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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

Autore

Gianluigi Zarantonello

Former CDO at OVS Spa and past Global Digital Solutions Director at Valentino Spa http://www.gianluigizarantonello.it - Digital Transformation Leader | AI & Martech Strategist | Luxury & Fashion Tech Executive and Advisor | Speaker & Author on Innovation

Profumo di Carriera: il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro

Segnalo con piacere un progetto interessente, www.profumodicarriera.it, il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro.

L’esempio insegna più di mille parole”.  Facendo tesoro di questo detto popolare, il magazine online “Profumo di carriera” mette a disposizione dei lettori profili di uomini d’azienda, nonché strumenti per permettere a tutti di fare benchmarking e imparare dall’esperienza altrui.

Vuole offrire la possibilità di fare rete, costruire contatti e relazioni fra intervistati e lettori. Per questo gli utenti hanno la possibilità di porre una domanda all’intervistato, che racconta la propria esperienza professionale, parla dell’azienda per la quale lavora e del ruolo che vi ricopre. Nel magazine si potranno leggere moltissime interviste a uomini e donne d’azienda, che parleranno del loro iter professionale, della funzione assunta, o dell’azienda nella quale prestano servizio.

Chi legge potrà quindi fare benchmarking, ossia imparare dalle esperienze altrui. Sfogliando le pagine della rivista online, avrà modo di scoprire i percorsi di carriera di amministratori delegati, direttori finanziari, responsabili risorse umane, commerciali e marketing. Potrà conoscere i punti di forza che ne hanno determinato il successo professionale, carpire qualche loro segreto e far tesoro dei consigli. Chi desidera intraprendere i medesimi percorsi professionali, potrà sapere in anticipo a quali difficoltà andrà incontro, come superarle e come tenersi aggiornato. E – perché no – avrà anche modo di conoscere le sfide future cui saranno chiamate a far fronte le diverse figure aziendali.
Profumo di Carriera si rivolge anche a quelle persone che desiderano avere l’opportunità di costruire nuovi contatti con i professionisti dei diversi settori. A loro sarà infatti data la possibilità di porre una domanda all’intervistato: una curiosità, un quesito, la richiesta di un consiglio o suggerimento, o quant’altro.
Nell’ottica dell’open-source, in Profumo di Carriera il lettore troverà una mini-guida all’uso di alcuni fra i più importanti strumenti web 2.0. Tra questi: i social-network MySpace, LinkedIn, Facebook, Viadeo, Skype, ecc., che aiutano a gestire il proprio network di contatti, a scambiare informazioni, a condividere materiali, nonché conoscenza.

Ma anche i blog, che consentono una maggiore visibilità a chi li apre in rete. E gli rss che permettono di venire aggiornati in tempo reale. Nel magazine online non mancheranno infine film e video, riviste e libri, che la redazione di “Profumo di Carriera” o gli stessi intervistati, suggeriranno ai lettori quali materiali utili e formativi.
L’attenzione alla comunicazione costruita attorno al concetto di web 2.0, l’interesse ad ampio spettro per la multimedialità, la curiosità per l’universo aziendale e le figure manageriali che lo dirigono e lo strutturano, il desiderio di fare da tramite in modo sinergico fra l’azienda e il lavoratore, fanno di questo magazine uno strumento interessante.

Rete G2, il web 2.0 per le seconde generazioni

Il web 2.0 si dimostra sempre più prezioso per collegare persone che hanno degli interessi e, in questo caso, una causa comune da portare avanti.

E’ il caso di www.secondegenerazioni.it, il sito che riunisce e organizza le varie attività della Rete G2, un’organizzazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati e rifugiati nati e/o cresciuti in Italia.

I ragazzi che ne fanno parte si occupano attivamente del tema della cittadinanza italiana (che non è concessa automaticamente a chi nasce in Italia) e della lotta alla discriminazione e con questa rete si aggregano fra loro su tutto il territorio nazionale.

Oltre a varie attività offiline il web è uno dei principali punti di aggregazione e di organizzazione: ci sono i feed rss, l’area video e foto, il forum, la pagina su MySpace.

