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Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

Autore

Gianluigi Zarantonello

Former CDO at OVS Spa and past Global Digital Solutions Director at Valentino Spa http://www.gianluigizarantonello.it - Digital Transformation Leader | AI & Martech Strategist | Luxury & Fashion Tech Executive and Advisor | Speaker & Author on Innovation

Nasce 20TaskForceItaly, il network dedicato al Web 2.0 per le Aziende Italiane

Vi segnalo un nuovo progetto di networking, made in Italy, appena presentato il giorno 13 ottobre: 20TaskForceItaly

Questo è l’intento dichiarato: “La nostra mission è quella di creare uno spazio virtuale, condiviso da più professionisti del mondo ICT e della Comunicazione in Azienda e da vari Attori delle dinamiche del Web, una Task Force di Professionisti della Rete per fornire alle Aziende Strumenti WEB 2.0 veramente utili.”

Mi sembra un progetto molto interessante, visto che di Web 2.0 si parla molto ma pochi hanno già tradotto queste tecnologie per un uso aziendale nel nostro paese.

Riusciranno i nuovi protagonisti del web mobile a farlo decollare in Italia?

Leggevo un pò di giorni fa sul Sole 24 Ore che ci sono in Europa 100 milioni di utenti di telefonia 3G e che l’Italia è il paese più avanzato in tal senso.

In particolare, citando l’articolo, “la penetrazione di utenti di telefonia 3G rispetto al totale sarebbe infatti arrivata a giugno al 38,3%, in crescita del 6,2% rispetto allo stesso periodo del 2007, mentre gli italiani che utilizzano regolarmente un terminale Umts (o Hspa, evoluzione prima della tecnologia a “pacchetto” Wcdma per il trasporto dati) sarebbero oltre 18 milioni, con un incremento del 24% nei dodici mesi”.

Le alte tariffe di navigazione degli operatori nostrani tuttavia tendono ancora a frenare l’utilizzo del telefonino come strumento di navigazione.

Potranno l’arrivo di Android di Google, l’accordo tra Yahoo e H3G per la chiavetta internet e la diffusione degli smartphone (touch e non) sbloccare la situazione?

Difficile dirlo oggi: mi viene solo da considerare che la possibilità di godere di una sempre più piacevole fruizione in mobilità di Internet farà sì che la domanda di accesso flat cresca, starà però agli operatori concepire nuovi modelli di business non basati solo pur costo del traffico dati.

Facebook, la festa di Roma e i social network che escono dal web

Oggi si è parlato molto della festa di Facebook a Roma, con migliaia di partecipanti, un evento che è arrivato addirittura sui tg nazionali.

Mi sembra importante evidenziare un aspetto che diversi social network di nicchia avevano colto da tempo: il networking che parte dal web diventa ancora più potente se si fa in modo che gli utenti abbiano occasioni organizzate di incontro nel mondo fisico.

Non è un elemento di poco conto, in quanto un’accusa che viene mossa spesso a certe realtà della rete è quella della pura virtualità, dimenticando che il web sociale è fatto da persone, che esistono anche al di fuori da Internet.

Il caso della festa di ieri è legata ad un discorso ludico, tuttavia questo potenziale di aggregazione e mobilitazione non è certo da sottovalutare, specie se rivolto ad ambiti specifici (si pensi agli incontri dei business network di Connecting-Managers o di Milanin).

Con questo non voglio dire che il mondo dei social network sia sempre e comunque positivo, lo stesso Facebook sta suscitando parecchie polemiche per la gestione della privacy, tuttavia mi sembra interessante segnalare come il networking non sia solo un fenomeno “virtuale”.

Il marketing territoriale e la rete internet

Si parla sempre più spesso ormai di marketing del territorio.

Sostanzialmente si tratta di valorizzazione, ovviamente anche economica, d’aree geografiche e della loro cultura, termine quest’ultimo che va inteso nel senso più ampio possibile, spaziando dall’arte alle tradizioni popolari, dall’artigianato all’enogastronomia.

Come si fa a pensare un progetto realmente vincente?

A monte di un progetto di valorizzazione del territorio c’è sicuramente la conoscenza della sua storia e l’individuazione, all’interno dell’ambiente analizzato, delle eccellenze dei diversi settori, quali i migliori artigiani, ristoratori e simili: la qualità di ciò che si mette in campo infatti è un fattore critico di successo.

A questo punto un altro passo importante è quello della tematizzazione: vado a cercare un tema che attraversi in qualche modo tutto il territorio e che permetta di creare una chiave di lettura attraverso cui poi comunicarlo all’esterno.

