge il tema della sfera pubblica europea attraverso gli strumenti teorici forniti da Habermas e da coloro che hanno sviluppato il suo pensiero, toccando i temi della mediatizzazione e del rapporto fra sfera europea e sfere nazionali.

Il secondo capitolo invece analizza la campagna elettorale europea del 1999 in otto paesi dell’Unione.
Qui dunque si affrontano sia il tipo e la quantità di spazi che questo tema ha conquistato sui media nazionali sia il taglio dato alle notizie, concludendo che c’è stata all’epoca una certa debolezza dello spazio comunicativo europeo rispetto a quelli nazionali.

Nel capitolo tre invece si entra più nel caso specifico italiano, con l’analisi della rappresentazione dell’Unione Europea nella stampa del nostro Paese.
Si tratta di una specifica ricerca pilota di cui vengono preliminarmente illustrati i termini, le modalità, le ipotesi di ricerca, il quadro di riferimento e gli obiettivi.
Anche qui il focus è sulla notiziabilità dei temi europei e sul framing che viene dato loro, con le varie differenze fra i tipi di argomenti e sugli attori dell’arena europea.

Nel quarto capitolo un approccio simile è svolto per la stampa britannica all’arrivo dell’Euro, con all’inizio la presentazione delle differenze fra tabloid e giornali di qualità, la mitologia sulla moneta unica diffusa nell’isola ed in generale un quadro di ricostruzione della situazione della stampa locale che permette di capire al meglio i dati forniti.

Successivamente si apre la seconda parte del libro, dal titolo “Attori, strumenti e campagne della comunicazione istituzionale dell’Unione, il focus quindi si sposta all’interno degli organi di comunicazione dell’UE.
Questa parte del libro si presenta molto articolata ma è possibile avere un’idea dei temi attraverso i titoli dei vari sottocapitoli: l’evoluzione della politica di informazione e comunicazione dell’Unione Europea, gli attori e i mezzi della politica di informazione e comunicazione dell’Unione Europea, gli strumenti ed i mezzi delle attività di informazione e comunicazione dell’Unione Europea, la campagna di comunicazione sull’euro, la campagna di comunicazione sull’allargamento.

In questa ricca e documentata sezione del libro è possibile trovare una quantità veramente notevole di dati ed informazioni mentre le analisi condotte sono puntuali e non risparmiano diverse critiche circa gli errori di comunicazione fatti.

Infine il libro è chiuso da tre ricche appendici sulle istituzioni dell’Europa, sulla storia dell’Unione Europea dal 2000 al 2003 e sulla Carta Fondamentale dei Diritti.

In conclusione il libro si presenta ricchissimo di documentazione (anche bibliografica) e, per quanto sia un po’ datato, permette di capire molti meccanismi in grado di spiegare anche i problemi odierni dell’Unione Europea di oggi.
Per questo può essere utile a studenti, professionisti e a chiunque sia interessato a questi temi.

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Il software Open Source e gli standard aperti

Il software Open Source e gli standard aperti è un volume scritto da Michele Sciabarrà di www.eprometeus.it, uscito presso McGraw Hill editore nel 2004.
Il libro segue un precedente volume dello stesso autore, Linux e Programmazione Web, che ha avuto un grande successo fra gli operatori del settore.

Rispetto al precedente però questo libro si presenta come un volume non tecnico, interessante anche per tutti coloro che si vogliono avvicinare al mondo del codice aperto, compresi i responsabili d’azienda che possono scoprire i numerosi vantaggi (anche economici) di queste tecnologie.

Prima di tutto quindi l’autore spiega cos’è l’Open Source partendo dalla filosofia che anima questo tipo di approccio all’informatica, grazie ad un linguaggio molto semplice anche chi è poco esperto di informatica è in grado di capire la materia con le sue peculiarietà, i vantaggi ed i problemi.
In questo capitolo si spiegano inoltre i termini delle varie licenze dei programmi e le caratteristiche per distinguere un vero progetto Open Source da realtà ibride.

Il secondo capitolo invece è dedicato alla storia dell’Open Source, una panoramica molto utile sia per capire la nascita e la filosofia dell’approccio sia per comprendere quali siano le prospettive e le sfide ad oggi presenti.

Il terzo capitolo affronta il tema dei programmi di office automation di tipo Open Source, ossia le alternative ai software per l’ufficio di tipo proprietario, tra cui spicca per diffusione e notorietà la suite Office di Microsoft.
I vari programmi presentati svolgono funzioni paragonabili a quelle dei prodotti non Open Source e dunque possono rappresentare una valida alternativa o comunque un supporto in più.

Nel quarto capitolo l’autore entra in un ambito più tecnico, necessario però a capire il funzionamento dei programmi presentati prima e dopo, ossia i desktop Open Source.
Con la metafora della scrivania (desktop) si indicano gli ambienti che fanno da interfaccia (oggi perlopiù grafica) tra il sistema operativo e l’utente, ossia per fare un esempio quell’insieme di icone e pulsanti che permettono di richiamare o di chiudere programmi e gestire le funzioni del computer.

Nel quinto capitolo si parla invece di Linux, il più famoso, anche per i profani, progetto Open Source, un sistema operativo di cui si spiegano molte caratteristiche fin nel dettaglio.

Il sesto ed il settimo capitolo affrontano rispettivamente i database e Internet (intesa qui come rete di trasmissione con i suoi protocolli), con elementi introduttivi che poi conducono a parti di tipo più tecnico.

L’ottavo capitolo invece è dedicato al Web e a tutte le sue applicazioni, prima fra tutte il browser, ossia quello strumento software che permette agli utenti di navigare attraverso i siti.

Infine il capitolo nove, più tecnico, affronta i diversi linguaggi di programmazione.

Nel complesso dunque il libro permette una reale visione d’insieme del mondo dell’Open Source e si presenta accessibile, almeno nella sua maggior parte, anche a chi ha poche conoscenze di questi argomenti.
In particolare può essere molto utile alle aziende che vogliono scoprire i vantaggi di queste tecnologie per il proprio business, dato che l’autore si occupa con la sua azienda www.eprometeus.it proprio di soluzioni su misura per imprese e dunque ha un approccio vicino alle necessità del mondo imprenditoriale.
Completano i pregi del libro un linguaggio semplice ed un ampio uso di esempi che permettono di capire facilmente gli argomenti.

Gianluigi Zarantonello

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