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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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Le tecnologie passano ma le relazioni (se coltivate) restano…

Ieri sera ero ad un interessante incontro del social network Innovatori, che ha iniziato un tour di appuntamenti in giro per l’Italia per dare modo ai propri soci di conoscersi.

L'Home Page di Innovatori

Si tratta di un modello che conosco bene e condivido pienamente avendo iniziato ad abbinare community online con appuntamenti reali già nel 2003 con il progetto Connecting-Managers, tutt’ora attivo e di grande successo.

Oggi molti social network stanno seguendo questa via (Innovatori, MilaniIN, VenetoIN e altri ancora) e lo stesso successo delle feste di Facebook ha stupito i media (ma non me).

Infatti il rischio che si corre mantendo delle relazioni solo su Internet è che esse restino solo virtuali e non portino poi, se non per casi specifici, ad un momento di reale conoscenza, questo dunque sta spingendo molte realtà a promuovere momenti di incontro.

Questo mi porta ad un’altra riflessione: oggi vanno per la maggiore Facebook e la piattaforma di Ning, mentre (a livello mediatico) l’anno sorso la killer application sembrava essere Second Life.

Tutte le tecnologie, secondo il noto ciclo di Hype, vivono un momento di euforia che poi porta ad una disillusion ed un assestamento, non bisogna quindi affidare solo agli strumenti lo sviluppo delle relazioni ma bisogna servisi di essi per sviluppare reali e proficui rapporti.

Le relazoni infatti sono il nuovo vantaggio competitivo e saranno in grado di passare da una piattaforma all’altra traendo il meglio da ciascuna (ricordiamoci che il networking precede, in termini temporali, il web 2.0).

Mi piacerebbe sentire il vostro parere in merito.

Profumo di Carriera: il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro

Segnalo con piacere un progetto interessente, www.profumodicarriera.it, il magazine online per chi non vuole fermarsi nel lavoro.

L’esempio insegna più di mille parole”.  Facendo tesoro di questo detto popolare, il magazine online “Profumo di carriera” mette a disposizione dei lettori profili di uomini d’azienda, nonché strumenti per permettere a tutti di fare benchmarking e imparare dall’esperienza altrui.

Vuole offrire la possibilità di fare rete, costruire contatti e relazioni fra intervistati e lettori. Per questo gli utenti hanno la possibilità di porre una domanda all’intervistato, che racconta la propria esperienza professionale, parla dell’azienda per la quale lavora e del ruolo che vi ricopre. Nel magazine si potranno leggere moltissime interviste a uomini e donne d’azienda, che parleranno del loro iter professionale, della funzione assunta, o dell’azienda nella quale prestano servizio.

Chi legge potrà quindi fare benchmarking, ossia imparare dalle esperienze altrui. Sfogliando le pagine della rivista online, avrà modo di scoprire i percorsi di carriera di amministratori delegati, direttori finanziari, responsabili risorse umane, commerciali e marketing. Potrà conoscere i punti di forza che ne hanno determinato il successo professionale, carpire qualche loro segreto e far tesoro dei consigli. Chi desidera intraprendere i medesimi percorsi professionali, potrà sapere in anticipo a quali difficoltà andrà incontro, come superarle e come tenersi aggiornato. E – perché no – avrà anche modo di conoscere le sfide future cui saranno chiamate a far fronte le diverse figure aziendali.
Profumo di Carriera si rivolge anche a quelle persone che desiderano avere l’opportunità di costruire nuovi contatti con i professionisti dei diversi settori. A loro sarà infatti data la possibilità di porre una domanda all’intervistato: una curiosità, un quesito, la richiesta di un consiglio o suggerimento, o quant’altro.
Nell’ottica dell’open-source, in Profumo di Carriera il lettore troverà una mini-guida all’uso di alcuni fra i più importanti strumenti web 2.0. Tra questi: i social-network MySpace, LinkedIn, Facebook, Viadeo, Skype, ecc., che aiutano a gestire il proprio network di contatti, a scambiare informazioni, a condividere materiali, nonché conoscenza.

Ma anche i blog, che consentono una maggiore visibilità a chi li apre in rete. E gli rss che permettono di venire aggiornati in tempo reale. Nel magazine online non mancheranno infine film e video, riviste e libri, che la redazione di “Profumo di Carriera” o gli stessi intervistati, suggeriranno ai lettori quali materiali utili e formativi.
L’attenzione alla comunicazione costruita attorno al concetto di web 2.0, l’interesse ad ampio spettro per la multimedialità, la curiosità per l’universo aziendale e le figure manageriali che lo dirigono e lo strutturano, il desiderio di fare da tramite in modo sinergico fra l’azienda e il lavoratore, fanno di questo magazine uno strumento interessante.

Rete G2, il web 2.0 per le seconde generazioni

Il web 2.0 si dimostra sempre più prezioso per collegare persone che hanno degli interessi e, in questo caso, una causa comune da portare avanti.

E’ il caso di www.secondegenerazioni.it, il sito che riunisce e organizza le varie attività della Rete G2, un’organizzazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati e rifugiati nati e/o cresciuti in Italia.

