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Internet Manager Blog

Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia, digital transformation, tecnologia e marketing nell'ecosistema digitale

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Internet Manager Blog sbarca sui cellullari e sugli iPhone

Molti di voi avranno letto in passato alcuni miei interventi circa il mobile web e sapranno che considero la navigazione su Internet dai cellulari una delle prospettive più interessanti del prossimo futuro.

Per questo ho colto l’occasione offerta dal servizio Mofuse ed ho creato una versione ottimizzata di questo mio blog per consentire una possibilità in più di consultazione dopo quella già proposta con il widget.

Il blog dunque è ora disponibile in una versione per cellulari (http://webspecialist.mofuse.mobi/) e in una per iPhone (http://webspecialist.mofuse.mobi/iphone).

Inoltre, per chi ha già questa tecnologia sul proprio cellulare, è disponibile anche un QR code.


Quello di Mofuse è uno dei numerosi servizi che, per uso non commerciale, permettono di adattare il proprio blog al mobile web, a testimonianza del sempre maggio interesse per questa nuova frontiera.

Come di consueto sono graditi commenti e pareri.

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I blog e le community come strumenti di conoscenza del cliente

Riprendo, con i dovuti aggiornamenti, un mio articolo di diversi anni fa sui blog e le community come strumenti di marketing, argomento che credo possa essere ancora molto “caldo”.  Non mi riferisco qui alle brand community promosse dalle aziende ma all’utilizzo di quelle “neutre” già presenti sulla rete.

Questi strumenti possono essere utili all’uomo di marketing? Sicuramente sì.

Questi siti infatti sono una miniera di informazioni sui trend del settore e sulle esigenze dei relativi consumatori, che si scambiano impressioni ed esperienze sulle aziende e sui prodotti.

Inoltre gli utenti di Internet tendenzialmente sono pigri (nonostante gli strumenti offerti dal web 2.0 stiano infuenzando questo trend) e non sono molto propensi ad impegnarsi durante la navigazione, dunque quelli che frequentano attivamente le community ed aprono i blog rappresentano gli esponenti più vivaci e, spesso, avanzati, del relativo segmento d’interesse, soggetti altrimenti difficili da individuare all’interno dell’intero insieme dei consumatori.

Infine negli ultimi anni diverse software house hanno sviluppato motori intelligenti di ricerca e monitoraggio di che cosa si dice di un brand in rete, in grado di recuperare soprattutto topic dei forum e post dei blog che sarebbero impossibili da reperire altrimenti.

http://www.alfemminile.com/, importante e vivace community rivolta alle donne
http://www.alfemminile.com/, importante e vivace community rivolta alle donne

Gli spazi dunque sono notevoli ma occorre molta attenzione.
Ecco allora alcuni consigli.

Primo: in caso di partecipazione dell’azienda alla community bisogna usare i linguaggi giusti, che di fatto variano a seconda del tipo di comunità, occorre quindi una buona sensibilità linguistica e la conoscenza dei codici semantici della Rete per poter trovare davvero un valido riscontro negli utenti.

Secondo, onestà e trasparenza: se si interviene nella community, ad esempio per contestare una diffamazione, lo si deve fare presentandosi come azienda, meglio se con nome, cognome e ruolo ricoperti..
Cercare di influenzare in modo forte la Community o il Blog senza “dichiararsi” può essere davvero controproducente, perché gli utenti possono scoprire l’inganno e le notizie sulla Rete viaggiano molto velocemente, per cui l’immagine di un’azienda, anche grande, può ricevere colpi durissimi.

Terzo: si può fare pubblicità tabellare sulle Community e sui blog senza problemi (a patto di non essere troppo invasivi), tuttavia i migliori strumenti restano concorsi, sondaggi e quiz, più partecipativi per l’utente e più ricchi d’informazioni per l’impresa.

In sostanza dunque il web resta una miniera incredibile di informazioni, che vanno però usate con intelligenza e trasparenza, nel pieno rispetto degli utenti.

