Ricerca

Internet Manager Blog

Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

Autore

Gianluigi Zarantonello

Former CDO at OVS Spa and past Global Digital Solutions Director at Valentino Spa http://www.gianluigizarantonello.it - Digital Transformation Leader | AI & Martech Strategist | Luxury & Fashion Tech Executive and Advisor | Speaker & Author on Innovation

Social media marketing, strategia e casi concreti

La settimana scorsa ho avuto il piacere e l’onore di essere relatore al primo convegno nazionale Web Marketing Centers, organizzato da Fabio Pagano, ceo di SitoVivo.

Pubblico qui di seguito la mia presentazione che trovate anche su Slideshare.

Un evento che ha meritatamente avuto una lettera di encomio dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il patrocinio dello IAB e per il quale faccio ancora tanti complimenti a tutti gli organizzatori.

Continua la sfida degli application store per il mobile: entrano in campo Nokia e Vodafone

In linea con le anticipazioni del Mobile World Congress, Nokia il 26 maggio ha reso ufficiale l’apertura Ovi Store, il negozio virtuale per acquistare giochi, contenuti, applicazioni, video e altri servizi direttamente dal telefonino.

Si tratta di un importante tassello nella scommessa che la casa finlandese sta facendo sull’Internet Mobile, nell’ottica di competere direttamente con iPhone sfruttando il suo bacino di circa 50 milioni di potenziali utenti.

Un business che fa gola a molti, se è vero che anche un operatore telefonico (e non un produttore di device) come Vodafone ha annunciato il 12 maggio scorso il progetto di aprire uno store di applicazioni e servizi per smartphone.

Il punto di forza qui è sicuramente dato dalla base di clienti (oltre 280 milioni nel mondo) che Vodafone può portare in dote ai produttori di contenuti ed applicazioni, ribadendo in qualche modo la forza di cui dispongono gli operatori che negli ultimi mesi sembravano aver perso terreno rispetto alle case costruttrici di device.

Di sicuro questa vivacità è di buon auspicio per lo sviluppo del mobile web, anche in Italia, non è però corretto nascondere i limiti della strategia degli apps store, volta a creare per ciascun sistema operativo un ecosistema di business che però non dialoga con gli altri.

Il rischio di oligopolio in tal modo diventa concreto (riproducendo il mondo degli operatori telefonici, specie nel nostro paese) e di ciò non potrà giovarsi il nascente mondo di Internet mobile che invece dovrebbe avere le stesse caratteristiche del web come lo conosciamo: non proprietario e trasparente all’applicazione che lo usa.

Naturalmente è ancora presto per giudicare, tuttavia tutti i grandi protagonisti si stanno muovendo e per ora il business è troppo ghiotto per rinunciare ad un tentativo.

Voi che ne pensate?

IAB presenta le Social Media Ad Metrics Definition

Ritorno con piacere sul tema del ROI e della misurazione dei risultati dei social media di cui ho già parlato qualche tempo fa visto che è di questi giorni la notizia della pubblicazione delle Social Media Ad Metrics Definition di IAB.

IAB categorizza in 3 macroaree i tipi di media misurabili, indicando per ciascuna le relative metriche e KPI:

General Social Media Sites, con KPI quali unique visitor, cost per unique visitor, page views, return visits, time spent.

Blog, con KPI quali conversation reach, number of conversation relevant sites, content, freshness, relevance.

Widgets e applicazioni per i Social Media. KPI: number of installs, number of active users, longevity, user profiles.

Condivido la valutazione che ne fa Marco Loguercio di Sems, che osserva giustamente che si sentiva il bisogno di una prima sistematizzazione dei concetti, magari non nuovi agli addetti ai lavori ma sicuramente riassunti qui per la prima volta.

Certo, come osserva Enrico Pavan di TSW, si tratta di metriche focalizzate soprattutto su chi fa investimenti pubblicitari sui social media, cosa piuttosto rara in Italia.

