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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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I social media, il chiasso e la coda lunga

L’altro giorno, in un raro momento di calma davanti al pc, mi sono perso a girare da un profilo all’altro di alcuni social media (Facebook, Twitter, FriendFeed e altri), spingendomi anche negli amici degli amici.

Davanti alla quantità enorme di messaggi che incontravo a mano a mano mi è salito dentro la testa un dubbio, quanto ancora la nostra mente e la nostra attenzione saranno in grado di gestire questo bombardamento? Non c’è troppo chiasso?

Dal momento che conoscete il mio amore per i social media fin da tempi non sospetti (le mie prime esperienze in merito risalgono al 2002) penserete che io sia improvvisamente impazzito.
Non è così (al massimo sono un po’ stressato).

Non ho smesso di credere che la strepitosa possibilità di espressione e di creazione in una propria identità sul web 2.0, se la sa usare, sia una delle più grandi rivoluzioni del nostro tempo.
Moltissimi dei miei contatti sono poi persone che scrivono cose interessantissime su argomenti che condividiamo, oltre a lasciarsi andare a qualche momento di piacevole svago.
Ciò non toglie che con sempre più gente online questa grande conversazione stia diventando un po’ rumorosa, tanto più che vi entrano molte aziende che la scambiano erroneamente per uno spazio dove replicare i loro spot invece di dialogare con gli utenti.

Si tratta dunque di una situazione di troppa ricchezza, che offre scelta infinita ma che rischia di impedire di fruire di ciò che si vuole se non lo si riesce a trovare.
Ma Internet è un mercato dalla lunga coda, come ci insegna Chris Anderson: liberi dalla tirannia delle frequenze limitate, delle pagine stampate e dei palinsesti tutti i nostri contenuti, come tutte le merci, corrono incontro ad un mercato illimitato dove almeno qualche persona li “comprerà”, preferendoli ai bestseller.
In questa curva la grande massa dei micro-contenuti, sommata assieme, diventa maggioranza facendo la fortuna di realtà come YouTube, eBay o anche Amazon.

E allora che cosa manca? Secondo me il futuro dei social media passa per la possibilità di avere, o creare, dei filtri che ci permettano in modo intelligente e dinamico di trovare quello che cerchiamo, come per le merci della coda lunga (per cui sono requisito fondamentale).
Sicuramente già oggi qualcosa c’è ma credo che l’evoluzione in tal senso sia una delle sfide del futuro, per non essere sommersi dal clamore di tante voci che ci stanno parlando tutte assieme, senza sacrificare la libertà di nessuno.

Voi che ne dite?

Segnalazione corso: Fare affari con i Social Network. Facebook e gli altri tra vere opportunità e qualche falsa credenza

Oggi vi segnalo un corso promosso da Connecting-Managers per il giorno 23 luglio a Verona.  Lo faccio con grande piacere in quanto trovo che sia un argomento molto interessante (che a me sta a cuore) e anche perché sarà tenuto dalla mia amica Sara Caminati (che sul tema è molto ben preparata).

Fare affari con i Social Network
Facebook e gli altri tra vere opportunità e qualche falsa credenza.

Giovedì 23 Luglio 2009
Verona
Ore 14,00-18,00

Obiettivi del corso:
Comprendere quali sono le opportunità che offre l’utilizzo consapevole e competente dei social network e gli altri strumenti che la rete mette a disposizione.

Argomenti Trattati:
Internet, il web, la prospettiva 2.0 ed oltre.
Come è cambiato il consumatore
Cosa cambia nel Marketing
Personalizzare l’accesso all’informazione.
Facebook e gli altri. I social non sono tutti uguali!
Siti, Blog, Forum? Quale scegliere e perché!

Per chi fosse interessato il programma completo e tutti i dettagli sono disponibili su Connecting-Managers in questa pagina.

Facebook e i telefoni mobili, un altro passo verso la diffusione dei social network su mobile

Le notizie di questi giorni confermano che il fenomeno dei Social Network in Italia sta trainando la diffusione del mobile web.