Insomma un esempio in più di come il web 2.0 possa servire buone causa ed unire le persone attorno ad un obiettivo.

Sai che cosa si dice di te in rete? L’importanza del monitoraggio

La reputazione è un bene prezioso e di questo qualsiasi azienda è pienamente consapevole, almeno per quanto riguarda i media trazionali.

Ma sul web? Beh sulla rete, in particolare nei forum e nella blogosfera, le voci corrono ad una velocità enorme e con un’ampiezza di diffusione che può rapidamente uscire dai confini nazionali ma pochi se ne rendono conto.

Come si monitora la rete ed in particolare il mondo magmatico del web 2.0? La cosa migliore è di dotarsi di un tool software apposito, in grado di farci avere in tempo veloce e in modo costante notizia di tutto ciò che si dice di noi, naturalmente con criteri di settaggio che evitino omonimie e risultati non realmente rilevanti.

E una volta trovato qualche commento negativo che si fa?

Si deve decidere volta per volta ma si possono dare alcuni consigli:

a) Non intervenire a tutti i costi, se è una critica non troppo aggressiva, in una fonte poco nota e se, dopo qualche giorno non genera strascichi è meglio non essere ossessivi.

b) Se dobbiamo invece intervenire è bene farlo dichiarando la propria identità, meglio se con il ruolo aziendale, mai cercare di fingersi un altro utente comune.

c) Per far sì che sui motori di ricerca nel breve periodo non compaiano solo i commenti negativi su di voi si possono acquistare degli annunci pay per click con le parole/argomenti incriminati.

d) In tutti i casi (compreso il punto a) bisogna tempestivamente prevedere delle pagine sull’argomento sul proprio sito, in modo che esse siano disponibili per gli interessati e siano indicizzate. Infatti anche dopo mesi, quando la protesta è passata, restano reperiti dai motori i risultati negativi e se non ci sono i nostri argomenti di risposta lasciamo di fatto la parola agli avversari.

Naturalmente le attività di gestione della reputazione online non servono a ripulire dai commenti negativi il web (bene lo spiega questo post) ma permettono all’azienda di capire cosa pensano e dicono gli utenti e consentono l’intervento tempestivo su voci, magari infondate, che possono fare grossi danni all’azienda.

Pensate sia un’esagerazione? Leggete questa storia…

Fare business con il Web 2.0: SMI Day 2008

Oggi vi segnalo un evento che si prospetta veramente interessante: Fare business con il Web 2.0: SMI Day 2008, il prossimo 2 Dicembre a Milano.

Questa la presentazione ufficiale: L’innovazione, il marketing, le nuove sfide che il web 2.0 propone oggi alle aziende: questi i temi centrali dell’evento annuale che Knowità, azienda specializzata in alta formazione manageriale, propone il prossimo dicembre in collaborazione con Experience Co-Creation Partnership.

L’incontro si presenta come un’occasione unica di dibattito sul ruolo delle nuove tecnologie, dei nuovi modelli di relazione impresa – consumatore, degli approcci web 2.0 e sulle nuove opportunità di business che questi offrono alle aziende.

Per informazioni e iscrizioni: http://www.connecting-managers.com/index.jsp?doc=3145

Magmark: creare, votare e condividere una collezione di magazine online

Mi fa sempre piacere parlare di progetti di web 2.0 made in Italy e per questo vi segnalo volentieri Magmark di Orlando Merone.

Magmark è un progetto di social bookmarking, un servizio basato sul web 2.0, dove vengono resi disponibili elenchi di segnalibri (bookmark) creati dagli utenti. Acronimo di magazine bookmarking, il progetto parte da un’idea molto semplice: creare, votare e condividere una collezione di magazine online con l’intento di sviluppare uno strumento utile alla promozione della creatività sul web e una continua fonte di informazione ed ispirazione per chi si occupa di nuovi trend.
non è sicuramente il primo strumento del genere, piuttosto vuol essere la dimostrazione della facilità di utilizzo e delle grandi potenzialità di quella che si può definire l’evoluzione di un blog o di un aggregatore di notizie.