Dunque credo che sia necessario sottolineare che il Social Media Marketing non è solo advertising ma è anche costruzione di relazione e dialoghi, per cui al di là delle metriche il mio consiglio è di:

a) sperimentare sempre, a piccoli passi, senza scoraggiarsi

b) ascoltare molto i navigatori per capire cosa interessa loro davvero

c) avere sempre il massimo rispetto dei vostri interlocutori.

Con questo approccio sicuramente potrete avere grandi successi, che poi potrete misurare anche con le metriche di IAB.

Buon lavoro e buon divertimento!

Realizzare un vostro sito mobile…perché no?

Negli ultimi mesi ho avuto spesso modo di parlare di siti .mobi e di navigazione su internet via cellulare, visto che ritengo che il mobile web sia una delle prossime frontiere della rete (cfr. anche il mio recente intervento sul mobile social network e questa presentazione).

Perché allora non realizzare un proprio sito adattato per il mobile, modificando e ottimizzando il vostro blog o le vostre pagine personali?

Vi segnalo in tal senso due valide soluzioni, la prima si chiama Mofuse, offre il servizio sotto registrazione gratuita (anche se ha una versione premium) ed è alla base della versione mobile del mio blog, http://webspecialist.mofuse.mobi).

E’ una soluzione completa, che integra statistiche, possibilità di revenue da adwords e una ricca serie di servizi fra cui anche la generazione del proprio QR code.

L’altra possibilità batte bandiera italiana e si chiama Movylo, anch’esso con versione free e premium, su cui attualmente baso la versione mobile del mio sito personale (www.gianluigizarantonello.it), che risponde alla pagina http://internetmanager.movylo.com.
Rispetto a Mofuse questo servizio rende forse più semplice la costruzione di pagine più articolate ed inoltre ha diversi gadget come i sondaggi o il multimedia. In più gestisce le aree riservate e le pagine sotto registrazione.

Resta inteso che per le esigenze di un’azienda di medio-grandi dimensioni la soluzione ottimale resta la gestione da parte di un’agenzia specializzata, con assistenza tecnica e una possibilità di customizzazione totale.

Visto che ciò ha dei costi non vedo però perché realtà più piccole non dovrebbero approcciare questo mondo in modo più easy con dei servizi come quelli citati.

E voi, siete già online sul mobile web? Let me know!

L’evoluzione del Social Web, dallo sharing al (futuro?) social commerce

Grazie a Domenico Nardone e al sempre aggiornato blog Social Media Marketing sono venuto a conoscenza di un bel white paper di Jeremiah Owyang, social media anlalyst di Forrester, che prova a descrivere le fasi storiche del Social Web presente e futuro.

Owyang ipotizza 5 fasi in parte sovrapposte fra loro in termini temporali e comunque non consequenziali cronologicamente:

1) Era of Social Relationships: Le persone si connettono e fanno sharing
2) Era of Social Functionality: I social network diventano delle vere proprie piattaforme, quasi dei sistemi operativi online su cui tutto si innesta
3) Era of Social Colonization: Tutte le esperienze in rete possono ora essere a carattere sociale
4) Era of Social Context: I contenuti diventano accurati e totalmente personalizzati
5) Era of Social Commerce: I nuovi prodotti e servizi nascono e vengono definiti all’interno delle communities.

Noi dove siamo oggi? Difficile porre dei confini ma sicuramente la prima era ormai è maturata e la seconda è qualcosa di molto prossimo alla realtà dei maggiori utilizzatori di internet.

Per quanto riguarda le altre tre io credo che da molte parti se ne colgano le anticipazioni ed i fermenti e dunque le aziende realmente attente ai propri clienti farebbero bene a iniziare ad attrezzarsi.