L’importante è che questo carattere permetta un riscontro emotivo (e quindi un interesse) forte nel visitatore, che gli permetta al limite di immedesimarsi nella situazione, processo quest’ultimo che è particolarmente centrale per eventi puntuali, quali un carnevale o una festa popolare, una grande mostra, una ricostruzione storica.

Infine tematizzare può permettere di “estrarre” anche i simboli necessari a creare un brand per quell’area, sotto forma di vero e proprio logo che permetta di ricollegare al territorio eventi, prodotti e anche sensazioni, una sorta di marchio di qualità insomma.

Una volta avviato questo sistema sta a tutto il territorio comunicarsi, naturalmente con l’ausilio d’uffici stampa, di grandi o piccoli eventi, di pubblicità ma soprattutto di partecipazione degli abitanti al mantenimento di standard elevati d’accoglienza e di qualità in genere.

Naturalmente è particolarmente importante creare consenso e consapevolezza fra i “pubblici influenti”, quali le amministrazioni locali, i gruppi sociali più attivi, le aziende legate al territorio (che possono diventare ottimi sponsor) e tutti coloro che possono favorire od ostacolare la riuscita dell’operazione.

La rete Internet sicuramente in questo senso ha un potenziale straordinario, anche se non sempre gestito al meglio, come il triste caso di Italia.it ha recentemente dimostrato.

Grazie a Internet infatti è possibile creare dei percorsi ipertestuali attraverso le eccellenze del territorio, collegati fra loro da dei punti di congiunzione fra le pagine e arricchibili da vari contenuti multimediali.

Inoltre un sito web permette un aggiornamento continuo dei contenuti, con la possiiblità di tenere viva l’attenzione del pubblico con newsletter e feed rss.

Ancora, non dimentichiamoci che il turismo è uno dei settori trainanti nell’e-commerce e che dunque una valida piattaforma web non è solo un investimento pubblicitario per il territorio ma può diventare uno dei motori dell’accoglienza turistica.

Inoltre con l’avvento del web 2.0 il portale turistico si può aprire anche ai contributi degli appassionati e delle persone del luogo che possono arricchirlo e renderlo vivo e convolgente grazie ai propri contributi, facendo che sì che esso sia una reale espressione del territorio.

Tutto questo putroppo in italia, il paese che meglio potrebbe trarre vantaggio da quanto scritto sopra, è ancora appannaggio di poche realtà non colelgate fra loro e non validamente supportate dallo stato e dagli enti locali (salvo naturalmente delle felici eccezioni).

E’ ora dunque di fare sistema, affidando a dei professionisti della rete il compito di sviluppare insieme alle realtà locali un valido complesso di siti e servizi web collegati fra loro in un network.

Nella speranza che il caso di Italia.it serva da monito per evitare nuove scelte sbagliate.

Gianluigi Zarantonello

Aggiornamento delle news e feed rss: uno spunto su come comunicare sul web 2.0

In passato su queste pagine ho già parlato delll’importanza dei contenuti sui siti aziendali, spesso trascurati privilegiando l’aspetto grafico (naturalmente pure importante).

Infatti avere del contenuto fresco, pensato apposta per internet e frequentemente aggiornato è un ottimo modo per favorire le visite frequenti degli utenti alle nostre pagine aziendali, oltre che un grosso aiuto nell’indicizzazione sui motori di ricerca.

Ho anche parlato di uno strumento forse ancora poco noto al di fuori dei professionisti di Internet, i feed rss.

Molti di voi navigando su Internet avranno notato dei link caratterizzati da un’iconcina xml o rss che parlava dei feed del sito da poter scaricare.

Se avete cliccato il link ed avete un browser un pò vecchio probabilmente vi siete trovati davanti ad un blocco di informazioni incomprensibili ed avete chiuso la finestra senza pensarci più.

Bene, quello che avete intravisto era un feed rss.

Di che cosa si tratta? RSS (acronimo di RDF Site Summary ed anche di Really Simple Syndication) è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web, basato sul linguaggio XML, ossia quella cosa poco comprensibile che avete visto dopo il click sul link.

Tramite questo strumento, facilmente implementabile sulle vostre pagine web, sarete in grado di inviare automaticamente agli utenti che vorranno sottoscrivere il feed le vostre novità che loro leggeranno tramite un lettore gratuito o direttamente dal browser.

Li potranno leggere quando vorrranno e saranno aggiornati in tempo reale.