Dopo essere stato premiato al Mobile Word Congress di Barcellona l’operatore H3G è prossimo al lancio del Facebook Phone, o più precisamente INQ1. Costruito da una società collegata a Hutchison Whampoa, proprietaria del gruppo H3G, il nuovo Facebook Phone permette di accedere alla piattaforma in qualsiasi momento per scambiare messaggi, foto, chat e molto altro.

Su Key 4 Biz invece si parla dell’accordo fra Vodafone Italia e Facebook che permetterà a tutti i membri del social network di attivare Mobile Internet Facebook Edition.

L’offerta prevede accesso a internet senza limiti di tempo o di traffico per due euro a settimana, interessante il fatto che essa è attivabile direttamente dal proprio account Facebook cercando il gruppo Vodafone Social Network.

Aldilà del successo di Facebook trovo che sia interessante notare come i siti di social networking sono ideali per il mobile web: esprimono noi stessi e ci consentono di mantenere relazioni ovunque noi siamo, anche nei ritagli di tempo.

Speriamo che questa tendenza porti ad abbassare tutte le tariffe di traffico dati favorendo la diffusione del mobile web, voi che ne dite?

Mobile Social Network: la mia presentazione

I social network sbarcano sui cellulari: pubblico qui di seguito la mia presentazione tenuta durante l’evento ‘Social e Business Networking nel Veneto‘ a Treviso il 19 Febbraio 2009

Trovate maggiori dettagli circa l’evento sul sito di Nord Est Creativo.

Come misurare il ritorno dell’investimento sui social media?

Uno dei temi caldi rispetto ai social media e al web 2.0 è quello della profittabilità e della misurazione del ROI.


Se lato consumer infatti il successo di tali strumenti continua a crescere è invece sempre molto difficile trovare dei modelli di business che consentano alle aziende di trarre benefici dal loro utilizzo.

Di sicuro la natura individuale e relazionale di questi mezzi pone delle barriere all’entrata per le aziende, soprattutto se esse usano un approccio pubblicitario pensando di fare della tradizionale comunicazione push sul mezzo.

Credo però che aldilà di tali indubbie difficoltà ci sia un problema di fondo nei KPI utilizzati per misurare la redditività degli investimenti.

La prospettiva corretta infatti è quella della costruzione di relazioni, di fiducia e di reciproco scambio di informazioni e collaborazioni.

Scrive Jeremy Rifkin: “Il reale valore nel terzo millennio delle aziende e dei manager che le dirigono, non sarà il fatturato che essi producono, bensì il numero e la qualità delle relazioni da essi instaurati con i propri target interlocutori e di riferimento interni ed esterni“

Come misurare tutto ciò?

Intanto è necessario predisporre strumenti che ci consentano di capire che cosa si dice di noi in rete, per essere consapevoli della nostra reale reputazione.

In seguito ad attività sui social media poi un parametro di valutazione potrebbe essere quello delle conversazioni che si generano nelle community di riferimento e alla quantità di nostri contenuti oggetto di sharing (accompagnati da commenti positivi) da parte degli utenti.

Ancora, in caso di iniziative in cui si chiede agli utenti un parere o una forma di collaborazione, è corretto monitorare non solo la quantità di feedback ma anche la qualità e soprattutto la ricorrenza nel tempo di forme di interazione con le medesime persone.

Si tratta solo di considerazioni a livello molto generale che però portano all’individuazione di un criterio di base: il vero ROI dei social media consiste nella qualità e nel numero di persone con cui l’azienda riesce a stabilire qualche forma di dialogo e di collaborazione continuativa nel tempo.

Diffidate quindi del solo volume immediato di traffico che vi viene portato e cercate invece di capirne la qualità: anche uno scandalo o una protesta contro un vostro intervento in un social media infatti faranno salire le visite al vostro sito ma non credo che lo possiate considerare un successo…

Il 2008 è stato l’anno di community, blog e social network

Riprendo per esteso questo interessante articolo apparso su IAB Blog che testimonia il crescente successo dei siti Social in Italia.

L’originale è visibile cliccando qui.

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Le ultime analisi Nielsen Online sullo scenario di internet in Italia nel mese di dicembre 2008 e sull’andamento della rete nell’ultimo anno, emerge chiaramente che il 2008 è stato l’anno di community, blog e social network.