Come? Owyang suggerisce alcune linee guida, di cui in parte anche io ho parlato recentemente su questo blog:

• Don’t Hesitate: I cambiamenti sono rapidissimi e non bisogna aspettare che siano gli altri a fare la prima mossa. Siate preparati tramite l’ascolto delle conversazioni che si svolgono sulla rete.
• Prepare For Transparency: Le persone commenteranno i vostri prodotti e li recesiranno che lo vogliate o meno e spesso i consumatori ne sapranno più di voi, per cui non potrete barare.
Connect with Advocates: focalizzatevi sui clienti più fedeli, saranno vostri difensori in caso di controversie (e sono molto più ascoltati di voi dagli altri clienti).
• Evolve your Enterprise Systems: I software aziendali, CRM e CMS in primis, vanno adeguati al nuovo paradigma con più funzioni social e con la massima apertura all’esterno.
• Shatter your Corporate Website: Il vostro sito sarà sempre più scomposto e distribuito dagli utenti sui social media. Meglio essere preparati.

E voi cosa ne pensate?

Lusso esteriorizzato e lusso interiorizzato

Lusso esteriorizzato e lusso interiorizzato. Una ricerca empirica sui motivi d’acquisto e le strategie di marketing dei luxury goods è un libro di Cesare Amatulli, edito nel 2009 da Cacucci editore, Bari.

Si tratta di un’interessante ricerca sul mondo del lusso che affianca all’analisi di matrice economica una parte di rilevazione sul campo con il modello della catena mezzi-fini e con quello legato al modello concettuale ZMET.

Il volume si apre con un inquadramento di tipo teorico, con la descrizione dei principali approcci al lusso, il legame tra lusso e moda e una breve trattazione di temi manageriali (gestione del brand e del marketing).

Il secondo capitolo invece è dedicato alle dicotomie del lusso e in particolare al dettaglio dei vari tipi di lusso esteriorizzato (ostentazione, materialismo, emulazione etc.) e interiorizzato (stile di vita, emozione, cultura, sogno etc.).

Vengono poi affrontati e descritti i metodi e gli strumenti per l’analisi e la raccolta dei dati, ossia la già citata catena mezzi-fini (CMF), proposta in abbinamento alla tecnica del laddering, e l’analisi dei significati subconsci del consumatore (ZMET).
In questa sede viene illustrato anche il questionario elaborato per la ricerca, proposto poi integralmente in appendice al libro.

Il quarto capitolo invece analizza il nuovo lusso, che risulta essere appunto esteriorizzato o interiorizzato, e si discutono di fatto i risultati della ricerca sulla base di tale dicotomia, introdotta nel secondo capitolo

Viene infine trattata la mappa cognitiva del lusso, attraverso i significati che esso assume (gli attributi dei luxury goods, le loro conseguenze e i valori strumentali e terminali) e la struttura mentale dei consumatori.

In conclusione il libro di Amatulli è un’utile fonte di spunti per leggere da un punto di vista diverso un mondo, quello del lusso, quantomai dinamico e sempre molto affascinante.

Reputazione online, due motivi in piu’ per non trascurarla

Ho già avuto modo di parlare dell’importanza della reputazione online e di come essa si possa oggi gestire con appositi software.

Inoltre su questo blog ho sottolineato che gestire e monitorare ciò che i consumatori pensano e dicono di noi su internet è alla base dello sviluppo di una propria strategia centrata sui social media. Aspetto questo segnalato con forza anche nel libro L’onda anomala, riferimento nel settore.

Oggi ho letto un interessante spunto degli amici di Online Marketing Blog che segnalano come la reputazione online sia importante anche per:

a) Posizionamento organico sui motori di ricerca: un recente update di Google avrebbe aggiornato l’algoritmo del page rank secondo gli attributi: trust, reputation, authority, PageRank e high quality.

b) Email marketing: tra i criteri utilizzati dagli ISP per prevenire lo spamming c’è anche la reputazione, intesa risultato del comportamento che l’azienda mittente ha tenuto nell’inviare comunicazioni. Il 77% dei filtri oggi  riguarderebbe proprio la reputazione del mittente.