I mags, sono divisi in diverse categorie a seconda del formato di visualizzazione: dai pdf magazine si arriva ai magazine in versione cartacea (print) passando per gli screen e i desk che sono visualizzabili online oppure attraverso un’applicazione da scaricare sul desktop.
Gli utenti hanno la possibilità di suggerire nuovi segnalibri, assegnare un voto e segnalare le testate che suscitano maggior interesse attraverso social networks come facebook o linkedin.

Melting Spot – La Comunicazione d’impresa nell’Italia Multietnica

Segnalo con piace questo interessante appuntamento, Melting Spot, La Comunicazione d’impresa nell’Italia Multietnica, 18 novembre 2008 – Ore 14.30 – Aula Nievo, Palazzo Bo, Padova, su di un tema molto caldo, di cui anche io mi sono occupato tempo addietro.

Il convegno è promosso da Ferpi + Etnica in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Padova e TP (Associazione pubblicitari professionisti).

Il programma completo è disponibile sul sito di Ferpi.

Per informazioni ed iscrizioni:
Tel 049 660405

Il nuovo lusso e l’importanza di raccontare il prodotto

Come molti di voi sapranno io sono un sostenitore dell’importanza dei contenuti sul web e nella comunicazione in genere. Ebbene oggi la capacità di interessare ed emozionare il consumatore sta diventando fondamentale nel mercato del “nuovo lusso”, tema a me caro in quanto già argomento della mia tesi di laurea.

Se si consulta un vocabolario alla voce “lusso” si trova scritto “ogni cosa che costa molto in proporzione all’utilità, ai bisogni che soddisfa o alle possibilità economiche di chi la considera; ogni cosa che non sia necessaria” e ancora “sfoggio di ricchezze, di abbondanza”.
Quest’idea tradizionale del lusso si lega ad un consumatore facoltoso ed elitario, che fa uso di beni di altissimo costo per dimostrare il proprio status.

Molte cose però sono cambiate nel consumo moderno: i consumatori infatti dispongono di sempre maggiori informazioni sui prodotti, sono più attenti e valutano con competenza crescente il rapporto qualità prezzo dei beni, ricercano delle emozioni ma non sono interessati all’ostentazione e sono più egoriferiti.

Da questo scenario emerge una possibilità di fare business molto interessante, legata a quello che due autori, Silverstein e Fiske (2003), definiscono il “nuovo lusso“, verso cui si vanno muovendo sempre più i consumatori.

Parliamo di beni non necessariamente super costosi, che però riescono a spuntare un premium price anche molto superiore a quello della concorrenza, grazie a un mix di qualità ed emozioni che suscitano nel consumatore.

In comune oltre al prezzo premium, essi hanno alcune caratteristiche.
In primo luogo suscitano un coinvolgimento emotivo nel consumatore, indipendentemente da costo e settore merceologico.
L’emozione però non basta, dato che la qualità deve essere alta, ci deve essere un design e/o una tecnologia innovativa e distintiva e questi elementi devono produrre un reale beneficio di tipo funzionale per il consumatore.

Dunque per questi prodotti è particolarmente importante il racconto di come vengono realizzati, della storia del fondatore dell’azienda, delle informazioni sulle terre dove con procedimenti artigianali vengono lavorate le materie prime.

Va da sè che Internet, con la sua logica ipertestuale e con l’apporto di multimedia, è un mezzo ottimale per trasmettere le emozioni ma anche le informazioni sulla qualità che il racconto del prodotto deve contenere.

Per questo il mio consiglio è ancora una volta quello di investire sui contenuti, anche non meramente pubblicitari, dei vostri siti (e della vostra comunicazione in genere), per valorizzare la vostra offerta e insieme interessare ed emozionare il cliente.

Qualche considerazione sulle applications di Linkedin

Linkedin, dopo alcuni mesi dall’annuncio, ha finalmente messo in linea alcune applicazioni sviluppate da terze parti, non molte in termini di quantità ma davvero di notovele interesse.