Capite bene che i vantaggi sono diversi: l’utente sceglie volontariamente di ricevere i feed, non si deve iscrivere né disiscrivere (come avviene per una newsletter), l’aggiornamento riguarda tutti i contenuti che vogliamo ed è in tempo reale.

Ma con l’avvento del web 2.0 e dei social network la cosa si fa ancora più interessante, in quanto sempre più siti, tools e strumenti vari permettono di importare del contenuto dai siti altrui con dei semplici feed rss.

In soldoni una volta che avrete creato il vostro flusso rss potrete distribuire i vostri contenuti su di una varietà enorme di strumenti (compreso il desktop e il telefonino) quasi sempre a costo zero.

Tutto bello e facile dunque? In teoria sì, ma non dimentichiamoci che per funzionare come strumento di marketing e comunicazione il vostro contenuto deve essere aggiornato di frequente con qualità e perizia.

Questa sembra la parte più facile ma in realtà non lo è e lo testimoniano la maggior parte delle sezioni news dei siti aziendali, drammaticamente ferme da mesi o anni.

In conclusione dunque mi piace sottolineare che il web offre sempre più possibilità di comunicazione alle aziende ma che per coglierle serve, con urgenza crescente, l’apporto di figure professionali specializzate nel seguire questi temi che non vanno lasciate alla buona volontà del resto del personale aziendale.

Gianluigi Zarantonello

Giftcard Coin, da oggi si acquista anche online

La giftcard Coin, la carta pre-pagata di Coin, il department store dedicato al mondo dell’abbigliamento e dell’home decoration, è ora acquistabile anche online, oltre che nella rete di department store in tutta Italia.

Tutti coloro che sono lontani o che semplicemente desiderano trovare un regalo originale, collegandosi al sito www.carteregalo.it, potranno scegliere la giftcard che meglio risponde alle proprie esigenze e farla recapitare personalizzata con il proprio messaggio.

Le giftcard sono disegnate in esclusiva per Coin e, per le occasioni speciali come ad esempio il Natale o San Valentino saranno realizzate card personalizzate dedicate all’evento.

La giftcard permette di fare spese in tutti i department store Coin, è subito attiva e ha una validità di 6 mesi. La giftcard può essere utilizzata per uno o più acquisti sino all’esaurimento del suo valore (da dieci fino a mille euro) e permette di scegliere i capi e gli oggetti preferiti tra tutto il mondo Coin.

Manuale operativo di relazioni pubbliche. Metodologia e case history

Manuale operativo di relazioni pubbliche. Metodologia e case history è volume scritto da Giampietro Vecchiato e arricchito da diversi contributi e case history, edito da Franco Angeli.

Il libro si inserisce in un ambito tematico molto caro all’autore e alla Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), di cui è vicepresidente: il pieno riconoscimento istituzionale della disciplina delle relazioni pubbliche e la creazione di procedure metodologiche che diano spessore manageriale alla professione.

Il punto di partenza è la crescente importanza della relazione nel conteso competitivo moderno, che richiede un approccio professionale e scientifico da parte di professionisti specializzati e preparati.

Al valore delle relazioni alla loro importanza strategica è dedicata quindi la prima parte introduttiva, con un intervento di Toni Muzi Falconi.

Il volume poi entra nel vivo della sua parte operativa e vuole dunque proporre prima di tutto una griglia metodologica per gestire in maniera organizzata e processuale un corretto ed efficace piano di comunicazione monitorandone e gestendone in modo professionale tutte le fasi.

Non si tratta naturalmente di una struttura rigida e senza possibilità di adattamento al contesto ma di una guida e di un supporto che permetta l’adozione di un metodo che non lasci spazio all’approssimazione, coerentemente con una disciplina che deve avere la stessa scientificità delle altre aree del management aziendale.

La griglia si articola in dieci fasi: analisi dell’ambiente, del contesto e dello scenario, individuazione dei pubblici e della mappa del potere, ascolto dei pubblici, definizione degli obiettivi, definizione dei messaggi chiave, definizione della strategia di comunicazione, scelta degli strumenti di comunicazione, pianificazione delle azioni, gestione operativa per il trasferimento dei messaggi chiave, monitoraggio, misurazione e valutazione degli effetti delle relazioni pubbliche.

Dopo una descrizione dettagliata delle logiche e degli strumenti coinvolti in ogni fase si passa poi, con la terza parte del libro, all’altro tema cruciale del dibattito professionale sulle relazioni pubbliche: come misurare e valutare l’efficacia.