Mettendo a confronto la classifica delle categorie più visitate nel mese di dicembre 2008 con quella di dicembre 2007 si osserva che sono stabili le prime due posizioni, i motori di ricerca e i portali di contenuti generalisti, mentre le community strappano il terzo posto alle e-mail.

Da notare poi che mentre entra nella top ten la categoria dei tool di ricerca, che comprende per esempio Wikipedia o Yahoo! Answers, perdono terreno le news, scivolate dalla sesta all’ottava posizione, segno che gli utenti si stanno abituando ad un web più partecipativo e alla comunicazione orizzontale. Ingresso nella top ten anche per la categoria dei rivenditori online, a conferma della buona performance dello shopping online nel 2008.

La categoria video e cinema, che include anche il fenomeno YouTube, è infatti quella che cresce di più nel 2008 in termini di penetrazione sugli utenti attivi, dal 43% al 54%, seguita da community e tool di ricerca, entrambe con circa 10 punti percentuali in più. Bene anche i siti per scaricare suonerie e altri programmi per i cellulari e i siti di giochi online, che trainati dal grande successo del mercato dei videogame, sono stati visitati da oltre un terzo dei navigatori.

Passando all’analisi dei siti che sono cresciuti di più nell’ultimo anno all’interno di queste categorie, la “star” del 2008 è senza dubbio Facebook, visitato dal 2% dei navigatori attivi alla fine del 2007 arriva a quasi il 45% del totale dei navigatori attivi, posizionandosi al sesto posto tra i siti più visitati in Italia nel mese di dicembre. Continua anche nel 2008 l’inarrestabile crescita di YouTube, che ormai da 3 anni si posiziona tra i siti con il più alto trend di crescita.

Fonte: Nielsen Online e DailyNet

Social Network, perché sono così adatti al mobile web?

La popolarità dei social network ormai non è più in discussione, nemmeno in Italia dove il fenomeno Facebook ha ridotto il gap con gli altri paesi.

Quello che invece sta emergendo con forza è il successo di questi siti in versione mobile: secondo le stime di una ricerca di Informa per Buongiorno in Europa si passerà dai 26,7 milioni di utilizzatori nel 2008 ai 45,2 milioni nel 2009, per arrivare a circa 134 milioni di utenti nel 2012.
In altri termini, considerando il numero di coloro che possiedono un cellulare, uno su cinque utilizzerà sul device un social network.

Un’altra ricerca di ComScore parla di una crescita nel 2008 del 152% medio in Europa occidentale, con un tasso di penetrazione sugli utenti complessivi di telefonia del 5,4%.

Perché tanto successo?

Il mobile web sicuramente ha dei vantaggi:

  • Disponibilità (in qualsiasi posto e in qualsiasi momento)
  • Posizione specifica (mi trovo in un luogo sempre diverso e localizzabile)
  • Consente di impegnarsi in attività interstiziali (si usa in momenti in cui non penseresti mai di aprire il pc).

I social network infine sono un modo di sviluppare e governare relazioni e rappresentano un’estensione della nostra personalità, proprio come i cellulari.

Ecco dunque perché questi siti sono ideali per il mobile web: esprimono noi stessi e ci consentono di mantenere relazioni ovunque noi siamo, anche nei ritagli di tempo.

Certo in questa evoluzione  ci sono ancora degli ostacoli, come i pericoli per la privacy legati alla localizzazione del device, le piattaforme proprietarie e le tariffe di navigazione alte, tuttavia i social network sembrano sicuramente destinati ad alimentare la diffusione della navigazione in mobilità.

Voi che ne pensate?

Social e Business Networking nel Veneto

Vi segnalo un interessante evento promosso da Nord Est Creativo che sarà ospitato dalla Fondazione Benetton Studi e Ricerche presso gli spazi del palazzo Bomben in Via Cornarotta 7-9 a Treviso il 19 febbraio.