Lo screenshot della applicazioni di Linkedin
Lo screenshot della applicazioni di Linkedin

Intanto trovo corretto che le applicazioni pubblicate siano poche e molto selezionate, sono infatti molto coerenti con il target e non sono troppo invasive (come invece quelle di alcuni social network, Facebook in testa).

Ancora di più però sono rimasto impressionato dalla potenza che i database dei social network possono generare se interrogati da dei mashup come quelli che ci sono in linea nella directory di Linkedin.

Ne cito solo una, My Travel, che permette di sapere dove i membri del proprio network stanno viaggiando nel mondo in modo da permettere di incontrarsi sfruttando le occasioni di spostamento. Semplice ma davvero coerente con un target manageriale.

Infine, sempre a proposito della potenza insita nei network provate a rispondere ad uno dei sondaggi di una sola domanda che trovate su Linkedin ed andate a guardare i risultati: grazie alle informazioni contenute nei profili verranno mostrati molti grafici sulla divisione di genere, di seniority, di dimensione di azienda e molto altro ancora. Con una sola domanda a risposta multipla!

Una riprova, una volta di più, che le relazioni sono uno strepitoso vantaggio competitivo nell’era della rete.

I blog e le community come strumenti di conoscenza del cliente

Riprendo, con i dovuti aggiornamenti, un mio articolo di diversi anni fa sui blog e le community come strumenti di marketing, argomento che credo possa essere ancora molto “caldo”.  Non mi riferisco qui alle brand community promosse dalle aziende ma all’utilizzo di quelle “neutre” già presenti sulla rete.

Questi strumenti possono essere utili all’uomo di marketing? Sicuramente sì.

Questi siti infatti sono una miniera di informazioni sui trend del settore e sulle esigenze dei relativi consumatori, che si scambiano impressioni ed esperienze sulle aziende e sui prodotti.

Inoltre gli utenti di Internet tendenzialmente sono pigri (nonostante gli strumenti offerti dal web 2.0 stiano infuenzando questo trend) e non sono molto propensi ad impegnarsi durante la navigazione, dunque quelli che frequentano attivamente le community ed aprono i blog rappresentano gli esponenti più vivaci e, spesso, avanzati, del relativo segmento d’interesse, soggetti altrimenti difficili da individuare all’interno dell’intero insieme dei consumatori.

Infine negli ultimi anni diverse software house hanno sviluppato motori intelligenti di ricerca e monitoraggio di che cosa si dice di un brand in rete, in grado di recuperare soprattutto topic dei forum e post dei blog che sarebbero impossibili da reperire altrimenti.

http://www.alfemminile.com/, importante e vivace community rivolta alle donne
http://www.alfemminile.com/, importante e vivace community rivolta alle donne

Gli spazi dunque sono notevoli ma occorre molta attenzione.
Ecco allora alcuni consigli.

Primo: in caso di partecipazione dell’azienda alla community bisogna usare i linguaggi giusti, che di fatto variano a seconda del tipo di comunità, occorre quindi una buona sensibilità linguistica e la conoscenza dei codici semantici della Rete per poter trovare davvero un valido riscontro negli utenti.

Secondo, onestà e trasparenza: se si interviene nella community, ad esempio per contestare una diffamazione, lo si deve fare presentandosi come azienda, meglio se con nome, cognome e ruolo ricoperti..
Cercare di influenzare in modo forte la Community o il Blog senza “dichiararsi” può essere davvero controproducente, perché gli utenti possono scoprire l’inganno e le notizie sulla Rete viaggiano molto velocemente, per cui l’immagine di un’azienda, anche grande, può ricevere colpi durissimi.

Terzo: si può fare pubblicità tabellare sulle Community e sui blog senza problemi (a patto di non essere troppo invasivi), tuttavia i migliori strumenti restano concorsi, sondaggi e quiz, più partecipativi per l’utente e più ricchi d’informazioni per l’impresa.

In sostanza dunque il web resta una miniera incredibile di informazioni, che vanno però usate con intelligenza e trasparenza, nel pieno rispetto degli utenti.

Altro è poi costruire una relazione, ma di questo magari palerò in un prossimo post.

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