Altro è poi costruire una relazione, ma di questo magari palerò in un prossimo post.

Il Widget del mio blog

Da oggi è disponibile anche il widget del mio blog, che potete inserire in qualsiasi sito o altro blog per visualizzare i post.

Di default si presenta come nell’immagine sotto, è possibile comunque personalizzarlo.

Nella pagina che vi si apre cliccando qui troverete tutti i modi di modificare l’aspetto e tutti i tipi di inserimento che sono possibili.

Spero vi piaccia!

Il tempo e il manager

Buongiorno Antonella, ho visto nei giorni scorsi che hai aperto un nuovo blog dal titolo “Spazio, Tempo e Voce” (http://byoulog.wordpress.com). Come mai questa idea e di che cosa si parla?

L’idea mi è venuta ascoltando le conversazioni delle persone quando non lavorano! Professionisti, managers, imprenditori, impiegati a tutti i livelli.. che, come dire, “a luci spente” tirano fuori sensazioni, emozioni ed umori a margine della loro giornata, o delle loro vita in “carriera”.
Spesso questi umori, queste sensazioni non vengono sufficientemente esternate, finiscono per restarci attaccate addosso anche quando non siamo più in quel ruolo. E’ innegabile che i ritmi delle attuali giornate lavorative finiscono per assorbirci del tutto, certo se a guidarci è la passione per quello che si fa, tutto ha un senso, anche a volte il dimenticarsi di sè, delle proprie esigenze. Questo Blog vuole essere un’offerta spazio-temporale per condividere esperienze ed emozioni ma anche per incontrare nuove persone e perchè no,  per confrontarsi su tematiche comuni.. BeYou non significa solo sii te stesso nell’esprimere opinioni sui vari temi, ma anche qualcosa di più profondo, un invito ad attivare un contatto con quella parte di sè che rimane sul fondo…

Secondo te oggi l’organizzazione e i ritmi del business tendono a bloccarci nella routine e nelle pratiche di ogni giorno, impedendoci di crescere? E se sì quale può essere un rimedio?

Osservando molti contesti organizzativi sia piccoli che più strutturati, ho maturato l’idea che, considerando sia le dinamiche gerarchiche che quelle intra-funzionali, le persone entrano in relazione sia come “risorse” integrate nell’organizzazione in base al ruolo ricoperto che come “persone” in un “micro-cosmo” sociale. Le “persone” hanno aspettative, motivazioni, sogni, vite in corso, ma anche potenzialità, e non ultimo la propria personalità, a volte succede che il contesto organizzativo di tutto questo non riesca a farsi carico e si finisca per provare quello che io chiamo effetto “tapis roulant” si corre inseguendo un nastro, bisogna portare il ritmo, se ci si ferma si rischia di cadere! I rimedi sono tanti e molte discipline oggi ci vengono incontro, il punto di incontro di tutte è il benessere psico-fisico di ognuno di noi conciliato con una sana ambizione e desiderio di vedere riconosciuto il proprio operato o espressi i propri potenziali, a tutti i livelli

Una delle categorie di discussione è il capo. Alcune ricerche recenti dicono che il rapporto degli italiani con i superiori mediamente non è buono, tu cosa ne pensi e, in generale, di che cosa si parla in questa parte del blog?

In effetti mi aspetto che questa rubrica sia molto gettonata in termini di sfoghi! Certo, credo che questo sia tra i rapporti più articolati nelle dinamiche relazionali aziendali, in questa parte del Blog spero che ci sia spazio per un confronto attivo, capi e collaboratori che si confrontano, può essere un’opportunità per tutti per riflettere, e perchè no anche uno scambio di ruoli virtuale potrebbe addirittura essere auspicabile!

Altro argomento caldo: le riunioni. Necessario momento di confronto o certe volte solo rito aziendale?

