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Internet Manager Blog

Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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I have a (small) dream…

Ho scritto recentemente della crescente ipertestualità e crossmedialità del mondo tecnologico che sta sempre più influenzando la nostra vita, dagli smartphone all’iPad passando per QR Code e lettori di varia natura.

Tuttavia nella mia visione l’evoluzione tecnologica ideale dovrebbe andare verso la logica della fruizione universale dei contenuti, indipendente dal supporto utilizzato che si occupa solo di adattarsi a quanto deve essere fruito.

l'iPad

Ebbene qualche tempo fa avevo manifestato qualche dubbio circa il numero elevato di sistemi operativi presenti sugli smartphone, ciascuno dei quali ha un suo ecosistema tendenzialmente chiuso di applicazioni.

Lo stesso tema sembra ora porsi per tutto il mondo dei lettori alla iPad e per altre tecnolgie che si stanno affacciando sul mercato e che traggono il loro valore aggiunto da un marketplace di applicazioni utili (il reale futuro della navigazione in mobilità/extra pc).

fonte:http://carpentier.files.wordpress.com

Per questo ho letto con piacere la news secondo cui Open Mobile System 2.0 (Android) forse supporterà anche gli applicativi di Windows Mobile. Una notizia dello stesso segno di quella di questa estate, che diceva che Office Mobile sarebbe girato anche su Symbian (Nokia, ormai prossimamente open source per altro).

Mi piacerebbe dunque immaginare un prossimo futuro con dei protocolli comuni per la diverse applicazioni, in grado di farle girare su sistemi operativi diversi. I profitti degli sviluppi dei software nati in un certo ecosistema, per le applicazioni di un certo interesse, potrebbero aumentare grazie alla diffusione mentre gli apps store avranno sempre senso e mercato per applicativi molto specifici, come possono essere ad esempio quelli legati al multitouch dell’iPhone.

Sia come sia, credo che la competizione giovi molto, mentre la frammentazione in ambienti chiusi no.

Per questo mi piace immaginare questo piccolo sogno, che poi è quello che ha fatto grande la rete: un substrato comune dove tutti possono competere, tutti possono fruire delle oppportunità come utenti e che premia i più bravi con il successo, anche economico.

Mi sto allargando troppo? Aspetto i vostri pareri…

QR code, l’ipertestualità sbarca fuori da Internet

Questo post nasce dalla lettura dell’ultimo numero di Panorama, che ha fatto largo uso di QR code negli articoli e nella pubblicità, spiegando ai suoi lettori come utilizzare questo strumento.

Il Qr code si usa già sulla stampa per uso pubblicitario (i QR esistono dal 1994), ma mi ha colpito l’uso integrato che ne ha fatto il settimanale, un vero mezzo di approfondimento multimediale dei testi. Con scenari interessantissimi.

Infatti con un semplice telefonino collegato a Internet si possono creare link, contenuti extra, strumenti interattivi a partire da semplici fogli di carta, che così possono superare anche il limite dell’aggiornamento una volta avvenuta la stampa.

Il Qr Code di questo blog

Insomma Il QR offre tutta a ricchezza dell’ipertestualità unità all’ubiquità dei telefonini, con in più la possibilità di una reale integrazione cross mediale.

Anche la realtà aumentata permette di far vivere la carta stampata oltre le pagine ma forse i Qr code oggi sono più alla portata del grande pubblico,visto che quasi tutti i telefoni sono in grado di supportare queste soluzioni.

Quali limiti ci sono allora alla diffusione dei QR? Intanto la gente li conosce poco perché i reader non sono montati di serie sugli smartphone, se escludiamo alcuni modelli.

Ci sono poi i costi di connessione da cellulare in Italia, che affossano tuttora la fruizione di Internet in mobilità.

Trovo però che le soluzioni, non solo pubblicitarie, che questi codici offrono siano veramente ampie, voi che ne dite? siete pronti all’era degli ipertesti crossmediali?

Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni e esperienze.

Smartfone e Mobile Web: cresce la competizione e arrivano nuovi servizi

Il mondo degli smartfone, nonostante un rallentamento del tasso di crescita, è quanto mai vivace e ricco di novità e il dominio di Symbian (Nokia) ormai vede dei competitor vivaci e intraprendenti come Windows Mobile di Microsoft, Blackberry di Rim, l’emergente iPhone di Apple e Android di Google.

La notizia interessante in merito è proprio quella che Android, l’ultimo arrivato (e unico progetto open source), ha portato a 47 i partner della sua «Open Handset Alliance», con ben sedici nuovi membri. Realtà di primo piano, come Arm, Garmin, Sony Ericsson, Vodafone, Akm semiconductor, Asus, Atheros, Borqs, Ericsson, Huawei technologies, Omron software, Softbank mobile, Teleca AB e Toshiba. Uno stimolo in più alla corsa allo sviluppo del settore.

Novità interessanti in vista poi anche sul fronte dei servizi: Babelgum, il gruppo fondato da Silvio Scaglia (ex Fastweb), sta lanciando in questi giorni una “no-pay tv” in esclusiva con Vodafone.
Una piattaforma dove sarà possibile vedere video musicali, documentari naturalistici Bbc e speciali sit-com pensate esplicitamente per questo canale.
Tutto questo scaricando dal portale Vodafone Live il software, senza costi aggiuntivi, neppure quelli di collegamento, tasto dolente di tutti i servizi di Internet Mobile.

Il canale infatti tenterà di ripagarsi con la pubblicità, dividendo i proventi degli spot sia con i fornitori di contenuti, sia con Vodafone stessa.

Un passo in più per offrire ai navigatori del mobile web un’esperienza sempre più ricca e stimolante che favorirà una maggiore diffusione dell’utilizzo del telefonino per connettersi alla rete.
Per il quale l’unico ostacolo reale alla diffusione di massa sono ancora i costi alti di connessione.

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