Infatti la mancanza, ad oggi, di un sistema condiviso e istituzionalizzato di valutazione e misurazione degli effetti prodotti dall’azione del professionista delle relazioni pubbliche impediscono a questa disciplina di acquisire lo stesso status che hanno le altre branche del management d’impresa.

Nel libro si affrontano dunque gli strumenti per l’analisi dell’ambiente, del contesto e dello scenario; gli strumenti per misurare e definire i messaggi-chiave e quelli di monitoraggio, misurazione e valutazione dei risultati.

L’autore realisticamente non nasconde le difficoltà che si presentano nell’attività di misurazione, dovute alla complessità di valutazione della reputazione, al medio-lungo periodo su cui si attuano le azioni di relazioni pubbliche e anche alla paura di fare una valutazione a parte del management aziendale che teme di aver impiegato male le risorse in tal senso.

Questo però non è un motivo sufficiente per non ricercare un metodo e in tal senso sono evidenti gli sforzi prodotti negli ultimi anni dalla ricerca e dalla letteratura di settore e dallo stesso Vecchiato per riuscire ad istituzionalizzare queste discipline sottraendole ai pregiudizi diffusi e radicati che le riguardano.

Infine, per rafforzare ancora di più la dimostrazione che le relazioni pubbliche sono sempre più strategiche, vengono presentate una serie di interessanti case history di vari settori (con le testimonianze dei professionisti coinvolti), che per motivi di spazi ci limitiamo solo ad elencare: la community di Ducati, le relazioni pubbliche per la costruzione dei brand nel caso Mandarina Duck, il black-out Enel del 28 settembre 2003 e le relazioni pubbliche e gestione della crisi, Mobile Journey a Venezia e eventi e marketing PR in Vodafone Italia, gli Stati generali del Comune di Pordenone ed il ruolo delle relazioni pubbliche, relazioni pubbliche e comunicazione interna nel caso Comune di Belluno, la comunicazione istituzionale della Fondazione Banca degli Occhi, relazioni pubbliche e comunicazione interna: il caso Real Padova.

In conclusione dunque l’opera di Vecchiato si presenta come molto interessante sia per il professionista che voglia migliorare la propria metodologia sia per il giovane che intenda accostarsi a questo campo ed in genere è consigliabile a chiunque voglia saperne di più sulle relazioni pubbliche.

Nella speranza che, citando il titolo uno dei primi libri di Vecchiato, il professionista delle relazioni pubbliche non debba più spiegare che “faccio il pr ma non ballo sui cubi”.

SCHEDA DEL VOLUME
Editore: Franco Angeli
Autori e curatori: Giampietro Vecchiato

Contributi: Paolo Aversa, Michele Bottoni, Gianluca Comin, Lucia Fenti, Tino Ferrari, Piero Martinuzzi, Marianna Masiero, Toni Muzi Falconi, Enrico Pinton, Alessandra Veronese

Dati: pp. 288,     1a edizione 2008 (Cod.100.690)
ISBN: 9788846495358

Il tempo e il manager

Buongiorno Antonella, ho visto nei giorni scorsi che hai aperto un nuovo blog dal titolo “Spazio, Tempo e Voce” (http://byoulog.wordpress.com). Come mai questa idea e di che cosa si parla?

L’idea mi è venuta ascoltando le conversazioni delle persone quando non lavorano! Professionisti, managers, imprenditori, impiegati a tutti i livelli.. che, come dire, “a luci spente” tirano fuori sensazioni, emozioni ed umori a margine della loro giornata, o delle loro vita in “carriera”.
Spesso questi umori, queste sensazioni non vengono sufficientemente esternate, finiscono per restarci attaccate addosso anche quando non siamo più in quel ruolo. E’ innegabile che i ritmi delle attuali giornate lavorative finiscono per assorbirci del tutto, certo se a guidarci è la passione per quello che si fa, tutto ha un senso, anche a volte il dimenticarsi di sè, delle proprie esigenze. Questo Blog vuole essere un’offerta spazio-temporale per condividere esperienze ed emozioni ma anche per incontrare nuove persone e perchè no,  per confrontarsi su tematiche comuni.. BeYou non significa solo sii te stesso nell’esprimere opinioni sui vari temi, ma anche qualcosa di più profondo, un invito ad attivare un contatto con quella parte di sè che rimane sul fondo…

Secondo te oggi l’organizzazione e i ritmi del business tendono a bloccarci nella routine e nelle pratiche di ogni giorno, impedendoci di crescere? E se sì quale può essere un rimedio?

