Perché il nuovo professionista del web è sempre più specialista, umanista e…redditizio per l’azienda

Uno dei limiti che molte aziende hanno sperimentato negli ultimi anni è stato quello di non avere al proprio interno una persona esperta del web, con un profilo a cavallo tra un tecnico, un uomo di comunicazione e un project manager.

Infatti nessuno ormai si sottrae ad un utilizzo più o meno intensivo di Internet come strumento aziendale e nel fare questo spesso l’azienda si scontra con la difficoltà di utilizzare al meglio e con costi sostenibili tutte le soluzioni offerte dal mezzo.
A questo problema sta progressivamente ponendo rimedio l’inserimento di figure competenti di web che però non abbiano un profilo troppo tecnico, che sappiano dialogare con tutti i tipi di interlocutore e che riescano a fare da interpreti tra informatici e manager.

Dal mio punto di vista questa tendenza non potrà che potenziarsi, per alcune ragioni:

1) Internet è sempre più complesso e ricco di strumenti non paragonabili a nessuno di quelli che li hanno preceduti, come l’insieme delle tecnologie del web 2.0;
2) Le skills tecniche necessarie ad un lavoro su tutti i possibili strumenti non sono più possedibili in toto in azienda, occorre dunque lavorare sempre più con parti terze da selezionare e coordinare sulla base di una forte e ampia competenza di Internet;
3) A chi lavora sul web sul piano strategico è chiesta una visione sempre più ampia e ‘umanistica’: costruzione di relazioni, scelta di linguaggi e creazione di progetti multicanale;
4) Le aziende che sanno indirizzare correttamente l’uso del web 2.0 e dei social media sono ancora poche e ciò garantisce un grandissimo vantaggio competitivo a chi li approccia in modo strategico.

Tutto ciò non può prescindere, almeno per le aziende più grandi ed esposte al pubblico, da una figura interna che si occupi esclusivamente del mondo di Internet e delle nuove tecnologie, con confidenza con la parte tecnica ma anche con gli strumenti (e la mentalità) del manager.

Sicuramente un profilo ancora difficile da trovare ma che è destinato a emergere dall’insieme dei professionisti oggi esistenti, sia della tecnologia sia del marketing.

Voi che cosa ne dite?

22 comments on “Perché il nuovo professionista del web è sempre più specialista, umanista e…redditizio per l’azienda

  1. In questa situazione, è più adatta una persona con formazione tecnica che cerca di avere una visione anche manageriale delle situazioni, o è + avvantaggiata una figura con formazione commerciale che cerca in qualche modo di restare aggiornato con le nuove tecnologie?

  2. Il confine è labile, di sicuro non vedo bene allo scopo una figura scelta in quanto “di lunga esperienza” con altri media.

    Nel web, soprattutto in quello più avanzato, occorre una dimestichezza con il mezzo che nasce da una frequentazione pratica.

    Il rischio del tecnico puro invece è quello di non avere abbastanza visione d’insieme.

    Dunque diciamo che si può partire dall’uno o dall’altro profilo ma non si può pensare che, siccome si è esperti della comunicazione e dei media tradizionali, basti solo aggiornarsi leggendo un po’.

    Naturalmente poi dipende anche dalle figure che vi affiancano, se avete a disposizione un collaboratore esperto di social media (e gli date ascolto) potrete anche essere un po’ meno tecnici.

    Infine il nuovo web è molto centrato sulle relazioni, per cui dovrete essere bravi networker.

  3. sono assolutamente d’accordo. del resto, ormai le figure professionali che possono prendersi carico di questo multiforme ruolo sono ampiamente disponibili – pensa solo alle persone che provengono dalle agenzie, che ormai sono almeno al secondo ricambio generazionale.
    la difficoltà che vedo spesso, tuttavia, è che le aziende continuano a cercare, per questi ruoli, delle figure molto junior, forse nel falso mito del “ragazzino smanettone, che paghi due lire”. il che è veramente un problema. in dieci anni di agenzia ho avuto a che fare con interlocutori-clienti che erano spesso stagisti, messi lì perché “ggiovani”, e con nessun’altra motivazione. speriamo che cambi…

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  8. E’ la nuova figura di quello che una volta chiamavamo “il rappresentante”. Le nuove generazioni quando avranno “un bisogno” non aspetteranno il rappresentante che propone come risolverlo, cercheranno online chi lo può risolvere e chiameranno per chiedere un contatto. Quindi chi prima si fa trovare e chi meglio sa dialogare con quelli “growing up digital” avrà un ottimo vantaggio competitivo.

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