Insomma, direi che vale la pena di investire in questa attività!

Facebook e i telefoni mobili, un altro passo verso la diffusione dei social network su mobile

Le notizie di questi giorni confermano che il fenomeno dei Social Network in Italia sta trainando la diffusione del mobile web.

Dopo essere stato premiato al Mobile Word Congress di Barcellona l’operatore H3G è prossimo al lancio del Facebook Phone, o più precisamente INQ1. Costruito da una società collegata a Hutchison Whampoa, proprietaria del gruppo H3G, il nuovo Facebook Phone permette di accedere alla piattaforma in qualsiasi momento per scambiare messaggi, foto, chat e molto altro.

Su Key 4 Biz invece si parla dell’accordo fra Vodafone Italia e Facebook che permetterà a tutti i membri del social network di attivare Mobile Internet Facebook Edition.

L’offerta prevede accesso a internet senza limiti di tempo o di traffico per due euro a settimana, interessante il fatto che essa è attivabile direttamente dal proprio account Facebook cercando il gruppo Vodafone Social Network.

Aldilà del successo di Facebook trovo che sia interessante notare come i siti di social networking sono ideali per il mobile web: esprimono noi stessi e ci consentono di mantenere relazioni ovunque noi siamo, anche nei ritagli di tempo.

Speriamo che questa tendenza porti ad abbassare tutte le tariffe di traffico dati favorendo la diffusione del mobile web, voi che ne dite?

L’onda anomala. Interagire e comunicare con i consumatori ribelli

L’onda anomala. Interagire e comunicare con i consumatori ribelli è un libro di Cherlene Li e Josh Bernhoff, edito in lingua italiana da Etas nel 2008.

Si tratta di un libro decisamente utile ed interessante che affronta in modo pragmatico e semplice il tema del web 2.0 e l’impatto di questo contesto sociale e tecnologico sulle imprese.

Il primo passaggio per affrontare le novità della rete è sicuramente quello della corretta comprensione e dunque la prima parte del libro ha l’eloquente titolo di Alla scoperta dell’Onda Anomala.

Nei capitoli che compongono questa sezione i due autori inquadrano il fenomeno, spiegando come da esso si può essere travolti o sospinti sfruttandone la stessa forza.

Inoltre viene qui illustrato il profilo Social Technographics, elaborato da Forrester Research per poter comprendere l’attitudine delle varie tipologie di clienti all’utilizzo degli strumenti del web 2.0, analisi fondamentale per creare poi una corretta strategia sui social media.

La seconda parte invece cerca di capire come le aziende possono trarre vantaggio dall’Onda Anomala, attraverso un cammino progressivo: ascolto, conversazione, mobilitazione, aiuto/incentivo e accoglienza/interiorizzazione.

Viene qui sottolineata l’importanza di procedere per fasi, per piccoli passi e sulla base della strategia POST (di cui ho già scritto qui) che pone la scelta della tecnologia come ultimo passaggio di un processo strategico.

Infine la terza parte spiega come l’Onda Anomala possa cambiare dall’interno e radicalmente l’organizzazione di cui fate parte.

Infatti il contatto prolungato con il web 2.0 porta necessariamente delle influenze all’interno dell’azienda che poi finiscono per diventare, nei casi più avanzati, una vera e propria Onda Anomala interna.

In conclusione l’Onda Anomala è un libro che posso sicuramente consigliare a tutti, in quanto ben scritto, documentato, facile da leggere e ben argomentato.

Una lettura che permette al manager di approcciare il mondo del web 2.0 e all’esperto di tecnologia di inquadrarlo in una prospettiva strategica, che potrebbe evitare molti errori che tutt’oggi si vedono fare su Internet per mancanza di visione e comprensione.

Su ↑