Osservando molti contesti organizzativi sia piccoli che più strutturati, ho maturato l’idea che, considerando sia le dinamiche gerarchiche che quelle intra-funzionali, le persone entrano in relazione sia come “risorse” integrate nell’organizzazione in base al ruolo ricoperto che come “persone” in un “micro-cosmo” sociale. Le “persone” hanno aspettative, motivazioni, sogni, vite in corso, ma anche potenzialità, e non ultimo la propria personalità, a volte succede che il contesto organizzativo di tutto questo non riesca a farsi carico e si finisca per provare quello che io chiamo effetto “tapis roulant” si corre inseguendo un nastro, bisogna portare il ritmo, se ci si ferma si rischia di cadere! I rimedi sono tanti e molte discipline oggi ci vengono incontro, il punto di incontro di tutte è il benessere psico-fisico di ognuno di noi conciliato con una sana ambizione e desiderio di vedere riconosciuto il proprio operato o espressi i propri potenziali, a tutti i livelli

Una delle categorie di discussione è il capo. Alcune ricerche recenti dicono che il rapporto degli italiani con i superiori mediamente non è buono, tu cosa ne pensi e, in generale, di che cosa si parla in questa parte del blog?

In effetti mi aspetto che questa rubrica sia molto gettonata in termini di sfoghi! Certo, credo che questo sia tra i rapporti più articolati nelle dinamiche relazionali aziendali, in questa parte del Blog spero che ci sia spazio per un confronto attivo, capi e collaboratori che si confrontano, può essere un’opportunità per tutti per riflettere, e perchè no anche uno scambio di ruoli virtuale potrebbe addirittura essere auspicabile!

Altro argomento caldo: le riunioni. Necessario momento di confronto o certe volte solo rito aziendale?

Sebbene rispondano ad una “certa” esigenza organizzativa, ritengo che in molti casi la seconda ipotesi sia la più vicina alla realtà; …mi aveva molto colpito il titolo di un recente libro di Patrick Lencioni dal titolo “Morto di riunioni” in cui il brillante autore descrive l’inutilità di buona parte delle riunioni aziendali che vengono organizzate, ai vari livelli, con cadenza pressocchè quotidiana, per discutere, tra manager, quadri , consulenti, esperti, in merito ai vari problemi di volta in in volta posti dai direttori. E’ quantomeno emblematica e poi non così lontanta dalla realtà la storiellina che racconto sul Blog, quella dell’amico manager che quando gli chiedo via sms “ciao come stai?” mi risponde “sono in riunione” come se questo fosse uno stato di salute che prevede una cura, !!! Certo ci si può ammalare di “runionite acuta!”

GIANLUIGI ZARANTONELLO

I Social network protagonisti del mobile web

I Social Network sembrano sempre di più essere una delle tipologie di siti che sta avvicinando gli utenti alla navigazione attraverso il telefono cellulare.

Secondo le stime di Datamonitor (citato su IAB Blog) le iscrizioni globali ai siti di social networking dovrebbero raggingere i 230 milioni di utenti alla fine del 2007 (comprese le adesioni a più social network da parte degli utenti), con ricavi pari ai $ 2,4 miliardi entro il 2012.

In particolare il trend è in rapida crescita nei teenagers grandi utilizzatori di dispositivi mobili, negli USA ad esempio più del 50% di loro per cento utilizza i servizi di social networking almeno una vlta al mese e, secondo eMarketer, il numero crescerà fino all’84% nel 2011.

Ancora, secondo Nielsen Mobile, citato in Quo Media, in Europa il 30% degli utenti di telefonia mobile che abbia un profilo su di un social network, usa il cellulare per collegarsi ai network, scambiare messaggi, stabilire nuove relazioni e svolgere tutte le attività tipiche di questi siti.

I big della rete si sono già attrezzati con le loro versioni mobili come Linkedin (http://m.linkedin.com), Facebook (http://m.facebook.com) e Myspace (http://mobile.myspace.com).

Il bisogno di restare sempre in contatto con amici e contatti di vario genere, in qualsiasi momento e indipendetemente dal device utilizzato, sembra dunque una delle applicazioni di successo delle rete in versione mobile (io stesso ne trovo tale uso molto comodo).

Potrà esserlo anche in Italia, dove siamo ancora un pò indietro su questi temi, nel momento in cui le tariffe per la navigazione diverranno più accessibili?

Gianluigi Zarantonello

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