I ragazzi che ne fanno parte si occupano attivamente del tema della cittadinanza italiana (che non è concessa automaticamente a chi nasce in Italia) e della lotta alla discriminazione e con questa rete si aggregano fra loro su tutto il territorio nazionale.

Oltre a varie attività offiline il web è uno dei principali punti di aggregazione e di organizzazione: ci sono i feed rss, l’area video e foto, il forum, la pagina su MySpace.

Insomma un esempio in più di come il web 2.0 possa servire buone causa ed unire le persone attorno ad un obiettivo.

Fare business con il Web 2.0: SMI Day 2008

Oggi vi segnalo un evento che si prospetta veramente interessante: Fare business con il Web 2.0: SMI Day 2008, il prossimo 2 Dicembre a Milano.

Questa la presentazione ufficiale: L’innovazione, il marketing, le nuove sfide che il web 2.0 propone oggi alle aziende: questi i temi centrali dell’evento annuale che Knowità, azienda specializzata in alta formazione manageriale, propone il prossimo dicembre in collaborazione con Experience Co-Creation Partnership.

L’incontro si presenta come un’occasione unica di dibattito sul ruolo delle nuove tecnologie, dei nuovi modelli di relazione impresa – consumatore, degli approcci web 2.0 e sulle nuove opportunità di business che questi offrono alle aziende.

Per informazioni e iscrizioni: http://www.connecting-managers.com/index.jsp?doc=3145

Magmark: creare, votare e condividere una collezione di magazine online

Mi fa sempre piacere parlare di progetti di web 2.0 made in Italy e per questo vi segnalo volentieri Magmark di Orlando Merone.

Magmark è un progetto di social bookmarking, un servizio basato sul web 2.0, dove vengono resi disponibili elenchi di segnalibri (bookmark) creati dagli utenti. Acronimo di magazine bookmarking, il progetto parte da un’idea molto semplice: creare, votare e condividere una collezione di magazine online con l’intento di sviluppare uno strumento utile alla promozione della creatività sul web e una continua fonte di informazione ed ispirazione per chi si occupa di nuovi trend.
non è sicuramente il primo strumento del genere, piuttosto vuol essere la dimostrazione della facilità di utilizzo e delle grandi potenzialità di quella che si può definire l’evoluzione di un blog o di un aggregatore di notizie.

I mags, sono divisi in diverse categorie a seconda del formato di visualizzazione: dai pdf magazine si arriva ai magazine in versione cartacea (print) passando per gli screen e i desk che sono visualizzabili online oppure attraverso un’applicazione da scaricare sul desktop.
Gli utenti hanno la possibilità di suggerire nuovi segnalibri, assegnare un voto e segnalare le testate che suscitano maggior interesse attraverso social networks come facebook o linkedin.

Qualche considerazione sulle applications di Linkedin

Linkedin, dopo alcuni mesi dall’annuncio, ha finalmente messo in linea alcune applicazioni sviluppate da terze parti, non molte in termini di quantità ma davvero di notovele interesse.

Lo screenshot della applicazioni di Linkedin
Lo screenshot della applicazioni di Linkedin

Intanto trovo corretto che le applicazioni pubblicate siano poche e molto selezionate, sono infatti molto coerenti con il target e non sono troppo invasive (come invece quelle di alcuni social network, Facebook in testa).

Ancora di più però sono rimasto impressionato dalla potenza che i database dei social network possono generare se interrogati da dei mashup come quelli che ci sono in linea nella directory di Linkedin.

Ne cito solo una, My Travel, che permette di sapere dove i membri del proprio network stanno viaggiando nel mondo in modo da permettere di incontrarsi sfruttando le occasioni di spostamento. Semplice ma davvero coerente con un target manageriale.

Infine, sempre a proposito della potenza insita nei network provate a rispondere ad uno dei sondaggi di una sola domanda che trovate su Linkedin ed andate a guardare i risultati: grazie alle informazioni contenute nei profili verranno mostrati molti grafici sulla divisione di genere, di seniority, di dimensione di azienda e molto altro ancora. Con una sola domanda a risposta multipla!

Una riprova, una volta di più, che le relazioni sono uno strepitoso vantaggio competitivo nell’era della rete.

I blog e le community come strumenti di conoscenza del cliente

Riprendo, con i dovuti aggiornamenti, un mio articolo di diversi anni fa sui blog e le community come strumenti di marketing, argomento che credo possa essere ancora molto “caldo”.  Non mi riferisco qui alle brand community promosse dalle aziende ma all’utilizzo di quelle “neutre” già presenti sulla rete.

Questi strumenti possono essere utili all’uomo di marketing? Sicuramente sì.

Questi siti infatti sono una miniera di informazioni sui trend del settore e sulle esigenze dei relativi consumatori, che si scambiano impressioni ed esperienze sulle aziende e sui prodotti.