Sebbene rispondano ad una “certa” esigenza organizzativa, ritengo che in molti casi la seconda ipotesi sia la più vicina alla realtà; …mi aveva molto colpito il titolo di un recente libro di Patrick Lencioni dal titolo “Morto di riunioni” in cui il brillante autore descrive l’inutilità di buona parte delle riunioni aziendali che vengono organizzate, ai vari livelli, con cadenza pressocchè quotidiana, per discutere, tra manager, quadri , consulenti, esperti, in merito ai vari problemi di volta in in volta posti dai direttori. E’ quantomeno emblematica e poi non così lontanta dalla realtà la storiellina che racconto sul Blog, quella dell’amico manager che quando gli chiedo via sms “ciao come stai?” mi risponde “sono in riunione” come se questo fosse uno stato di salute che prevede una cura, !!! Certo ci si può ammalare di “runionite acuta!”

GIANLUIGI ZARANTONELLO

Blog in azienda

Blog in azienda è un libro di Debbie Weil uscito nella versione italiana nel 2007 nella collana Marketing&Vendite di ETAS.

Il tema trattato è piuttosto nuovo, soprattutto per il pubblico italiano, e riguarda il mondo dei corporate blog e, più in generale, degli utilizzi possibili che un’azienda può fare dello strumento blog.

Infatti questi siti web, nati come diario o punto di discussione su argomenti di varia natura, stanno diventando progressivamente un nuovo strumento di marketing e di comunicazione che le aziende possono utilizzare per dialogare con clienti, utilizzatori e collaboratori.

Il libro dunque vuole essere in più primo luogo una guida non tecnica a questo mondo per permettere a chiunque sia interessato a questo settore di poter avviare un blog aziendale.

Prima di tutto l’autrice affronta le principali paure che le aziende hanno rispetto a questi canali, tute riconducibili in ultima analisi al timore di perdere il controllo della comunicazione e di dover fronteggiare dialoghi e temi scomodi direttamente da pagine con il loro logo o comunque a loro riconducibili.

Preoccupazioni lecite che però vengono confutate dalla Weil semplicemente dicendo che se non è l’azienda ad aprire un dialogo con i propri pubblici saranno questi ultimi a farlo in modo autonomo su altri canali, tagliando fuori dalle conversazioni l’impresa che in molti casi non sarà nemmeno consapevole della loro esistenza.

Fare blogging dunque implica sicuramente cedere una parte del controllo sulla comunicazione ma probabilmente non farlo ha un esito ancora peggiore.

L’autrice passa poi ai temi relativi al linguaggio, alla stile di comunicazione, alle policy che vanno stabilite e a tutti gli aspetti pratici che riguardano di cosa si può parlare e di cosa no.

Qui a volte le argomentazioni sono un po’ vaghe ma questo si può attribuire anche alla novità di questo mondo, non ancora dotato di standard precisi.

Infine vengono presentati anche alcuni aspetti basilari della tecnologia ed un glossario di termini utili che il neofita può utilizzare per cominciare a muoversi nella blogosfera.

L’aspetto sicuramente più interessante del libro è la concretezza, basata sull’uso massiccio di case history reali che permettono di toccare con mano quelle che le aziende più aperte già fanno.

In particolare il contesto di riferimento è il mondo americano, sicuramente più evoluto in tal senso, che può essere d’esempio, con le dovute varianti culturali anche per il resto del mondo.

Non manca inoltre una breve postfazione all’edizione italiana a proposito della situazione di casa nostra.

Nel complesso dunque il libro, anche se a volte dà risposte un po’ vaghe e poco convincenti ad alcune problematiche, è una guida sicuramente interessante ad uno strumento che nel prossimo futuro sarà davvero difficile eludere o ignorare per le imprese, anche quelle italiane.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Blog in azienda
Autore: D. Weil
Editore: ETAS Libri
Collana: Marketing e Vendite
ISBN: 9788845314094
Anno: 2007
pp. XVI+224
20,00 Euro

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