PROGRAMMA

ore 18.00
Apertura dei lavori e relazione:
“Il social e business networking in Veneto”
Maurizio Salamone – Responsabile marketing e vendite per Metagenics e fondatore di Nord Est Creativo
ore 18.15
“Social networking a servizio dell’innovazione”
Silvia Toffolon – Project Manager presso laFornace dell’Innovazione di Asolo”
ore 18.30
“Social networking ed enterprise 2.0: Il caso del mobilificio Lago”
Nicola Zago – Web Marketing Manager presso il Mobilificio Lago
ore 18.45
“Networking e orientamento dei consumi”
Enrico Marchetto – Docente di sociologia dei consumi presso lo Iulm di Milano, project manager (noiza.com) e consulente per la ricerca online (swg.it)
ore 19.00
“Networking e tutela dei dati personali”
Massimo Melica – Melica Scandelin & Partners, Fondatore di “Innovatori”
ore 19.15
“Il Web come Social Network definitivo: spunti sul futuro tra microblogging e Web semantico”
Matteo Brunati – Coordinatore del progetto Metafora AD Network per Apogeo
ore 19.30
“Il networking approda nell’universo dei dispositivi mobili”
Gianluigi Zarantonello – Web specialist ed esperto di communities e networking
ore 19.45
“Networking e letteratura: un’occasione mancata?”
Mauro Gasparini -Scrittore e co-autore del blog satirico “Spinoza”
Ore 20.00 Chiusura dei lavori congressuali

La serata continua in una seconda parte “SOCIAL”.

E necessario confermare la propria partecipazione presso la segreteria organizzativa:
Codice a Curve   cell. 335.1248514, info@codiceacurve.it
specificando se si intende partecipare solo alla conferenza o a tutto l’evento.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI: http://nordestcreativo.blogspot.com/

Social network, la nostra identità in rete…con giudizio

Ho visto con piacere nei giorni scorsi in televisione e sul web la campagna socialePosta con la testa” che invita i giovani, e non solo, ad usare prudenza nel caricare materiali personali in rete.

Sento spesso parlare infatti dei rischi per la privacy insiti nei social network ed in generale sugli strumenti del web 2.0, preoccupazione certamente non priva di ragioni che però nasce da un problema di fondo: la mancanza di cultura e consapevolezza del mezzo.

Infatti ritengo vi sia una reale assenza di percezione di ciò che avviene davvero quando, ad esempio, si posta una foto in rete: di fatto la nostra immagine diventa disponibile al mondo intero su di una macchina server da cui può essere scaricata in un istante e ricopiata in infiniti altri luoghi, senza possibilità reale di bloccarne la diffusione.

Nulla di male se ci sta bene così, un po’ meno se invece si trattava di qualcosa di riservato.
Lo stesso vale, potenziato, per i profili dei social network: scrivere delle sbornie o delle avventure di una sera in un posto potenzialmente accessibile a tutti non sembrerebbe una buona idea offline, mentre sul web lo si fa con assoluta disinvoltura.

Con ciò non voglio difendere a tutti i costi i social network: la possibilità, ad esempio, di postare foto o commenti sui profili altrui sicuramente è qualcosa che lede il diritto alla privacy di ciascuno.

Anche sotto questo punto di vista tuttavia, escludendo i casi di malafede, ancora una volta torniamo al problema della mancanza di cultura: non vorremmo mai così male ad un amico da dire che tradisce la moglie davanti all’interessata, eppure lo facciamo sul suo profilo (pubblico) di Facebook.

Ancora, sempre restando su Facebook, quante persone che conoscete non hanno chiara la differenza fra messaggio (privato) e bacheca (pubblica) nello scrivervi qualcosa?

Ecco dunque che si pone il problema della consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, cui si aggiunge la mancata comprensione di un fattore chiave: nel nuovo web ci si mette la faccia.

E’ finito infatti il tempo dell’anonimato assoluto dietro un nickname, ora quando siamo in rete facciamo, come ho scritto recentemente, del personal branding, ossia presentiamo noi stessi al mondo.
Sono certo che la pensiamo così saremo più attenti nei comportamenti e, magari daremo una mano anche ai più giovani a capire meglio come vanno davvero le cose (con un po’ di buon esempio).

Mi piacerebbe, al solito, conoscere la vostra opinione.

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