Inoltre gli utenti di Internet tendenzialmente sono pigri (nonostante gli strumenti offerti dal web 2.0 stiano infuenzando questo trend) e non sono molto propensi ad impegnarsi durante la navigazione, dunque quelli che frequentano attivamente le community ed aprono i blog rappresentano gli esponenti più vivaci e, spesso, avanzati, del relativo segmento d’interesse, soggetti altrimenti difficili da individuare all’interno dell’intero insieme dei consumatori.

Infine negli ultimi anni diverse software house hanno sviluppato motori intelligenti di ricerca e monitoraggio di che cosa si dice di un brand in rete, in grado di recuperare soprattutto topic dei forum e post dei blog che sarebbero impossibili da reperire altrimenti.

http://www.alfemminile.com/, importante e vivace community rivolta alle donne
http://www.alfemminile.com/, importante e vivace community rivolta alle donne

Gli spazi dunque sono notevoli ma occorre molta attenzione.
Ecco allora alcuni consigli.

Primo: in caso di partecipazione dell’azienda alla community bisogna usare i linguaggi giusti, che di fatto variano a seconda del tipo di comunità, occorre quindi una buona sensibilità linguistica e la conoscenza dei codici semantici della Rete per poter trovare davvero un valido riscontro negli utenti.

Secondo, onestà e trasparenza: se si interviene nella community, ad esempio per contestare una diffamazione, lo si deve fare presentandosi come azienda, meglio se con nome, cognome e ruolo ricoperti..
Cercare di influenzare in modo forte la Community o il Blog senza “dichiararsi” può essere davvero controproducente, perché gli utenti possono scoprire l’inganno e le notizie sulla Rete viaggiano molto velocemente, per cui l’immagine di un’azienda, anche grande, può ricevere colpi durissimi.

Terzo: si può fare pubblicità tabellare sulle Community e sui blog senza problemi (a patto di non essere troppo invasivi), tuttavia i migliori strumenti restano concorsi, sondaggi e quiz, più partecipativi per l’utente e più ricchi d’informazioni per l’impresa.

In sostanza dunque il web resta una miniera incredibile di informazioni, che vanno però usate con intelligenza e trasparenza, nel pieno rispetto degli utenti.

Altro è poi costruire una relazione, ma di questo magari palerò in un prossimo post.

Comunicare in un widget

I widget sono piccole applicazioni, fatte con diverse tecnologie, che si possono installare su siti, blog, social network e anche sul proprio desktop.

Per quanto ancora poco noti alle aziende sono in realtà un ottimo strumento di comunicazione a poco prezzo e, se ben fatti, molto efficaci.

Negli USA sono sempre più diffusi, e si prevede, entro il 2008, una spesa di 40 milioni per creare, promuovere e distribuire i widget delle aziende (Stime di eMarketer, fonte IAB Blog).

Perché conviene comunicare con un widget?

Prima di tutto un widget è uno strumento simpatico, alternativo al sito istituzionale, meno formale e più originale.

Inoltre il widget si può installare su spazi dove l’azienda normalmente non riesce ad avere una forte comunicazione: i siti personali, i blog, i social network o anche i desktop dei pc.

Infine un widget piacevole esteticamente e funzionalmente ha ottime possibiltà di essere diffuso in modo virale dagli utenti che lo segnalano ai propri amici.

Un caso concreto che ho avuto modo di seguire direttamente? Il widget Coin per il desktop, sviluppato per Windows Vista e per Google Desktop, di cui potete vedere uno screenshot qui sotto.

Conoscete qualche caso interessante di widget aziendale italiano? Sarebbe interessante discuterne…

La scienza, il web collaborativo e le malattie rare

Sull’ormai famoso libro Wikinomics l’anno scorso si parlava del web collaborativo legato al mondo della ricerca scientifica, ebbene questa tendenza continua e si rafforza nel settore della ricerca sulle malattie rare.

Diversi casi interessanti sono stati citati da Panorama in un recente articolo.

Un esempio è il sito CollabRx, fondato dal milionario Jay Tenenbaum dopo essere sopravvissuto ad una rara forma di melanoma.

Grazie a questo spazio online il crowdfunding (la raccolta fondi fatta tramite le donazioni della gente) si è rivelato uno strumento efficace anche per la ricerca medica.

Anche in Italia la situazione si sta muovendo e, per esempio, la Federazione italiana per le malattie rare, Uniamo, sta programmando di lanciare nel prossimo aprile un sito interattivo accessibile anche ai ricercatori con lo scopo di favorire la ricerca di fondi, oltre che lo scambio di conoscenze.

Altro progetto per fare incontrare progetti e finanziamenti è Open Genius, una banca dati web dove i navigatori possono vedere i progetti in corso, finanziare quelli più interessanti e monitore i risultati degli studi sostenuti con il proprio contributo. Il sito sarà rilasciato entro l’anno.

Infine anche i social network si stanno diffondendo nel mondo scientifico italiano, molti usano già reti esistenti come Research Gate e Prometeonetwork, in più nascono nuovi progetti volti a favorire il dialogo tra mondo accademico e industria, come l’italiano Biott.

Una riprova ulteriore di come il web collaborativo stia progressivamente modificando l’approccio lavorativo di tutti i settori.

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